Disperato monotono stomp

Monti Mario ha la faccia da blues – anche da qualcos’altro, ma non si dice qui! Monti Mario dice cose da blues: parla di sacrifici – nostri, mica suoi – annuncia periodi bui – nostri, mica suoi! Ma ieri gli è venuta fuori una canzone easy pop: monotonia, il refrain. La monotonia che potrebbero provare i giovani disoccupati italiani nel fare sempre lo stesso lavoro, ben retribuito, per tanti anni, magari fino alla pensione. Bisognerà dirgli di avere la decenza almeno di tacere. Immagino i tanti, tantissimi, che vorrebbero provare un po’ di monotonia, un po’ di normalità…

Penso a delusioni, a grandi imprese, a una Tailandese, 
ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale.

da ” In pasto al Silvio “

17 risposte a "Disperato monotono stomp"

  1. in fondo al cuore 2 febbraio 2012 / 21:16

    assolutamente d’accordo! Si fà presto a parlare dall’alto delle loro entrate (fisse)! Buona serata, un abbraccio!

    • mizaar 3 febbraio 2012 / 17:30

      certo tutto si può dire di monti, meno che non sia stato in ” mobilità “. rimane il fatto che la sua mobilità appartiene di diritto a quella faccenda che attiene al ” vendersi al miglior offerente “. persone come lui, di sicuro, non rimangono senza lavoro, anzi, come ricordava marco riescono ad acquisire lo status di senatore a vita! – con la buona (???? ) pace di chi il lavoro non lo vedrà più per un pezzo!

  2. fab 2 febbraio 2012 / 23:14

    Che dobbiamo fa?

    • mizaar 3 febbraio 2012 / 17:32

      bella domanda fab, bisognerebbe fare mente locale sulle possibili soluzioni e optare per quelle che fanno male, ma tanto male. magari disertando in massa le urne prossime venture!

  3. Sergio Baldin 3 febbraio 2012 / 07:46

    I politici, anche se non si ritengono tali perchè chiamati ad uno specifico compito, come nel caso di Monti, dovrebbero sempre limitarsi alle cose serie, che le battute, non è certo lui il primo a farle così a sproposito, vengono poi sempre molto male!
    La sua affermazione la potrei capire pensando ad un operaio di catena di montaggio, tipo “Tempi moderni” di Chaplin, ma comunque, più che di noia, specie di questi tempi, ci si preoccupa di averlo e mantenerlo un posto di lavoro, mica son tutti richiesti di qua o di la e si possono permettere scelte o cambiamenti stimolanti!
    Sebbene Brunetta non ci mancasse affatto, in questo caso Monti ha pensato di emularlo con una battuta che sarebbe stata proprio adatta in bocca al succitato grand’uomo.
    Forse i complimenti che riceve a Bruxelles gli avranno dato un pò alla testa e lui si scorda presto che in Italia è più facile ricevere ben altro in testa……e non parlo di violenze.
    Ciao Virginia, sebbene molto fredda, felice giornata lo stesso, e pure buon weekend!

  4. unpodimondo 3 febbraio 2012 / 08:44

    Come dice Sergio Baldin, forse al signor Monti gli hanno dato alla testa i complimenti ricevuti a Bruxelles. Allora Dr. Monti, prima di uscirsene con delle battute di questo tipo, segua i consigli che le vengono dalla canzone citata dalla nostra Virginia… Per favore Dr. Monti, prima di fare le sue esternazioni, “faccia le sue scale tre alla volta, e si stenda sul divano,…” chissà forse dopo le verranno delle battute migliori…
    E poi proprio da lei serviva una battuta sulla monotonia? Lei che è senatore A VITA!

    • mizaar 3 febbraio 2012 / 17:39

      con quella faccia, cari sergio e marco, qualsiasi battuta diventa un’uscita disgraziata!
      brunetta lo si compativa per i suoi evidenti complessi, non ultimo quello di “inferiorità”, questo finiremo per compatirlo veppiù, ho come l’impressione, per tutto il resto. e pensare che mi era sembrato fin troppo lucido e ironico quando l’ho visto al cospetto di “mastino” annunziata, “in mezz’ora”!

  5. fab 3 febbraio 2012 / 09:28

    La Camusso ha detto; vogliamo diventare la Cina d’Europa? – riferendosi alla diminuzione dei diritti dei lavoratori.(beninteso: esclusi certi lavoratori figli di papà, nipote di zii etc).
    Credo davvero, che i diritti di chi lavora abbiano avuto, non un arresto ma, addirittura, una retrocessione trentennale e forse più!

    • unpodimondo 3 febbraio 2012 / 10:42

      Ecco, appunto… sono trent’anni che con la scusa della concertazione i nostri sindacati stanno svendendo i diritti sindacali conquistati dai nostri padri e dai nostri nonni!

      Ogni volta che veniva approvato un contratto in cui si perdeva un pezzettino di diritti, c’era sempre il solito sindacalista di turno che veniva a dirci che dovevamo essere grati di aver perso solo quel pezzettino, perchè altrimenti avremmo perso molto di più…

      Da quando sono entrato nel mondo del lavoro le gloriose conquiste dei sindacati sono state solo quelle di perdere i diritti, però grazie a loro lavoro, solo un pezzettino alla volta!

    • mizaar 3 febbraio 2012 / 17:45

      marco ti ha dato una risposta con cognizione di causa. ti ricordo, semplicemente, quello che i “bravi” sindacalisti hanno combinato con la scuola. quante volte ci sono piovute sulla testa decisioni prese a tavolino con il più assoluto cinismo? dobbiamo ringraziarli i nostri bravi colleghi sindacalisti, i prof distaccati al sindacato, imboscati per anni nelle sedi giuste a (mal)trattare una categoria intera! ah già, dimenticavo… non devo lamentarmi. noi samo quelli che fanno tre mesi di ferie all’anno!

  6. Cle 3 febbraio 2012 / 10:24

    ho riso per mezz’ora guardando la foto

    • mizaar 3 febbraio 2012 / 17:46

      è un bel sito quello da cui l’ho presa; ti invito a darci un’occhiata! 😀

  7. duhangst 3 febbraio 2012 / 11:00

    Che poi qualcuno che ha il postofisso la monotonia la sconfitta grazie alla delocalizzazione…

    • mizaar 3 febbraio 2012 / 17:51

      stamattina, arrivata a scuola, ho apostrofato le colleghe dando loro un ” monotono ” buongiorno! 😀
      la cosa che monti non ha ancora in mente è questa: con la ” monotonia ” può riprendere a crescere l’economia in italia. ma forse questo è un particolare troppo ” tecnico ” per lui!

  8. paperi si nasce 8 febbraio 2012 / 23:03

    Quello che mi ha stupito, nelle esternazioni di questi giorni, è la mancanza di “furbizia” comunicativa da parte dei nostri nuovi governanti. Uomini di mondo, dotati di cultura e di intelligenza, avrebbero potuto capire che non puoi andare a parlare – chessò – della necessità di rispettare i limiti di velocità in casa di uno che sta in coma in seguito a un incidente stradale.

    Più in generale, parlando in astratto, io credo che questo mito della flessibilità sia una grande cazzata, una moda dei nostri giorni, che non è oltretutto applicabile indiscriminatamente al “lavoro”, ma solo a certe attività professionali. E le generalizzaizoni sono sempre pericolose e scadenti.

    Infine, è pericoloso anche generalizzare sui giovani che cercano lavoro fisso vicino a mammà… Ci pensavo oggi alla macchinetta del caffé nella mia Ditta, guardando i gruppetti di giovani ingegneri e laureati che stavano lì, all’80% provenienti dal sud, al 100% assunti da società fornitrici di servizi (consulenze) e quindi per forza di cose flessibili, flessibilissimi, direi precari…

    Ma quali dati leggono e usano, questi ministri?

    • mizaar 9 febbraio 2012 / 21:06

      dopo un primo approccio all’insegna del ” basso profilo ” questi stanno mettendo in evidenza uno snobismo altezzoso e indecente. quando li vedi ti sembra di sentire in sordina: questi operai, che volgarità! come faceva fiorello nella spassosa imitazione della première dame francese.

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