Un filo d’olio

Poche parole nel titolo, il segno evocativo del cucinare, il fluido filo conduttore che da un passato lontano conduce ad un presente dove ancora rimane il gesto antico di dispensare la vita degli avi, le esperienze vissute, le emozioni, il gusto del cibo semplice, dei gesti semplici. Sto leggendo il bel libro di Simonetta Agnello Hornby, Un filo d’olio. Un libro di memorie, prima d’altro, poi di ricette casalinghe, tramandate di madre in figlia. Mi incantano i racconti d’altri tempi, ne percepisco il mondo, gli odori. Di quel mondo conosco i colori e le storie, per averli vissuti in modo diverso, ma eguale. Per quanto non l’abbia ancora terminato ve ne consiglio la lettura; è come guardare una fotografia ingiallita dal tempo. 

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20 thoughts on “Un filo d’olio

  1. cordialdo 9 marzo 2012 / 21:27

    Ciao. Grazie per avermi regalato questa foto d’altri tempi di una famiglia della mia Calabria.

    • mizaar 10 marzo 2012 / 10:17

      la foto d’altri tempi racconta i ricordi della mitica calabria contadina della mia infanzia. quella bimba che tiene stretta la piccola borsa di plastica con fierezza, nella mano destra, sono io. davanti a me il piccolo guerriero, mio fratello. ai lati le zie materne, poco più grandi di me, come vedi.mia nonna, contadina forte, morta a 92 anni, qualche anno fa. in fondo alcuni cugini di mia madre. quanti ricordi, osvaldo, uno più bello dell’altro! 😀

      • cordialdo 10 marzo 2012 / 11:37

        Grazie per la tua presentazione e perchè ora so che abbiamo origini comuni!
        Ciao e buon WE.

      • mizaar 10 marzo 2012 / 12:07

        origini, per metà, delle quali sono fierissima! 😀
        buon fine settimana anche a te, osvaldo!

  2. popof1955 9 marzo 2012 / 22:03

    Vita-avi-ulivo-olio… sembra un continuo anagramma (o come accidenti si chiama) di una parola che si prolunga con cambi di consonanti e di vocali. 🙂

    • mizaar 10 marzo 2012 / 10:10

      è vero paolo, non avevo badato al gioco di parole che hanno come denominatore comune l’appartenenza all’antico, a quello che siamo stati e a quello che saremo, agli dei piacendo! 😀
      e si chiama anagramma, giusto!

  3. Cle 10 marzo 2012 / 08:36

    anche a me piace molto la Hornby e sto leggendo proprio in questi gg La cucina del buon gusto, per poi dedicarmi alla Mennulara, che ho da tempo ma che ancora non ho iniziato! Mi piace moltissimo lei come donna oltre che come scrittrice!
    se troverò questo “filo d’olio” lo prenderò senz’altro!

    • mizaar 10 marzo 2012 / 10:01

      certo come brava cuoca hai proprio iniziato con quello più vicino ai tuoi interessi! 😀 al contrario ho letto la mennulara proprio alla sua prima uscita e la zia marchesa subito dopo. libri davvero evocativi. ripeto, a me piacciono moltissimo 🙂

  4. luciabaciocchi 10 marzo 2012 / 21:12

    Ho letto il libro, conoscendo bene l’autrice mi aspettavo qualcosa di diverso, non mi ha entusiasmato, ma mi ha fatto scoprire un mondo e profumi lontani che somilgiano tanto a quelli della mia gioventù. Le ricette ancora non le ho sperimentate, mi sono ripromessa di farlo al più presto, l’olio è di mia produzone ed è squisito, quello Umbro è uno dei migliori!
    Un saluto 🙂

    • mizaar 10 marzo 2012 / 21:21

      come capita sovente, ogni libro esprime significati molteplici per i lettori, sulla scorta delle esperienze, dei retaggi di quest’ultimi. mi sembra una cosa bellissima avere un proprio olio, vuol dire che hai una propria campagna e in umbria, poi! anche l’olio pugliese è ” interessante “! 😀
      buona serata lucia e grazie per essere passata!

    • mizaar 11 marzo 2012 / 17:51

      già, come sono belli i tempi di gioventù! 😀

  5. Sonja A. 11 marzo 2012 / 14:04

    Il solo titolo evoca ricordi appetitosi….

    • mizaar 11 marzo 2012 / 17:48

      è vero. stamani ho provato uno dei dolci che sono indicati nel ricettario. buonissimo!

  6. Sergio Baldin 12 marzo 2012 / 08:18

    Finalmente, anche se da fanciullina, vedo una tua foto, cara Virginia!
    Il tuo post mi ha fatto ricordare la visita che ho fatto ieri ad uno zio, che ora si trova ad Alba ed è nella dirittura d’arrivo della sua vita, e si parlava appunto dei tempi andati, e sono pure venuto a sapere delle cose che mai avevo sentito, dei suoi tempi e della sua generazione.
    Penso ci siano patrimoni di conoscenze che un pò alla volta si disperdono, per cui è importante che almeno certe immagini, come quella che hai inserito tu, siano conservate e messe a disposizione per essere tramandate.
    Le ricette forse a te diranno molto, non so se sarà lo stesso per i figli che certe cose le vedono ormai già lontane e non sono tanto propensi a guardar indietro, per questo e per altre cose.
    Ciao cara Virginia, un abbraccio affettuoso e buona settimana!

    • mizaar 12 marzo 2012 / 10:33

      tutto sta ad impostare, nell’educazione dei figli, il tramandare la memoria sin dall’inizio. è molto importante che questo avvenga da subito, altrimenti si rischia, come hai detto tu, di far veder loro le cose come troppo distaccate e lontane nel tempo. buon inizio settimana anche a te! 😀

  7. Lilla ... 12 marzo 2012 / 21:51

    Percepire gli odori in un libro … Indica che … ‘sto filo d’olio, lo si deve … assaggiare!! 🙂
    Ps: che bellissima smorfiosa!! 😉

    • mizaar 13 marzo 2012 / 17:45

      grazie ste’, facevo del mio meglio per essere una gattina scorciata! 😀
      ho finito di leggerlo, l’ho trovato molto piacevole. ho già provato la ricetta di un dolce domenica scorsa, molto buono, venuto benissimo! tra poco vado a fare dei biscotti per provare la ricetta della pasta frolla e ti dico. ci sono belle ricette salate. insomma, soldi ben spesi! 😀

      • Lilla ... 14 marzo 2012 / 14:31

        Ho capito!!! Mi hai convinta: spenderò bene i miei soldi!! 🙂

      • mizaar 14 marzo 2012 / 18:05

        😀

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