Il rumore della solitudine

Come si elabora un lutto? Come ci si riesce se sei poco più che bambino, ebreo, nei mesi immediatamente successivi alla tragedia collettiva delle Torri Gemelle? Tu abiti a due passi da lì e la tua vita si affaccia su Central Park, una vita che risulta incomprensibile ai più e invece è il fulcro dell’esistenza di quel padre che è letteralmente volato via da una delle Torri. Perchè la sindrome di Asperger ti fa sensibile e geniale, ma senza remore, senza attrezzatura per elaborare il lutto, per autoassolverti e imparare a vivere. Il tema di fondo del bel film ” Molto forte incredibilmente vicino “ è questo. Tratto dal secondo romanzo di Jonathan Safran Foer, il film racconta realmente del viaggio in una New York piena di rumori che confondono la solitudine di Oskar Schell, il protagonista ragazzino –  interpretato da un eccezionale Thomas Horn. Oskar sa che non deve arrendersi, non deve smettere di cercare come se questo fosse il diktat, l’imperativo testimoniale del padre che non c’è più. A smorzare la solitudine del ragazzo per un periodo limitato c’è l’Inquilino, muto protagonista che cerca di aiutarlo senza riuscirci, ma che di fatto si rende parte coinvolta di una coppia davvero singolare. Il film è davvero bello e intenso.  Commuove lo strappo interiore del bambino, il suo arrovellio geniale, il rapporto con il suo e l’altrui mondo. Sullo sfondo, come un regalo prezioso, scorci di New York inediti e remoti, come se fosse un altro mondo, un altro paese. Una frase detta nel film mi ha particolarmente colpita, Oskar dice: Le storie vanno condivise. E noi tutti, qui, lo sappiamo benissimo. 🙂

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12 thoughts on “Il rumore della solitudine

    • mizaar 1 giugno 2012 / 21:37

      sono contenta che ti sia piaciuto! mi ha commossa davvero..

    • mizaar 7 giugno 2012 / 18:24

      vale tutti i soldi del biglietto!

  1. Rocco R. 2 giugno 2012 / 01:48

    Ho appena associato una frase che sento ripetere spesso (“molto forte incredibilmente vicino”, appunto) a qualcosa di concreto. Diciamo che l’ho identificata. Sembra che valga la pena approfondire.

    • mizaar 7 giugno 2012 / 18:25

      sì rocco, vale la pena approfondire!

  2. Diemme 2 giugno 2012 / 07:01

    Le storie vanno condivise. Dedicato a chi non capisce questo nostro mondo.

    • mizaar 7 giugno 2012 / 18:26

      sulla condivisione non ci piove. e chi non capisce vada altrove!

  3. popof1955 2 giugno 2012 / 19:27

    Un film da vedere senz’altro, e ti ringrazio della segnalazione. Un film che sicuramente verrà rivisto tra 10 – 15 anni, quando tutti quei bambini che erano nei nidi e nelle scuole vicine alle Torri Gemelle, che improvvisamente e tutti insieme ad opera della stessa mano, diventeranno adulti.
    Molti genitori che non ci sono più iscrivevano i figli a quelle scuole, per abbreviare i tempi al momento dell’inizio e fine lavoro.
    Questa è una cosa che salto all’occhio nei giorni immediatamente successivi all’11 settembre. Come e dove stanno crescendo ora quei bimbi?

    • mizaar 7 giugno 2012 / 18:22

      gli scompensi, i drammi personali, di quelle migliaia di persone saranno oggetto di memoria collettiva per sempre, ritengo. il film è da vedere, non fosse altro che per apprezzare una buona fotografia e una prova di attore – giovanissimo! – davvero strepitosa! 😀

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