Backstage/ un ricordo bellissimo

E’ il caso che rende possibile l’evolversi dei fatti, in modo che prendano la forma compiuta delle storie, prima, e dei ricordi, più tardi? Ma il caso sembra essere governato dalle condizioni poste da una serie di ” combinazioni ” che rendono o meno possibili i fatti. Alla fine ti resta interrogarti sui se: se quel giorno non ci fosse stato il temporale, se non ci fosse stato il ritardo nel montare nuovamente le attrezzature sul palco, se non avessi avuto la faccia tosta di presentarti con il libro che ti eri portata di proposito, nell’eventualità che un caso – rieccolo! – fortuito te lo avesse fatto conoscere… Certamente fortunato quel caso, almeno per me. C’era stato nel pomeriggio carico di calura estiva, uno di quei temporali, una tempesta di vento e acqua, tanto da sradicare alcuni alberi; in forse il concerto, dunque. Le telefonate fatte nel pomeriggio ci avevano rassicurate, Paolo Conte avrebbe cantato. Arrivate per tempo al Castello Svevo a Bari rimanemmo in attesa. Il cortile brulicava di macchinisti e strumentisti alle prese con l’allestimento del palco poco prima privato delle attrezzature per via della tempesta. Sedute in prima fila, la mia amica mi fa segno: lui è lì, nel backstage, in attesa come noi. Pantaloni scuri, camicia bianca sbottonata al collo, un golf verde bottiglia. Nessun abito di scena, un signore maturo in attesa. Mi alzo calamitata dal momento propizio e vado da lui. Con me, con l’intento di conoscerlo, un altro ragazzo con una copertina di un suo ellepì tra le mani da fare autografare. Ci avviciniamo, lui sorride gentile. Il ragazzo gli porge la copertina, lui chiede il nome a cui dedicare, il ragazzo dice di essere un suo quasi collega. Lui si informa degli studi di giurispudenza del ragazzo che, dopo poco, va via felice. E’ il mio momento, gli porgo il libro delle sue canzoni e mi chiede di sedermi con lui. Mi dà del lei, mi chiede il nome. Mi imbarazza il lei, gli chiedo la cortesia del tu e, per tutto il tempo, in cui dura il nostro stare insieme, parleremo usando la forma colloquiale del tu. Chiede anche a me, come al ragazzo poco prima, quello che faccio nella vita: Disegnatrice in uno studio tecnico. Ma sai che è la mia passione il disegno? Se non avessi dovuto studiare giurispudenza, avrei frequentato una scuola d’arte. Perchè non l’hai fatto? Sai, con un nonno notaio e un papà avvocato non avrei potuto fare altro! Ancora adesso fare il cantante non è la mia esatta dimensione. Paolo sei come ti avevano descritto. Come, cioè? Un signore molto perbene… biondo. Ah una volta ero biondo, ora non più! Sorriso suo. Il tuo ultimo disco è bellissimo, molto più maturo dal punto di vista musicale – Paolo Conte 1984, per la cronaca – Mi piace l’uso che di certe parola antiche, mai sentite prima… Quali? Macadam, ad esempio. Quello era un termine che usava sempre mia nonna; chiamava così l’asfalto… E poi non è vero che le donne odiano il jazz, a me piace… sorrido, lui ricambia divertito. Mi spiega che non capivano, le donne della sua generazione, il motivo di fondo di una certo giro, poco orecchiabile a volte. Vado parafrasando Gertrude Stein quando gli dico: Paolo Conte è Paolo Conte è Paolo Conte… Viene facile parlare subito dopo di Pavese e di letteratura americana. Intanto si toglie di tasca un piccolo contenitore di metallo: sono liquirizie Taboo. Non fumo mai prima di un concerto e utilizzo queste, ne vuoi una? Sto per declinare l’offerta, ma poi: E’ tabù, allora la prendo! Sorride ancora, mi guarda, l’aria è fresca dopo il temporale, mi chiede: Stai bene? Sei ben coperta? Qualcuno lo chiama: Siamo pronti, iniziamo… Ci salutiamo, aggiunge: Torna dopo il concerto, così mi dici se ti è piaciuto. Seguo le canzoni a memoria, come in una bolla, incredula. Dopo i bis torno al backstage, una persona mi ferma. Gli dico che sono attesa, ma non mi concede il passo. Paolo guarda dalla mia parte e fa un cenno. Vado da lui, lo ringrazio, gli stringo la mano, gli dico che il concerto è stato bellissimo. Con un sorriso ringrazia me per esserci stata e mi bacia con un arrivederci al prossimo concerto.

Dedicato al Papero 😀

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25 thoughts on “Backstage/ un ricordo bellissimo

  1. in fondo al cuore 12 marzo 2012 / 11:30

    bel ricordo davvero! Buon inizio settimana!

    • mizaar 12 marzo 2012 / 17:12

      per quanti anni siano passati è sempre vivo nella mia memoria!

  2. cordialdo 12 marzo 2012 / 13:51

    !Quel che si dice un grande artista ed un vero gentiluomo!

    • mizaar 12 marzo 2012 / 17:13

      sì osvaldo, è una persona bellissima!

  3. Baol 12 marzo 2012 / 19:23

    Io ricordo un suo concerto al teatroteam, era il giorno del mio compleanno, il giorno prima ero stato all’ennesimo concerto di Vinicio Capossela. Non parlò molto ma furono ore di spettacolo estasiante, mai visti e sentiti musicisti di quelle dimensioni e poi…a me “sijmadicandhapajiee” mi fa impazzire, anche solo semplicemente per il suono di quella parola.

    La vita, credo, sia un mix di caso e scelte 🙂

    • mizaar 12 marzo 2012 / 19:35

      c’ero anch’io a quel concerto! 😀
      jimmy villotti, ellade bandini, ares tavolazzi, antonio marangolo, tutti ” turnisti ” eccezionali!

      • Baol 16 marzo 2012 / 10:24

        C’è stato un momento che ho guardato il chitarrista e non gli ho più visto la mano da quanto andava forte (buona parte dei musicisti di Guccini…gran concerto anche quello, al Palaflorio)

      • mizaar 17 marzo 2012 / 17:35

        ottimi musicisti e non a caso li ho chiamati ” turnisti “! se vai a guardare le note di copertina di alcuni dischi di dalla oppure di de gregori li ritrovi pari pari. gente abituata a suonare, come diceva totò, a prescindere! 😀

    • mizaar 13 marzo 2012 / 17:42

      che antipatici, siete! 😛 😛

      • Lilla ... 14 marzo 2012 / 14:28

        Ih ih ih … 😉

      • mizaar 14 marzo 2012 / 18:05

        terribile questa donna, non la facevo così! 😀

      • Lilla ... 15 marzo 2012 / 14:26

        So essere anche peggio!!! ;-P

      • mizaar 15 marzo 2012 / 21:00

        e lo sa pure michellemabelle secondo me! 😆

      • Lilla ... 15 marzo 2012 / 23:35

        È vero … Mi con

      • Lilla ... 15 marzo 2012 / 23:37

        Pardon, è partito il commento senza averlo terminato!! Dicevo, proprio perche mi conosce … Mi evita!! 😉

      • mizaar 17 marzo 2012 / 17:45

        dai ste’, non esagerare! a me ” mi ” piaci!! 😀

  4. Sergio Baldin 13 marzo 2012 / 08:51

    Dico subito che non è il mio tipo di musica, sebbene mi sia capitato di ascoltarla volentieri, però questo poco importa in questo momento, perchè era a te che piaceva e piacerà e tu l’hai incontrato dal vivo e questa deve essere stata un’esperienza da non scordare mai!
    Sarei molto emozionato solo a pensarci, sebbene non mi sembra tu lo sia stata più di tanto, ad incontrare ad esempio i Pooh, per dire di chi piace molto a me.
    Credo che si veda al di la di quello che ci vien dato solitamente da vedere, verificare il grado di autenticità di persone, che spesso possono essere delle immagini create per il pubblico.
    Allora tientele caro questo ricordo, ne hai tutte le ragioni!
    Un abbraccio cara Virginia e felice giornata per oggi!

    • mizaar 13 marzo 2012 / 17:38

      l’emozione c’era, ti assicuro! 😀 ed è qualcosa che mi rimarrà impresso per sempre. è difficile che possa andare ad un concerto dei pooh, ma se dovesse capitarmi farò menzione del mio amico sergio, loro grande fan! 😀
      buona serata a te, sergio!

    • mizaar 15 marzo 2012 / 21:15

      Max era Max
      più tranquillo che mai,
      la sua lucidità… 😀

  5. paperi si nasce 18 marzo 2012 / 19:27

    Post bello e commovente… Mi immagino Paolo Conte proprio come l’hai raccontato tu… Io ho assistito a tantissimi suoi concerti, a Milano non me lo perdo mai e l’ho inseguito anche in qualche altra città. E’ un poeta e un musicista eccezionale, ma è anche un grandissimo professionista…

    Parlando di Virginia, poi, non finirai mai di stupirmi: chissà quante ne hai da raccontare!

    Infine, un grazie infinito per la dedica. E’ stato un po’ come sentirmelo raccontare dalla tua viva voce. Grazie davvero, e scusami per il ritardo nel commentare.

    • mizaar 19 marzo 2012 / 21:20

      ci tenevo a dedicartela! 🙂 ( me l’hai estorta!! 👿 )

      • paperi si nasce 19 marzo 2012 / 22:14

        Non te l’ho estorta, ma se l’hai scritta per questo, allora sono contento che tu l’abbia creduto… Il fine giustifica i mezzi! 😉

      • mizaar 20 marzo 2012 / 16:46

        😀 ( l’ho scritto sennò me lo dimentico! 😦 )

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