La felicità di sapersi femmina

Alla mia nascita fui salutata dalla gioia di mio padre che, nonostante fossi nata femmina – in un mondo dove ancora vigeva assoluto il gradimento verso la primogenitura maschile – ebbe modo di considerarmi indiscriminatamente figlia, senza appellarsi alla pretesa del primo figlio maschio che certi padri ancora adesso manifestano. Sono quelli, magari, a non sapere che l’apporto di tipo pratico affinchè si compia il miracolo del maschio primogenito, è dettato dalla mappa genetica che i loro stessi spermatozoi si portano assieme come un fardellino legato ai bastoncelli del dna. Ma gli stolti non sanno e disprezzano. Alla stessa maniera delle popolazioni indiane o cinesi, dove l’essere femmina costituisce un pregiudizio, di più, una iattura di ben lunga più problematica e pericolosa, per l’esistenza stessa di una bimba che nasce o che tenta di nascere, rispetto al broncio piccato di un padre occidentale deluso per non aver avuto un maschio primogenito. In India le bambine hanno le loro prime nemiche nelle mamme, che non permettono loro neppure di nascere e se nascono, nelle condizioni disgraziate degli slums, vanno a costituire un handicap grave per le famiglie. Le bambine, se riescono a diventare adulte, sono fonte di spese insopportabili per genitori senza mezzi per vivere, perchè vanno maritate e dotate per questo di una dote, sia pure minima, ma va fatto. Nessun portatore di pregiudizi maschili sposerebbe una bambina sguarnita di tutto. Succede così a volte, che le bambine, le femmine, diventate poco più grandi spariscono senza che la cosa costituisca un atto grave per la società indiana. Sembra una storia inventata, ma è una realtà. Nessuna bambina indiana o cinese potrà mai esprimere in pienezza, probabilmente, la felicità di sapersi femmina. 

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21 thoughts on “La felicità di sapersi femmina

  1. in fondo al cuore 26 gennaio 2012 / 21:39

    E’ veramente una vergogna!…..

    • mizaar 26 gennaio 2012 / 21:44

      più che una vergogna è delittuoso e terribile. conoscevo la cosa come una pratica antica, ma allo stato attuale c’è una recrudescenza del ” fenomeno ” impressionante, e succede anche da parte di quelli che dovrebbero appartenere a classi agiate!

    • mizaar 27 gennaio 2012 / 06:35

      perdonami silvia, nella fretta di scrivere ho omesso un ” solo ” tra ” più che ” e ” vergogna “, sicchè più che solo una vergogna è tutto il resto! 😀

  2. fab 26 gennaio 2012 / 21:48

    nella mia ingenuità ho sempre sperato che il motore del mondo fosse mosso se non dall’amore ma almeno dalla compassione verso i propri simili. Ho un figlio che adoro oltre me stessa…ma le madri non amano tutte nello stesso modo???

    • mizaar 27 gennaio 2012 / 06:42

      no fab, le madri molto spesso non amano neppure, costrette come sono a non amare neanche se stesse. il valore inestimabile di una vita che cresce dentro di noi, la gioia senza uguali delle mamme che amano, in altre situazioni diventano un peso. e senza andare lontano più di tanto, ho qualche conoscenza di prima mano a proposito

  3. popof1955 26 gennaio 2012 / 22:28

    Proprio in questi giorni leggevo un articolo sul gran numero di femmine che mancano nelle società Cinese e Indiana. Secondo analisi già vecchie di qualche anno, ad esempio non è da escludere un periodo di belligeranza tra Cina e Giappone proprio per la carenza di donne. Storicamente una società quando ha un eccesso di maschi, produce una guerra. Insomma brutti segnali.

    • mizaar 27 gennaio 2012 / 06:45

      sì, ne ho sentito parlare nuovamente al tigì del 3, ieri pomeriggio. è per questo che ne ho scritto

  4. unpodimondo 26 gennaio 2012 / 22:32

    Quando nella mia famiglia abbiamo deciso di fare due adozioni a distanza abbiamo scelto due bambine perchè spesso, a parità di povertà, essere femmine nel terzo mondo è molto più difficile che essere maschi…

    • mizaar 27 gennaio 2012 / 06:48

      marco, anche essere femmine in questo occidente scombinato è sempre una scommessa!
      bella scelta quella che avete fatto! 🙂

  5. Sergio Baldin 27 gennaio 2012 / 09:28

    A me hai fatto venir in mente il trattamente crudele ai piedi delle bambine, che sembra sia ancora praticato in Cina, per deformare artificialmente i piedi ed incurvarli.
    Non parliamo poi della pratica dell’infibulazione, tutte violenze gratuite ed ai nostri occhi ingiustificabili.
    Eppure sono così dolci e fanno tenerezza, che mi chiedo come sia possibile far loro del male!
    Ho un’adozione a distanza in Myanmar, ma quella fanciulla è amata e studia con profitto, è una povera famiglia dove si capisce che si aiutano e vogliono bene, per cui ci sono anche delle realtà che sono andate oltre, come mentalità, come attenzione ai veri valori umani.
    Ma qui il discorso potrebbe ampliarsi troppo e mi fermo qui.
    Cioa cara Virginia, un abbraccio affettuoso e l’augurio di un sereno weekend!

    • mizaar 27 gennaio 2012 / 20:07

      sulle donne, sulle bambine è praticato ogni tipo di abuso, senza nemmeno andare tanto lontano per saperne di più a proposito. è cronaca italiana quasi quotidiana di violenze domestiche, stupri, uccisioni! mi ha sconvolto il fatto che lì in india non sparisce una sola bambina, ma centinaia di bambine! se provo solo ad immaginare cosa potrebbe succedere loro, mi sento male! buon fine settimana anche a te, sergio! 🙂

  6. kalissa2010 27 gennaio 2012 / 09:54

    Complimenti per questo post.
    Lo sdegno è la prima cosa che mi viene da esprimere…
    Essere “femmine” non è mai facile, in certi posti del mondo…ancora di più.

    • mizaar 27 gennaio 2012 / 20:09

      grazie mia cara amica, ” femmina ” dolcissima e bella!
      bisogna essere fortunate nella vita, da nascere nel posto giusto e avere per genitori le persone giuste! 🙂

      • kalissa2010 27 gennaio 2012 / 20:45

        Per la serie: “Ci vuole fattore “C” anche nel venire al mondo”…

      • mizaar 27 gennaio 2012 / 21:20

        e caspita se ci vuole! 😀

  7. Cle 27 gennaio 2012 / 10:39

    quanta strada che c’è da fare ancora…

    • mizaar 27 gennaio 2012 / 20:11

      e tu pensi, cle, che in una società così retrograda, dal punto di vista sociale, ne verranno mai a capo? a stento riusciamo a non farci sfruttare qui, in un occidente tutto volto al maschile… speriamo di cavarcela sempre, come abbiamo sempre fatto in ogni secolo e in ogni circostanza!

  8. Lilla ... 27 gennaio 2012 / 22:47

    la Vita è tutta questione di fortuna … sin dall’inizio!! nascere nel posto ‘giusto’ (famiglia compresa!!) … è solo una questione di fortuna … a volte, non ce ne rendiamo nemmeno conto! 😦
    se qualcuno toccasse mia figlia con un dito … sarei capace di ucciderlo con le mie mani!

    • mizaar 28 gennaio 2012 / 10:23

      ne ho due da proteggere! mi sento tanto cornelia… 😀

  9. paperi si nasce 29 gennaio 2012 / 17:49

    Sono stato una volta sola in India. Confesso di aver visto condizioni di vita che non credevo esistessero, e comunque non pensavo fossero tollerabili.
    Purtroppo non credo che sia facile intervenire nel profondo e in tempi rapidi sui meccanismi sociali e culturali che determinano queste situazioni.
    Ora l’India e la Cina sono fra i paesi al mondo in più tumultuosa crescita economica. Speriamo che il benessere si distribuisca quanto basta a rimuovere almeno queste cose intollerabili…

    • mizaar 1 febbraio 2012 / 20:15

      ricordo i tuoi ” resoconti ” indiani! 😀
      secondo me, da quelle parti, più cresce l’economia e più regredisce il senso di civiltà e di rispetto. basta vedere in che stato sono gli ” schiavi ” cinesi!

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