L’educazione dei fanciulli

S’è affacciato stamattina G. Senior, chiamato a conferire – linguaggio scolastico/burocratichese per dire che un prof conferente a caso dovrà ” lamentarsi ”  dell’andamento didattico disciplinare di un alunno estratto a sorte. Lo saluto e mi chiede come va con Junior. Gli dico che non è cosa semplice la nostra liaison: G. Junior è sotto il mio sguardo benevolo, ma poichè gode di una bella irrequietezza motoria, nonchè di una bella intelligenza buttata alle ortiche dalla sua voglia di ” sfottere ” il mondo intero, mi trovo spesso a ” maltrattarlo “. Anche messo accanto a V. un santo compagno di classe, provoca le reazioni dello stesso – Prof, questo mi dà fastidio! – e viene regolarmente congelato in splendido isolamento. In questi giorni gode della presenza dei docenti perchè ” attaccato “alla cattedra – Matematica rientrata da una operazione all’anca mi ha detto: Perchè lui deve stare qui, non sta mai fermo! Ognuno ha il suo blues da piangere, avrei voluto risponderle! 😀 Insomma questo è stato il quadro disciplinare; ha completato l’opera Italiano con il tocco dell’artista didattico! La solita storia: G. Junior potrebbe fare di più! –  ” film ” dato innumerevoli volte sullo schermo del 99,9% degli alunni mondiali! Intanto si è unito al terzetto la parte in causa, Junior, che alla vista paterna, ha iniziato a piangere. Fazzoletto, parole di conforto, spedito dai compagni in classe. Senior dice che lui sa come ” raddrizzare ” i figli, con qualche azione da mano lesta. A costo di sembrare invadenti abbiamo detto a Senior che ne uccide più la lingua della spada e mi auguro abbia raccolto l’invito! Alla fine i più bastonati sembravamo io e il collega, pentiti di aver chiamato Senior. Mi chiedo se la maestra Anita, la mia maestra delle elementari, quella volta che mi ha bacchettato le mani perchè avevo parlato in bagno (!!! ) ad alta voce con la mia compagnuccia, avrà provato un minimo di remora nel farlo? Nei lontani anni Sessanta si usava così. Bei tempi! 😦

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19 thoughts on “L’educazione dei fanciulli

  1. cordialdo 28 marzo 2012 / 20:26

    Mia cara, altro che bacchettate sulle mani! Negli anni ’40, chi “rompreva” andava dietro la lavagna, in ginocchio con i ceci sotto le ginocchia.
    Eppure, in viaggio di nozze, andai a trovare quella santa donna della mia maestra a Firenze per portarle la bomboniera.
    La cosa più ridicola fu che mi dava del “lei” piangendo!

  2. popof1955 29 marzo 2012 / 00:16

    Ho sentito parlare di bacchette, di ceci ecc. ma devo dire che non ho mai visto alcuno dei miei compagni (io ero un angioletto) subire punizioni (elementari dal 61 al 65).
    Per me G. junior a scuola si annoia, non trova gli stessi stimoli che riceve da altre fonti. Ieri alla radio sentivo una mamma dire che stava accompagnando il figlio a “scuola di circo”, ecco ci fossero mille scuole di circo in giro per l’Italia chissaà quanti andrebbero meglio a scuola. Invece no, dappertutto campi di calcio, gioco di squadra e solo uno segna. 🙂

    • mizaar 2 aprile 2012 / 18:37

      andavamo alla stessa scuola! 😀
      non siamo prof annoianti, ti assicuro! quello troverebbe da dare filo da torcere pure alle giraffe!! 😦

  3. Sergio Baldin 29 marzo 2012 / 09:49

    Non saprei che dire, troppo facile considerare come il altri tempi, metodi più drastici e concreti ottenessero migliori risultati di quelli di oggi, improntati a tutt’altro approccio al problema, anche con gli esiti che vediamo, perchè nessuno mi toglie dalla testa che una certa dose di bullismo sia figlia anche di questo metodo buonista, oltre che di una società violenta e disattenta.
    Per questo mai farei il tuo lavoro, cara Virginia, l’insegnare e l’educare non sono solo un lavoro, ma investono tanti e troppi aspetti, che necessitano di sensibilità: è una missione!
    Posso solamente dirti di non lasciarti avvilire, quando sei convinta di aver fatto quello che a te sembrava più giusto, non tanto per levarti un impiccio, ma per il bene di Junior, in questo caso.
    Un abbraccio cara amica, hai tutto il mio incoraggiamento!

    • mizaar 2 aprile 2012 / 17:57

      per il bene di junior, senz’altro. che continua a fare l’impunito! 👿

  4. bottepiccola 29 marzo 2012 / 10:53

    Anche io avevo una maestra Anita alle elementari..era una st****za che non ti dico!!!

    • mizaar 2 aprile 2012 / 17:56

      però! potremmo mettere su una statistica: quante maestre in italia si chiamano o si chiamavano anita? e quante avevano la propensione al sadismo? 😀

  5. Ifigenia 29 marzo 2012 / 16:45

    Io devo ringraziare il cielo che ho avuto un’esperienza scolastica meravigliosa, come pure mia figlia.

    Il problema delle punizioni, semmai, l’avevo a casa (e senza motivo alcuno, non li ho perdonati mai).

    • mizaar 2 aprile 2012 / 17:42

      a casa tua saranno stati dei maestri mancati! 😦

  6. Adelaide 29 marzo 2012 / 21:43

    ora la maestra anita si prenderebbe 5 debunce e 3 verbali…però…forse…anche lei aveva un po’ esagerato eh! 🙂

    • mizaar 2 aprile 2012 / 17:42

      e pure una ispezione si beccava! 😀

  7. arielisolabella 29 marzo 2012 / 22:08

    mah quando insegnavo catechismo il metodo piu’efficace co gagni malefici era sequestrargli tutto!! figurine pupazzetti gomme caramelle ecc…e se non stavano bravi tutto nel cestino o nel…mio stomaco!! il terrorismo ha sempre funzionato altroche’!!! 😀

    • mizaar 2 aprile 2012 / 17:41

      sante parole di catechista! 😀

  8. Lilla ... 29 marzo 2012 / 23:06

    tranne il mio primo giorno di scuola (che, quando ho realizzato che sarei dovuta rimanere lì “da sola”, è uscito fuori lo scaricatore di porto che è in me!!), per il resto, sono sempre stata un agnellino … e comunque, non ho mai assistito a scene ‘punitive’ (tranne qualcuno dietro la lavagna) …
    mio zio (classe 1923) raccontava che la sua maestra delle elementari chiese alla classe di portarle una bacchetta di legno … lui, monello, per ingraziarsela, fu il primo a portarla … lei la prese, la girò e rigirò tra le dita … gli chiese di aprire le mani e … gliela ‘suonò’ sulle mani stesse! … mio zio gliela prese, la spezzò in due e se ne andò a casa (dove mio nonno gli diede il resto!) … dopo tanti anni (ma proprio tanti), mio zio incontrò la maestra sul treno e la riconobbe, le si avvicinò e si presentò … lei, dopo tutto quel tempo, ricordò l’episodio e … lo cazziò nuovamente!! 🙂 … non tutti gli insegnanti sono dei pentiti!!

    • mizaar 2 aprile 2012 / 17:40

      porca la pupazza, che memoria!! 😀
      anch’io ho al mio attivo una bacchetta di legno, ma mi serviva solo per battere sulla cattedra quando i ” pargoli” facevano confusione! ( si chiama ” tecnica dell’assordamento “. più del loro chiasso valeva il chiasso della bacchetta. pur di non sentirla, zittivano! 😀 )

  9. Sonja A. 1 aprile 2012 / 11:37

    Ricordo con terrore la maestra Teresa che in cinque anni me ne ha date tante, ma tante…
    E mia madre che la incoraggiava pure a suonarmele se l’insegnante lo riteneva necessario.
    Inutile dire che la frustratona cronica ha abusato di questo incoraggiamento, penso di essere stata la sua ‘pallina antistress’. -_-

    • mizaar 2 aprile 2012 / 17:20

      che peperino dovevi essere! 😉 qualcuno potrebbe dire: tutta sua madre!!! 😛

  10. paperi si nasce 4 aprile 2012 / 23:52

    L’ho detto e lo ripeto, secondo me è molto ma molto più difficile avere a che fare con i genitori che con i ragazzi.

    • mizaar 5 aprile 2012 / 08:35

      ti avrei fatto vedere volentieri il mio boss, l’altra mattina, gridare come un ossesso all’indirizzo di una genitrice che gridava più di lui! una sceneggiata! 😀

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