Macigni

La vicenda dell’Ilva di Taranto pesa sul territorio tutto della Puglia, non è qualcosa che i Pugliesi e, ritengo, tutti gli Italiani possano ignorare. Il più grande polo siderurgico europeo ha reso, per anni, Taranto e i paesi limitrofi il luogo di coltura di un disastro ambientale grave, gravissimo. La diossina, nella migliore delle ipotesi – quando non si vuole parlare di quello che i Tarantini respirano da sempre! – inquina i terreni e rende infertili bestie e luoghi, rende inservibile il latte, rende la città e i dintorni il posto dove basta strisciare un dito su un qualsiasi elemento esposto all’aria e si tira su uno strato di polvere nera, difficile da togliere. Questa è una situazione che nessuno, negli anni, ha cercato di arginare, rendere accettabile, in qualche misura. Il gip di Taranto, Patrizia Todisco, ha reso operativo oggi il sequestro di sei aree a caldo, all’interno dell’Ilva, con la promessa di otto arresti per i responsabili. Era ora, senz’altro. Ma gli operai, nonostante i gravi rischi per la propria salute, protestano per il timore di ritrovarsi senza lavoro. Da una parte la paura per se stessi e i propri cari e dall’altra la paura, faccia della stessa medaglia, di non poter soddisfare i propri bisogni e quelli della famiglia, per un lavoro che diventerà aleatorio. Pesa come un macigno troppo grosso, questo essere ” stracciati ” tra due questioni fondamentali. Pesa anche la facilità con cui le persone di Taranto, esprimono la loro opinione sulla vicenda, con l’indifferenza e l’arroganza che ormai è diventata l’abito mentale di tutti. Al tiggì regionale, oggi, la signora tarantina intervistata pontificava, con una sigaretta accesa in mano: Gli operai protestano per il lavoro che potrebbe mancare. Bisogna scegliere se morire di tumore o rimanere senza lavoro. Direi che potrebbero cercare lavoro altrove e fare in modo che non si debba morire di tumore per l’Ilva a Taranto! Certo, brutta scema, se cominciassi a non fumare, ti renderesti conto che l’Italia non è il paese di Bengodi e il lavoro non si trova con la stessa facilità con cui tu fumi la tua tumorale sigaretta! 

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32 thoughts on “Macigni

  1. maumozio 26 luglio 2012 / 20:29

    da addetto ai lavori conosco da tempo il livello di inquinamento di quell’area; la situazione è drammatica tra salute e lavoro

    • mizaar 26 luglio 2012 / 20:38

      sì mauro, è veramente drammatica, ma non è attribuibile a qualcosa che si è creata adesso. sono anni che l’ilva produce inquinamento pesante, senza che nessuno mai abbia preso provvedimenti drastici. la città stessa ha vissuto in un rapporto di odio/amore costante. la considerazione più amara è quella che per lavorare sei costretto a morirne e non è proprio quello che ci si aspetta da una società che si crede civile.

  2. in fondo al cuore 26 luglio 2012 / 20:46

    Una brutta situazione davvero,,,,,

    • mizaar 27 luglio 2012 / 21:14

      silvia, è un grosso problema per tutti!

  3. cordialdo 26 luglio 2012 / 21:03

    Ben detto. Ci sarebbe da aggiungere che da anni sia i lavoratori che i sindacati metalmeccanici hanno continuato a chiedere la messa in opera di sistemi che rendessero più efficaci la tutela della salute pubblica e non solo degli operai senza che l’azienda abbia mai mosso un dito in merito continuando solo a promettere. Da qui gli 8 arresti ai domiciliari per altrettanti dirigenti che dovrebbero essere già stati eseguiti.
    Certo che è drammatico dovere essere costretti a scegliere tra la salute generale ed il lavoro per gli addetti. Vedremo come si dipanerà la vicenda nei prossimi giorni.
    Ciao. Avevo cercato senza riuscirsi, di commentare il tuo viaggio soprattutto nel salernitano dove ho vissuto da ragazzino, in epoca giurassica, e che conosco benissimo e ricordo con nostalgia e dove sono tornato parecchie volte. Volevo scriverti anche che il “navigatore” per essere preciso, bisogna aggiornarlo almeno un paio di volte all’anno ricollegandolo al Pc ed acquistando gli aggiornamenti a poco prezzo.
    La prossima voltas vieni in Alta Val Venosta e ti/vi farò io da guida senza bisogno di navigatore.
    Ciao, buona serata e buona continuazione d’estate. Spero di riuscire a trasmettere almeno questo commento. Osv

    • mizaar 27 luglio 2012 / 21:14

      be’, osvaldo, questo commento è arrivato a destinazione! 😀 ma in quante parti d’italia hai vissuto? di origine calabrese, hai stazionato a salerno e dintorni, vivi al nord, ” vacanzi ” in val venosta – aggiungo: beato te! – insomma, un giramondo! non so se il navigatore è stato aggiornato, ma penso di sì. comunque ripongo la mia fiducia nelle cartine, perlomeno hai un quadro della situazione immediato e non ti devi affidare a quell’odiosa signorina navigatrice che con il suo ” prego girare a destra “ti porta sempre dove ci sono tutte le rotonde dell’universo creato! 😀
      la vicenda ilva è qualcosa che fa davvero arrabbiare. dimmi tu a che servono gli arresti domiciliari. questi, e gli altri, li sbatterei in galera e butterei via la chiave!

    • mizaar 27 luglio 2012 / 21:03

      soffocati, sicuramente. altro che piogge acide!

  4. liù 26 luglio 2012 / 22:44

    Questa vicenda mi ricorda tanto il Petrolchimico di Gela! Anche li malattie alle vie respiratorie e tumori ai polmoni e si sente anche lì aria di crisi e licenziamenti! Sembrano 2 citta gemelle nelle disgrazie!! Lo sai che nella sola provincia di Lentini ( SR ) ci sono più casi di leucemia sui bambini che in tutta Italia?? Ma nessuno dei cosiddetti pezzi grossi se ne preoccupa,e per giunta gli Americani dopo aver fatto danno con 2 aerei precipitati proprio in quella zona negli anni ’80,
    ora stanno assemblando la più grande antenna di telecomunicazione mai esistita !! E naturalmente ci saranno altri casi di malattie sospette! Sono diventati i padroni di tutto il Sud Italia dove fanno esperimenti che nella loro terra non fanno più!!
    Buona notte Virginia♥
    liù

    • mizaar 27 luglio 2012 / 21:02

      questa vicenda, purtroppo per le persone che hanno perso la vita, ricorda anche quello che è successo a marghera e in tanti altri luoghi dove si lavora fuori del rispetto delle norme. vi montano un’antenna del genere e non fate nulla? non permettetelo liù, non fateglielo fare! soprattutto i piccoli risentono moltissimo del pessimo impatto ambientale che creano questi mostri con i loro campi magnetici! ribellatevi!! buona serata anche a te, cara! ♥

      • liù 27 luglio 2012 / 21:09

        Noi non possiamo fare niente,ormai è diventato territorio Americano e l’antenna l’hanno montata in sordina e con l’accordo dei farabutti che ci governano!!I
        Io che sono della provincia di Catania nemmeno sapevo di questi incidenti e delle loro conseguenze sui cittadini di lentini e soprattutto sui bambini,ma mio figlio che ogni tanto va a lavorare con mio marito in agrumeti vivini mi ha confermato che quella zona e pericolosissima!

      • mizaar 27 luglio 2012 / 21:18

        che carogne! è una situazione di cui nessuno parla!! come si può vivere ogni giorno con tante minacce costanti per la salute?

      • liù 27 luglio 2012 / 21:23

        Ma mica solo in Sicilia ! Sapessi quello che hanno combinato in sardegna negli ultimi 50 anni!!
        Siamo diventati il loro territorio per gli esperimenti che non fanno più nella loro nazione ,e tutto questo grazie al servilismo lecchino dei nostri governanti che temono di inimicarsi gli stati uniti

      • mizaar 27 luglio 2012 / 21:26

        non è solo una questione di ” amicizie “, quelli sono 50 anni che ci mantengono!

      • liù 27 luglio 2012 / 21:32

        A CARO PREZZO!!

      • mizaar 27 luglio 2012 / 21:36

        e certo, sennò dove sta la convenienza?

  5. fab 26 luglio 2012 / 23:34

    quando protestavamo per l’avvelenamento delle falde acquifere che alimentavano l’intera valpescara, ad opera del polo chimico di Bussi, spesso mio padre, autostrasportatore chimico, mi parlava delle bombe latenti d’Italia…Mestre, Taranto, Gela, le più eclatanti…qui da noi, Piano d’orta e Bussi.
    Sì, siamo presi al cappio; possiamo scegliere di morire avvelenati, in fabbrica o solo abitando lì vicino, o morire di fame. Non è democrazia questa, e ci stanno riuscendo, sai, a renderci sempre più imbecilli ed insensibili. Impotenti e schiacciati da macigni . Potevano “mettere a norma” gli impianti a Taranto tanto tempo fa ma avrebbero dovuto investire invece che distribuire proventi tra gli azionisti, e a loro chi glielo faceva fare? mica abitano lì…
    http://marco-lavocedellaverita.blogspot.it/2011/09/13-anni-ha-il-tumore-da-fumo-e-la.html
    Mi spiace, sono furibonda, furiosa e maledettamente impotente

    • mizaar 27 luglio 2012 / 20:57

      ho letto ed era un caso che conoscevo da tempo, così come tante altre morti, così come le 174 persone di taranto, operai nei sei reparti messi sotto sequestro, che sono decedute nel giro di sette anni. nei quartieri di tamburi e borgo adiacenti l’ilva si è registrato il quadruplo della mortalità e il triplo di ricoveri per malattie cardiache rispetto al resto della città. avrebbero dovuto mettere a norma e non lo hanno fatto, perché nessuno gli ha posto degli obblighi, dopo anni di schifo e morti e veleni. ci sarebbe da spaccare la faccia a qualche ricco assassino!

  6. Cle 26 luglio 2012 / 23:58

    L’errore che in molti fanno è immaginare il lavoratore medio dell’ilva come un ventenne/trentenne che non ha messo ancora su famiglia.
    Oltre ai giovani operai pero ci sono anche cinquantenni ancora lontani dall’età pensionabile e non più appetibili sul mercato del lavoro, quarantenni con bimbi piccoli e un mutuo da pagare, mariti con alimenti da pagare, padri di famiglie monoreddito…
    Si fa presto a dire “trovi lavoro da un’Altra parte” . Certo, volere è potere, ma, come dici bene, c’è una variabile fondamentale che pesa come un macigno: l’assenza di posti di lavoro, per i giovani e per quelli che giovani non lo sono più

    • mizaar 27 luglio 2012 / 20:46

      l’idea che hanno generalmente coloro a cui il lavoro non manca, purtroppo, è proprio quella che hai così bene messo in evidenza. quando si tratta dei fatti altrui si fa presto a dichiararsene fuori, con sciocchezze che non stanno da nessuna parte. se gli operai non hanno la possibilità di lavorare la città di che cosa campa? che fanno, chiudono anche tutte le attività commerciali di taranto? bruttissima faccenda, questa!

  7. popof1955 27 luglio 2012 / 00:18

    Ecco cosa intendeva Karl quando diceva che il capitalismo genera le sue crisi per poterle gestire. Affama la gente e quella è pronta a morire pur di mantenere il salottino buono, la poltroncina in pelle e la macchinina che va a 36 km/h (velocità di crociera nel misto urbano/extraurbano).
    L’ILVA non è l’unico impianto siderugico al mondo o in Italia. Gli altri sono a norma di legge? Sarebbe bene che anche l’ILVA si adeguasse e non si nascondesse dietro lo scudo della disoccupazione. Maggiori costi di produzione non annullano i guadagni, fanno durare di più l’azienda.

    • mizaar 27 luglio 2012 / 20:41

      la tua ultima asserzione è verità vera. detta così sembra facile, paolo, ma va’ a fargliela entrare nella zucca ai ducetti dell’ilva.il dio profitto pare sia l’unico rimasto nella vasta schiera degli dei degli inferi!

  8. Sergio Baldin 27 luglio 2012 / 08:13

    Mi sembra che le tue considerazioni ed i commenti che ho letto la dicano tutta sul problema.
    Da qualsiasi parte la si prenda, questa è una situazione che fa male….signora fumatrice a parte, la quale il male se lo prende di sua volontà, anzi, se lo fuma!
    E’ sopratutto vero che oggi è il momento peggiore per prendere di petto queste situazioni, perchè non faranno altro che fornire un bel alibi a chi vorrà chiudere, magari delocalizzando dove, in tema di controlli siamo ancora più indietro che in Italia, dove basta il tozzo di pane del lavoro, tutto il resto passa in secondo ordine!
    Un bacione cara Virginia e buon weekend a te!

    • mizaar 27 luglio 2012 / 20:38

      delocalizzare una realtà come l’ilva mi sembra impossibile. la chiusura dei sei reparti più a rischio per la bonifica e la messa in sicurezza – spero che facciano questo, me lo auguro! – comporterà una serie di problemi inevitabili per gli operai. passeranno per varie casse integrazioni, sicuramente, e non sappiamo bene come finirà – oggi c’era a tal proposito un consiglio dei ministri per discuterne. è davvero una faccenda grave, specie perché coinvolge in maniera brutale tante persone! buon fine settimana anche a te, sergio, baci!

  9. unpodimondo 27 luglio 2012 / 10:30

    Mettere la gente al muro col ricatto “Muori di fame” o “Muori di tumore” facendo credere che non ci siano altre vie di scampo credo che sia la cosa più ignobile che potessero fare.

    Invece limitare i profitti e i dividendi degli azionisti per investire in sicurezza per i lavoratori e protezione ambientale è fuori dalle prospettive di tutti gli attori di questa storia: dei dirigenti dell’Ilva (e qui è logico) ma anche dei sindacati, della politica e della cittadinanza (e qui è ben più grave).

    Credo che le leggi per non infilarsi in questo disastro ci fossero state tutte, bastava che qualcuno le avesse applicate a suo tempo. Invece, anche adesso, si va ad attaccare il gip, che in fondo mi sembra l’unica persona che in questa vicenda sta facendo il suo dovere….

    • mizaar 27 luglio 2012 / 20:32

      il capo del gip, intervistato, ha dichiarato tutta l’umana comprensione per gli operai – vorrei vedere! – ma anche la difficoltà per aver preso una decisione che scotta e rende pesante un clima generale che di per sé è tutto un disastro! sono stati ignobili, ma quante altre situazioni lo sono altrettanto? non c’è verso marco, va davvero tutto storto…

  10. Baol 27 luglio 2012 / 19:05

    La facilità con cui in Italia si esprime un parere è proprio quella che dici tu, le persone come quella signora sono la maggioranza.

    Quanto all’ILVA, la foto che hai messo parla da sola. Ogni volta che mi è capitato di andare a Taranto, di sera, vedere la fiamma sulla torre mi ha fatto sempre pensare, scherzando, lo chiamo “L’occhio di Saruman”, come nel signore degli anelli…ma c’è davvero poco di cui scherzare.

    • mizaar 27 luglio 2012 / 20:27

      c’è poco da dire, mio caro, l’ilva è una mostruosità che avrà portato a taranto posti di lavoro, ma a che prezzo? e di signore e signori stronzi, in giro, ce n’è a bizzeffe, purtroppo! nel servizio odierno in televisione, ho visto gli operai in sciopero, a taranto, ma solo quelli. la città non s’è minimamente scomposta…

  11. paperi si nasce 19 agosto 2012 / 11:30

    E’ un problema grosso, e di non facile (o quantomeno non rapida) soluzione.
    Io non penso di avere gli elementi per giudicare e valutare. In prima battuta uno pensa che i dati sulla situazione sanitaria e ambientale e i dati sull’inquinamento siano sufficienti per dare una risposta secca e univoca, poi arrivano gli operai e dicono che vogliono continuare a lavorare: puoi dargli torto?
    Bisognerebbe mettere in piedi un piano che, magari con una tempistica realistica, riduca drasticamente le emissioni, cominciando da quelle più pericolose.
    E come al solito in questi casi mi chiedo: ma in altri posti, e in partcolare all’estero, la situazione è esattamente la stessa?

    • mizaar 20 agosto 2012 / 19:41

      all’estero ci saranno ilva che producono e inquinano, ma ritengo meno di questa altrimenti se ne parlerebbe. piuttosto le ilva cinesi chissà in che stato sono!! 😦
      ti lascio un link della giovane susanna, amica di blog, che vive e scrive a taranto:http://www.glialtrionline.it/author/susanna-curci/

  12. paperi si nasce 19 agosto 2012 / 11:36

    Aggiungo che, in questo dramma, uno si sente veramente rassicurato quando scopre che le massime intelligenze nazionali si stanno applicando al problema e dando il meglio di sé…
    Soprattutto sui social network.

    Ho visto infatti la luce qualche giorno fa leggendo la dchiarazione (ormai entrata nel mito) del vostro immaginifico Governatore su facebook:

    “Lo sguardo di chi governa deve pesare ciascuno dei beni da tutelare, deve custodire tutte le promesse di futuro, ma soprattutto deve sentire la responsabilità di evitare che vinca il caos, e che l’ardire utopico dei pensieri lunghi si pieghi alla disperazione di un presente immobile, quasi divorato dal suo passato”

    Ma ancora di più l’altroieri mi ha tranquillizzato su Twitter il punto di vista di Chicco Testa (ma testa di che?) che entrava nel dibattito minimizzando gli effetti dell’inquinamento dell’ILVA:

    “5000 morti all anno per incidenti da traffico. A quando il sequestro delle strade italiane?”

    Vabbé, siamo in buone mani. Come sempre…

    • mizaar 20 agosto 2012 / 19:36

      questa del ” geniaccio ” chicco testa me l’ero proprio persa. bisognerà proporgli di acquistare casa al rione tamburi!

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