Temo/ Tema

Se ci pensi temo non è il maschile di tema. Maschili se li articoli con il determinativo, ma diversi per genere a causa della desinenza; il primo verbo – voce del verbo temere, prima persona singolare dell’indicativo presente – il secondo termine sostantivo maschile – ma c’è anche la possibilità del verbo declinato ancora al congiuntivo, che io tema, e all’imperativo, tema! Ma torno al sostantivo: la scrittura cambia solo per una vocale e sembra uno strano scherzo. Temo il tema? Sì, se non so come impostarlo, se non sono capace di eseguirlo, se non so come vestirlo, o giocarlo. Quanti significati per un solo tema temuto! Temo il timore di temere? Temo di sì. Ne scriverò un tema. ( Non vi impressionate, non sono ancora pazza! 😀 A scuola Italiano ha spiegato, per grammatica, il nome. Ho preso qualche appunto mentre i ragazzi ascoltavano. Lo so, i colleghi sono cattivi maestri! 😆 )

22 risposte a "Temo/ Tema"

  1. in fondo al cuore 22 febbraio 2012 / 21:01

    aiutooooo…..mi sono persa!!!!! hahahhaha buona serata, un abbraccio!

    • mizaar 22 febbraio 2012 / 21:23

      hai visto silvia che brutti scherzi fa la grammatica? 😀

  2. keypaxx 22 febbraio 2012 / 22:13

    Giocare con la grammatica ne facilita l’assimilazione.
    Un sorriso per una felice serata.
    ^___^

    • mizaar 23 febbraio 2012 / 19:42

      in questo caso non sono io a doverla assimilare… o sì? 🙂
      ciao key, una buona serata anche a te!

  3. cordialdo 22 febbraio 2012 / 22:17

    Non è molto agevole giocare con la lingua italiana e farsi capire. Sei sicura che quei ragazzi di scuola media non si siano annoiati ad ascoltare quella lezione. Per un adulto come te e me può servire anche per fare le parole crociate della settimana enigmistica ma poveri ragazzi…! Chiedo scusa, alla collega di italiano, spero si sia divertita almeno lei.
    Ciao. Buona serata senza tema!

    • mizaar 23 febbraio 2012 / 20:13

      sai osvaldo, sono convinta che a quell’età difficilmente un ” prodotto ” scolastico riesce ad essere frendly. a me è capitato di odiare profondamente la matematica da sempre, per poi apprezzarla quando il figlio più grande è andato alla scuola elementare. come si dice nella bibbia, c’è tempo per ogni cosa! per fortuna il collega – maschio – di italiano è uno di quelli che non annoiano i ragazzi. buona serata anche a te! 😀

  4. Lilla ... 22 febbraio 2012 / 22:39

    non mi esprimo … temo di andare fuori tema! 😉

  5. fab 22 febbraio 2012 / 23:44

    su, Virginia respira, tira il fiato, rilassati, conta fino a quattrocento…va un pò meglio?

    • mizaar 23 febbraio 2012 / 19:37

      sssììì, mi pare di stare benino… 😀

  6. unpodimondo 23 febbraio 2012 / 00:03

    Temo di non averci capito niente… vado da solo dietro la lavagna!

    • mizaar 23 febbraio 2012 / 19:37

      oddio, dove ti metto dietro la lim???? 😀

  7. Sergio Baldin 23 febbraio 2012 / 07:59

    Mi aspettavo il titolo del tema, invece siamo rimasti ai timori di quale sarebbe stato.
    Se si legge e si scrive con buona frequenza, l’italiano diventa quasi automatico e le regole vengono rispettate a orecchio, senza conoscerle, o meglio ricordarle più, nella loro complessa strutturazione.
    Nonostante questo, certe volte possono capitare dubbi sul modo corretto di scrivere.
    A me piace seguire alla domenica mattina in tv (Rai 1) un illustre professore che spiega e corregge in diretta errori che possono e vengono commessi nell’esprimersi.
    Può essere stimolante anche rimanere all’esterno dei contenuti, rimanere al solo modo di scriverli o dirli correttamente…..ma mi rendo conto di essere andato già fuori tema!
    Ciao cara Virginia, ti mando un pò del mio bel sole di stamattina, forse tu non ce l’hai così!

    • mizaar 23 febbraio 2012 / 19:36

      la domenica mattina il buon sabatini – accademico della crusca, nonchè ” compare ” di vocabolario di coletti – lo ascolto volentieri anch’io. l’acquisizione del buon scrivere non è così automatica, sergio, credimi. d’altra parte di esempi ” alti ” ne troviamo a bizzeffe proprio sui giornali o ci capita di ascoltarli in tivù. i ragazzi, poi, abituati come sono a scrivere ” breviari ” fanno fatica ad strutturare un parlato e uno scritto morfologicamente e sintatticamente decente – non dico perfetto, chè quello non lo abbiamo neanche noi adulti. non ancora sole, ma quasi. anche qui. buon domani! 😀

  8. Emilia 23 febbraio 2012 / 08:40

    Io lo trovo affascinante. Prova a ripeterlo come un “mantra”…lo senti il suono? Non è una melodia incredibile??
    Si..ok…forse sono io la pazza!! Buona giornataaaaa 😀

    • mizaar 23 febbraio 2012 / 19:28

      sì, specie dove gioca sul temere il tema. pazze tutt’e due!!! 😀

  9. duhangst 23 febbraio 2012 / 08:43

    Ho sempre temunto il tema… Soprattuto temevo la prof delle superiori, non c’era prprio sintonia e temo che ci siano state delle incomprensioni…

    • mizaar 23 febbraio 2012 / 19:26

      si teme, ah come si teme! 😦

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