La miseria non si coniuga mai con il sapere

Leggevo dall’amico Du hängst un bel post sul suo ultimo viaggio in Birmania. Una delle sue mete è stata Mingun sede di pagode. In una di queste alloggia una campana, probabilmente la più grande del mondo – secondo la popolazione locale. A parte il resoconto, sempre piacevole e le belle foto, mi ha colpito moltissimo una frase che Du’ ha scritto e che riporto:

I bambini come al solito intorno a vari luoghi turistici cercano sempre di venderti qualche cosa, lo fanno sempre con estrema simpatia e non sono mai invadenti e troppo fastidiosi.
Comprare o meno, è una scelta personale, se si compra c’è il rischio che i genitori vedendo che guadagnano molto non li mandino più a scuola….

Non ho potuto che pensare a mia madre bambina. In una Calabria di ottanta anni fa, mia madre aveva appena cominciato ad andare a scuola. Erano anni durissimi. Mio nonno era in Africa – nell’Africa Orientale Italiana, recitava la piccola quando qualcuno le chiedeva dov’era tata – e mia nonna, con già cinque figli, si arrangiava come poteva. Un giorno arrivò una lettera del nonno – erano analfabeti entrambi, i nonni, e quella lettera era stata scritta con ogni probabilità da un commilitone. Mia nonna disse allora a quella figlia che aveva già all’attivo sei mesi di scuola, e dunque qualcosa avrebbe dovuto sapere già, di leggerla. Lei, felice di essere d’aiuto e di mostrare la sua bravura, lesse, per quello che poteva e sapeva. Mia nonna decretò allora che sapeva fin troppo e così finì la carriera scolastica di mia madre, in prima elementare, dopo solo sei mesi di scuola. Le furono affidate tre caprette che portava a pascolare ed erano la sua disperazione. La miseria abbrutisce la gente, rende maldisposti anche verso quelli che dovremmo amare sopra ogni cosa, e mai, mai si accompagna a quello che è un diritto inalienabile di ognuno di noi e di coloro che verranno dopo, la conoscenza. Mia madre, con una volontà di ferro, ha completato la sua istruzione assorbendo come una spugna tutto quello che le veniva dal mondo. Per quarant’anni ha gestito un negozio e non si è mai arresa davanti a nulla. Ci si riscatta anche così dalla miseria, imparando e lavorando con dignità!

Annunci

18 thoughts on “La miseria non si coniuga mai con il sapere

  1. Lilla ... 24 maggio 2012 / 19:44

    miseria e nobiltà (d’animo!!) … evviva le nostre mamme … 🙂

    • mizaar 24 maggio 2012 / 20:00

      evviva le mamme, davvero! sono il nostro passato e noi il loro futuro. come non amarle? 😀

  2. fab 24 maggio 2012 / 21:25

    Grande forza d’animo, grande volontà e di certo tantissima capacità…il tuo scritto mi ha riportato alla mente alcune frasi di un dibattito di qualche giorno fa: “è diminuito il numero dei laureati, provenienti da ceti sociali “, sempre meno i figli degli operai che riescono a completare il ciclo di studi. A me, questa cosa mette angoscia e rabbia…temo un ritorno al passato.

    • mizaar 25 maggio 2012 / 20:45

      l’ho sentita anch’io questa! ma d’altra parte come si fa a mandare i figli all’università se non si riesce neppure a sopravvivere? è un timore fondatissimo il tuo, mia cara!

  3. cordialdo 24 maggio 2012 / 22:37

    Ciao, carissima amica. Gli occhi di quella bambina ed il suo sorriso appena accennato dicono da soli ciò che tu hai raccontato. Ottant’anni fa!!!

    • mizaar 25 maggio 2012 / 20:47

      è una foto che ho trovato in rete, caro osvaldo. l’ho postata perchè mi ha ricordato mia madre da piccola. ottant’anni fa succedevano questa cose e auguriamoci che non succedano più!

  4. paperi si nasce 25 maggio 2012 / 00:11

    I nostri figli storie così non le riescono nemmeno a capire… E’ nostro dovere ricordargliele, perché sappiano che quello che hanno non deve essere considerato un diritto scontato…

    • mizaar 25 maggio 2012 / 20:50

      mamma non ha mai nascosto ai nipoti la storia della sua vita, anzi. ha sempre avuto capacità affabulatorie e i bambini, allora bambii, stavano volentieri ad ascoltarla. mi auguro davvero che sia servito loro da insegnamento. a scuola faccio la stessa cosa, racconto, racconto… servirà?

      • silykot 27 maggio 2012 / 14:05

        Certo che servirà! Sei la degna figlia di quella mamma tenace!

      • mizaar 28 maggio 2012 / 21:26

        grazie cara! mamma mi ha codificato nella mappa genetica proprio la tenacia – e tante altre cose! 😀

  5. Sergio Baldin 25 maggio 2012 / 10:15

    In quegli anni era quasi sempre così un pò dappertutto, un paio di anni di elementari era la norma. Ricordo infatti di aver spesso sentito il commento che i loro pochi anni valevano come le medie dei loro figli.
    Il paradosso è che allora non si andava a scuola per cominciare a lavorare o aiutare nelle campagne prima possibile, mentre oggi, spesso avviene che si va a scuola anche per rimandare il più possibile il confronto con la relatà del lavoro, che spesso non offre opportunità.
    Meno male che il valore di una persona non dipende dalla cultura o dalle nozioni acquisite, anche se questi non devono, sopratutto oggi, essere aspetti da trascurare!
    Un forte abbraccio cara Virginia, sereno fine settimana!

    • mizaar 25 maggio 2012 / 20:52

      quanto è vero ” oggi, spesso avviene che si va a scuola anche per rimandare il più possibile il confronto con la relatà del lavoro, che spesso non offre opportunità.
      “!!
      ricambio il tuo abbraccio e buon fine settimana anche a te! 😀

  6. duhangst 25 maggio 2012 / 13:26

    Mio padre e mia madre tutti e due hanno solo la terza elementare, anche loro hanno dovuto smettere per andare a fare il lavoro nei campi.
    Ps: Grazie della citazione.

    • mizaar 25 maggio 2012 / 20:53

      un post che ti dà la possibilità di riflettere e ricordare va sempre citato! 😀

  7. arielisolabella 25 maggio 2012 / 23:54

    studiare e’un lusso ..pochi si rendono conto di cio’ e della fortuna che hanno che abbiamo .. quando stringo in mano un libro e penso che ho i soldi per comprarlo senza rinunciare al cibo o altro e posso leggerlo imparare viaggiare attraverso le parole e cio’ che scivo mi sale sempre un po’ di senso di colpa…..la cultura e’liberta’ Virgy ..e’liberta’ oltre qualsiasi prigione …e purtroppo andiamo lentamente verso un epoca in cui questo divario tra chi apprende e chi no si fara’piu’ profondo….per molti troppi motivi…speriamo di conservare la dignita’ …ci servira’.

    • mizaar 26 maggio 2012 / 19:12

      sante parole, ariel, la cultura è grandissima libertà. proprio ieri dicevo ai ragazzi, a scuola, di studiare non per le interrogazioni, ma per essere colti, per non lasciarsi abbindolare da chi vuole a tutti i costi renderti schiavo della tua stessa ignoranza. e la dignità di persone che sanno ci sempre, altrochè!

      • arielisolabella 26 maggio 2012 / 19:20

        l’ho sempre pensato che sei un ottima insegnante!!!!

      • mizaar 27 maggio 2012 / 10:27

        grazie cara, cerco di fare sempre il meglio che mi riesce! 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...