Nord Africa con fastidi

Come un ospite assolutamente indesiderato è ritornato il caldo africano dell’estate, con l’aggravante dello scirocco e della cupezza del cielo – lascia presagire, il cielo, un’acqua rappresa che sai per certo che non verrà giù. A scuola, con ventisette cabrones, due insegnanti, caldo caldo e Preside transumante, si muore. Voglio andare al mare, sob e sigh! Anche Matematica risente del caldo e proferisce amene stupidaggini. Per giustificare l’errore madornale di aver bocciato tre pluribocciati allegati alla nostra discreta seconda, dice: Siamo educatori, il nostro compito è tenerli a scuola piuttosto che per strada. E tenerli a scuola significa vederli in piedi ogni due per tre, vedere A. che passa quattro ore semisdraiato sulla borsa nella quale è contenuto un diario – per farci cosa è dall’inizio dell’anno che me lo chiedo, considerando che non viene preso in considerazione per giocarci, figuriamoci per prendere appunti sui compiti da svolgere a casa! Dimenticavo, nella borsa di A. c’è anche un quaderno, multiuso e multifunzione – all’occorrenza produce carta da cestino, per poter andare a buttarla la carta, nel cestino, per l’appunto, e senza chiedere il permesso di farlo, naturalmente! Ieri me lo sono tenuto vicino per quattro ore – ho anch’io il mio banco tra i pargoli. Sono passata da un: Copia alla lavagna, per piacere, ad un : Metti la mano davanti alla bocca quando sbadigli, e attraverso un: Stai diritto sulla sedia, Fammi la gentilezza di ascoltare quello che sto leggendo, Rispondi alle domande senza ridacchiare! Si può passare un anno scolastico a sopportare A.? Con tutta la buona volontà, no. Ma bisogna tenerli a scuola, eh già. Se lo dice Matematica! 😦

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24 thoughts on “Nord Africa con fastidi

  1. in fondo al cuore 26 settembre 2012 / 19:56

    hahahahahaha…..la vedo dura! 😉

    • mizaar 26 settembre 2012 / 20:05

      io di più, sob! 😦 ciao silvia, buona serata!

    • mizaar 26 settembre 2012 / 21:03

      potrebbe essere la prossima mission possible! 😀 preparo un progetto e… vai!! 😀 😀

  2. fab 26 settembre 2012 / 21:03

    che senso ha mantenere a scuola un ragazzo per sei anni?…ne ho conosciuti diversi e non mi pare abbiano avuto benefici da questa permanenza/castigo..così come sono risultate penalizzate le classi…

    • mizaar 26 settembre 2012 / 21:04

      e vallo a raccontare alla cretina, ops, collega di mate che si sente tanto pedagogista all’avanguardia! 😦

  3. Lilla ... 26 settembre 2012 / 23:06

    Prof. di matematica ovvero: “chi nasce tondo, non muore quadrato” …
    Se tanto mi da tanto, A. l’anno prossimo starà ancora in seconda … Mi raccomando, tu studia, così sarai promossa in terza!! 😉
    Ps: non ti invidio proprio … hai tutta la mia solidarietà!! ♥

    • mizaar 28 settembre 2012 / 21:30

      la prima che hai detto!! 😀 sono generalmente poco propensa alle bocciature, ma non so come, ho l’impressione che a fine anno mi toccherà rivedere le mie posizioni! 🙂
      grazie per la solidarietà! non è che vi serve un passacarte in ufficio? a questo garba moltissimo stare per i corridoi, risolvete così il problema della posta…

      • Lilla ... 29 settembre 2012 / 00:15

        Manda, manda … Ne circola tanta di gente per i corridoi … Uno più uno meno … Non fa la differenza!! 😉

      • mizaar 30 settembre 2012 / 17:36

        insomma, senza persone per i corridoi sai che tristezza? 😀

      • Lilla ... 30 settembre 2012 / 18:13

        Noi non corriamo questo rischio … C’è gente che ne ha fatto un vero e proprio lavoro!! 😉

      • mizaar 30 settembre 2012 / 19:16

        provveditore, stai leggendo vero? prendi nota!!! poi dicono degli insegnanti… 😀

  4. Sergio Baldin 27 settembre 2012 / 08:20

    Io ho sempre avuto un buon feeling con gli insegnanti di matematica, ma proprio perchè spiegavano una materia che era mia e mi piaceva, non per altri motivi, come quello che ora ci racconti tu di questo/a collega.
    Così si che diventa una vera e propria missione, una tortura psicologica a vedere uno che non gliene frega assolutamente nulla, almeno si facesse uan eblla dormita e ti lasciasse lavorare.
    Ma un pò ha ragione pure il/la collega, perchè un individuo così fuori potrebbe fare ancora più danno per se stesso (e fin qui sarebbe il meno), ma pure per la comunità.
    Allora coraggio, che il nostro maltempo te lo manderemo in giù, una bella rinfrescata è giusto ci sia per tutti, se proprio non vuoi tu venire quassù!
    bacioni carissima amica, ciao!

    • mizaar 28 settembre 2012 / 21:33

      sergio caro, il problema che non sono neppure ragazzi tecnicamente definibili come ” difficili “. sono solo degli emeriti rompiscatole, con nessuna voglia di lavorare. con quelli che hanno storie complicate alle spalle riesci ad elaborare anche progetti di recupero, ma con questi che recupero fai? ciao e buon fine settimana! 😀

  5. chit 27 settembre 2012 / 12:31

    Un peccato non esita la funzione ‘Format’ per taluni personaggi… forza e coraggio amica, siamo solo agli inizi!? 😉 😛

    • mizaar 28 settembre 2012 / 21:33

      sì claudio, siamo purtroppo solo all’inizio! 😦

  6. Diemme 27 settembre 2012 / 13:32

    Virginia, stavolta sono d’accordo con Matematica: metterli per strada significa arrendersi, abbandonarli al proprio destino. Io credo che sia il caso di provarci, magari usando un metodo diverso, perché a quanto racconti questo ragazzo riceve ordini, rimproveri e basta.

    In questi casi si usa responsabilizzarli, a volte funziona… (ora sono al lavoro, poi ti racconto un episodio)

  7. Diemme 27 settembre 2012 / 15:55

    Rieccomi. La storia che ti voglio raccontare è accaduta a scuola di mia figlia. Nella sua classe, parlo delle scuole medie, c’erano due bulle che ne hanno fatte di tutti i colori, e quante ne abbiano fatte passare alla classe non ne hai un’idea. Insegnanti e preside non intervenivano, sottovalutando il problema (preso in considerazione solo quando una delle bulle mise le mani addosso alla Preside, che peraltro aveva molti più mezzi per difendersi rispetto ai nostri figli!).

    Insomma, la situazione era drammatica, queste due si erano pure alleate con una banda di manigolde che girava col coltellino minacciando tutti, tanto che noi genitori ci dovemmo organizzare a turni per andare a prendere i nostri figli a scuola, ma il tutto era insostenibile.

    In un’altra classe c’era un ragazzo disadattato, proveniente dal riformatorio, di circa 16 anni, che dava pure problemi a non finire e sembrava irrecuperabile. Beh, questo ragazzo che vide minacciati i nostri figli prese tutti sotto la sua ala protettiva, e le due bulle le affrontò lui, da pari a pari: lui aveva avuto una vita che non vi dico, riformatorio compreso, figuratevi se si faceva impressionare dalle minacce delle bullette e da un coltellino!

    Io credo che questa esperienza di proteggere questi ragazzi in difficoltà, di essere importante per loro, abbia per lui significato un grande riscatto.

    • mizaar 28 settembre 2012 / 21:41

      come ho detto a sergio, mia cara, non si tratta di ragazzi difficili con storie sociali complesse, ma solo di due pecorelle che ripetono la seconda classe per la terza volta. sai quanta voglia hanno di fare un altro anno scolastico ” normale “? tra l’altro sono più grandi dei compagni di un paio d’anni. loro si percepiscono come pesci fuor d’acqua e fanno comunella perchè provenienti dalla stessa classe – a dire il vero ce ne sarebbe un terzo, ma anche un quarto che viene da un’altra seconda! 😦 i compagni più piccoli li guardano vagamente disorientati. il commento di uno di loro, l’altro giorno, è stato: ma hanno proprio una faccia da schiaffi! vedremo come andrà, ma non vedo l’ora che arrivi natale!

  8. Baol 27 settembre 2012 / 16:18

    Con il nostro scirocco poi, A. diventa una specie di cilicio umano…

    …per la cronaca qui a sud est di Bari è appena piovuto l’impossibile O,o

    • mizaar 28 settembre 2012 / 21:35

      l’hai detta! 😦 non dimenticare, domenico, che io sto al nord!! 😀

    • mizaar 3 ottobre 2012 / 18:43

      se è ricominciata? ahimè… 😦

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