Come in un film di Totò

Parlavo con una mia giovane amica, ieri sera. Le raccontavo di storie d’altri tempi e di usi e costumi ormai ” scostumati “. Quale mamma o suocera, oggi, cura il corredo della propria figlia o figlio in procinto di sposarsi? Figlio maschio, sì, perchè anche loro avevano il loro bel daffare con il corredo, con la dote. E’ noto che la donna era la socia delle azioni maggioritarie in fatto di biancheria per la casa e i panni dovevano essere a dodici, a dieci, a sei, a seconda della classe sociale e delle finanze della famiglia di lei – che pur di pareggiare con la famiglia di lui, spesso si indebitatava per non fare brutte figure! Lui invece portava il mestiere, la sicurezza economica per gli anni a venire per la sposa e la famiglia tutta. Inoltre era uso per la famiglia di lui farsi carico degli utensili da cucina e del corredo relativo. E qui entravano in ballo i miei genitori. Per anni, quasi cinquanta, hanno gestito un negozio di articoli per la casa: era uno dei più antichi e dei più forniti, così ci capitava di accogliere intere tribù che stazionavano lunghi pomeriggi per la selezione e l’acquisto dei generi sopracitati. Si presentavano così, al cospetto di mia madre – era lei la più paziente per redimere le eventuali controversie – gli sposi promessi – ma potevano anche non esserci – la mamma di lui, la consuocera, la zia grande da parte di lui e la zia grande da parte di lei – se c’era anche qualche altro parente faceva parte del mucchio selvaggio! Sedute nel bel mezzo del negozio iniziava l’elencazione. Di solito per contenere tutti gli oggetti che sarebbero stati acquistati mio padre utilizzava dei gran tinozzi per lavare la biancheria – eh sì, mica tutti avevano la lavatrice! –  di Moplen di color azzurro – si vedevano meno lo sporco, rispetto al bianco – e avrebbero, i tinozzi, fatto parte del corredo in via d’acquisto. Si partiva dalla ” batteria ” di pentole e tegami con teglie da forno in alluminio ” pesante ” fino all’ultimo caccavello per cuocere la pappa alla creatura prossima ventura. Si passava poi dal servizio buono di piatti a quello giornaliero; stesso discorso per le posate e i bicchieri. Poi il mestolame, il cavatappi, lo scovolino per le bottiglie… insomma tutto l’impensabile che poteva contenere una cucina ben attrezzata. Così che la consuocera stizzita, come in un probabile film di Totò, non avesse avuto da fare rimostranze, sin da subito, con la fatidica frase: Figghm, è sciut ad accattè l’aprbuatt, il primo giorno di matrimonio! ( Mia figlia è andata a comprare l’apriscatole, il primo giorno di matrimonio! ) Un matrimonio poteva anche fallire a causa di un apricatole non acquistato in precedenza! Non sia mai la Madonna!!!  😀

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53 thoughts on “Come in un film di Totò

  1. Chit 2 novembre 2011 / 11:21

    Ti confesso che da metà deglli anni ’80 ogni volta che si sposa qualcuno e si fa colletta tra amici e/o colleghi, poi con il “raccolto” vado in negozio e compro tutte le cianfrusaglie varie (apriscatole, cavatappi, etc.) a cui nessuno pensa ma che risultano indispensabili la prima volta che ci si mette a cucinare nella casa nuova.
    Vuoi dire che ho atteggiamenti e comportamenti da suocera anche senza avere figli?? :-/

    • mizaar 2 novembre 2011 / 19:55

      non l’ho detto io claudio! 😀 😀
      la cosa assurda sai qual era? che spesso dopo qualche giorno dal matrimonio tornava la mamma di lui per comprare quelle cose che la neo sposina – sobillata da mammà – non aveva trovato nel corredo! sicchè sentivi le lamentele della suocera che, da perfetta suocera, criticava la sciagurata che aveva osato mettere in dubbio le sue capacità d’acquisto! e so’ fatti! 😀

  2. in fondo al cuore 2 novembre 2011 / 11:50

    hahahahaha……per fortuna ormai non esiste più quel rituale, almeno spero……io le cose le ho comprate poco prima del matrimonio….e anche per mia figlia farò lo stesso, almeno non si corre il rischio di prendere cose che poi i futuri sposi non utilizzeranno mai o perchè non gli piacciono o perchè passati di moda. Comunque l’idea del tuo amico qui sopra è molto buona….a quelle piccole cose difficilmente si pensa e non vengono inserite normalmente nemmeno nelle liste, invece alla fine, sono le cose di uso quotidiano che servono maggiormente!

    • mizaar 2 novembre 2011 / 20:12

      silvia non era poi malvagia la trovata delle suocere! 😀 però c’era gente che davvero si svenava per comprare cose che non sarebbero servite mai, con molta probabilità! ma così si usava e non si poteva fare diversamente. così come hai fatto tu, quelli erano oggetti che venivano acquistati poco prima delle nozze. il corredo, invece, si cominciava a ” costruirlo ” sin dalla nascita della bambina! terrificante! 😀

  3. unpodimondo 2 novembre 2011 / 13:43

    La lista dei casalinghi… quando mi sono sposato è toccata anche a me… che tristezza! Per fortuna adesso le liste sono sparite o, come dalle mie parti, hanno traslocato nelle agenzie di viaggio… per contribuire al viaggio di nozze.
    Con i soldi di tutte quelle pentole, pentoline, servizi buoni che da anni stazionano in un mobile o addirittura in soffitta, avrei potuto farci il giro del mondo!

    • mizaar 2 novembre 2011 / 20:14

      ma guarda, non sapevo che anche in toscana usasse così! 😀
      puoi sempre rivendere qualche pentola a beneficio dei tuoi viaggi! 😉

  4. Cle 2 novembre 2011 / 13:48

    ahahahahahaah
    bellissimo post

    • mizaar 2 novembre 2011 / 20:15

      grazie cle, gentile come sempre! 😀
      e il tuo coinquilino come sta messo a pentolame? 😀

  5. unpodimondo 2 novembre 2011 / 14:18

    Ciao ti scrivo su Gardaland: ho già lasciato un messaggio analogo da Antonella…
    Gardaland Halloween con ieri ha chiuso e il parco riaprirà il 3 Dicembre in tematica natalizia (Gardaland Magic Winter)… Abbiamo un mese di tempo per inventarci tutti insieme qualcosa in tema natalizio, per rilanciare la campagna alla riapertura del parco… tipo…. “Gardaland le senti le Jingle bells?”

  6. duhangst 2 novembre 2011 / 14:18

    Ah ah ah , sì credo che la mia nonna materna abbia fatto un po’ ammattire la famiglia del babbo! 🙂
    Ma il matrimonio ancora regge, vuol dire che ha fatto bene il suo lavoro 🙂

    • mizaar 2 novembre 2011 / 21:04

      hai ancora nonni in attivo? che bellezza!!! 😀

      • duhangst 4 novembre 2011 / 15:15

        No, purtroppo no, la mia nonnina se ne è andata due anni fà aveva 92 anni, ma ho un ricordo di le e del nonno che definire “romantico” è dir poco! Ricordo i suoi racconti sulla scelta dei corredi, mi ci facevo sempre delle gran risate 🙂

      • mizaar 5 novembre 2011 / 21:14

        dovresti scriverle qualche volta, du’. solo così non dimentichiamo e loro, i nostri cari, tornano ad essere presenti!

    • mizaar 2 novembre 2011 / 21:05

      già charlie, lista e acquisto degli oggetti che dovrebbero stare in una cucina ben attrezzata! 😀
      tu che sei un signorino appetibile dovresti chiedermi un consulto appena trovi l’anima gemella da impalmare! 😀

      • Charlie68g 3 novembre 2011 / 11:03

        Uhm…
        ci sto lavorando 🙂
        ma guarda che io sono già autodeficiente 😉
        MI manca solo il phon e il limone
        sapessi come se l’è presa quando ha visto che l’unico phon disponibile a casa era uno con l’alimentazione da accendisigari (avevo visto una volta un film dove veniva usato e pensavo potesse tornare utile pure a me)

      • mizaar 5 novembre 2011 / 21:43

        ma sei sempre fantascientifico, tu! 😀
        un phon con l’accendino… mai visto!!!

    • mizaar 7 novembre 2011 / 19:41

      e non lo so papero, che ho capito? spiega tu che sei un ingegnere! 😀

    • mizaar 2 novembre 2011 / 19:50

      dovevi sposarti in puglia, cara ariel! 😀

  7. silykot 4 novembre 2011 / 15:57

    Io mi sono sbelicata a leggere il post e a immaginare le frasi in dialetto lette da te!! 🙂

    Quando era ancora in vita, feci inorridire mia nonna (deliberatamente) dicendole che volevo lenzuola nere per la mia prima notte di nozze….
    L’altroieri un’amica trentenne mi diceva di voler mettere il suo “servizio buono” su eBay….
    Storie di ordinario corredo! 😀

    • paperi si nasce 4 novembre 2011 / 23:39

      Oddio, capisco tua nonna… Lenzuola nere per la prima notte di nozze… che idee!
      Oltretutto la nonna avrà anche pensato che avrebbero reso più complicata e meno evidente la dimostrazione dell’avvenuta consumazione…

      • silykot 6 novembre 2011 / 10:32

        Nere di seta, le avevo viste in u na vetrina e me ne ero innamorata.
        La dimostrazione dell’avvenuta consumazione mi fa orrore solo al pensiero…. Brrrr…

    • mizaar 5 novembre 2011 / 21:45

      no sily, le frasi avresti dovute sentirle dalle signore interessate! 😀

  8. paperi si nasce 4 novembre 2011 / 23:37

    Che bel quadretto… E’ un post bellissimo.
    E la vaschetta di Moplen azzurro mi ha fatto tornare indietro di un secolo… Mi è parso di vederla! 🙂

    • mizaar 5 novembre 2011 / 21:51

      grazie papero, nella vita di tutti noi ce ne sono di cose così! dovremmo cercare solo di non dimenticarle!

  9. Lilla 5 novembre 2011 / 10:56

    I miei, per non trovarsi a dover comprare tutto all’ultimo minuto, iniziarono a farmi il corredo dalla mia prima comunione!!! 🙂 non si usa più, per fortuna!!! 🙂 ringraziando il Cirlo, non è mai stata usanza (da queste parti), il ‘chi deve portare cosa’ ma … In ogni casa che si rispettasse, non è mai mancata la ‘bagnarola’ azzurra Moplen dove, oltre a lavarsi i panni, ci si lavavano anche i ‘cuccioli d’uomo’

    • Lilla ... 5 novembre 2011 / 11:22

      “Cirlo” = “Cielo” … a commentare con il cellulare e senza occhiali, si perde di ‘vista’ l’italiano! 😉

    • Lilla ... 5 novembre 2011 / 11:25

      a proposito della bagnarola … credo di avere una foto di quando avevo circa 2 o 3 mesi, dove mi vedo ‘come mamma mi ha fatto’ mentre mi stavano facendo il bagno … 🙂

      • mizaar 5 novembre 2011 / 21:53

        vogliamo vedere la bimba ignuda!!!! 😀

    • paperi si nasce 5 novembre 2011 / 15:33

      Mi vergognavo un po’ e non l’ho detto… Ma anche a casa mia la bagnarola azzurra Moplen ospitava il cucciolo di papero al lavaggio…
      Ma forse è la stessa bagnarola, siamo o no fratellini?
      (un giorno di questi vi racconterò quello che si tramanda sui miei bagnetti da neonato…)

      • mizaar 5 novembre 2011 / 21:53

        ommioddio, saranno mica racconti erotici? 😛

      • mizaar 7 novembre 2011 / 21:04

        con te, paperino, c’è da aspettarsi di tutto!!! 😛

    • silykot 6 novembre 2011 / 10:35

      Ho ricordi della bagnarola di Moplen dove finiva la passata di pomodoro prima di essere imbottigliata…..

      • fab 7 novembre 2011 / 14:23

        Ho sorriso molto leggendo il tuo pos. Quando mi sono sposata, non ho mostrato nemmeno i mobili al parentado, se non a pochi giorni dal matrimonio, quando era già tutto sistemato….cosa che ha fatto molto imbufalire il parentado del coinquilino..(i miei erano rassegnati ormai da secoli alla testa calda della loro figliola). Quanto al resto..mamma è sempre stata una super fanatica igienista, e pure un pò strarompi in verità, la bagnarola di moplen per la passata era bianca e si usava solo ed esclusivamente per i pomodori…la vaschetta per il bagno dei pargoli era azzurra di forma allungata ..non c’è mai stata commistione di usi con gli oggetti a casa dei miei…sarà per questo che papà ogni tanto sclera quando deve riporre le cose???

      • mizaar 7 novembre 2011 / 19:56

        effettivamente fab ha messo in chiaro gli usi del moplen! 😀
        la vaschetta in cui veniva lavato il bebè era azzurra, di forma ovale ed era chiamata oltre che bagnarola anche conchetta. poi c’erano i tini azzurri per lavare i panni. c’era quello grande e il mezzo tino che, poggiato su un supporto serviva per sciorinare i panni più piccoli grazie all’aiuto della chianca di legno – la tavoletta zigzagata su cui si strofinavano le ” robbe “! che tempi!!!

      • paperi si nasce 9 novembre 2011 / 22:25

        Io invece facevo il bagnetto direttamente nella passata di pomodoro… Così si risparmiava una bagnarola e tanta acqua! 🙂

      • silykot 10 novembre 2011 / 15:44

        E mo’ si spiegano un po’ di cose, Papero! 😀
        Preciso che quella azzurra che ricordo io, in cui finiva “la salsa”, era quella grande fatta a forma di tinozza, con un solo manico “rettangolare”.
        Nell’altra, azzurra pure lei, era quella che Virgy ha chiamato la conchetta e che ha casa mia si chiamava “la concaredd”… devo avere pure io una foto del bagnetto…. ma non la caccio fuori nemmeno sotto tortura! 🙂

      • mizaar 10 novembre 2011 / 17:57

        vedo che qui si rispolverano retaggi linguistici sopiti oltrechè ricordi da scavi pompeiani!!! 😀 😀
        e dite che vi sto facendo un piacere recondito con questo post! confermo fab, il tino ha, aveva, tre manici di cui un rettangolare! 😀

      • mizaar 10 novembre 2011 / 17:58

        il papero al pomodoro come la pizza napoletana, uau! 😀
        e per spolverarti il culetto un po’ di mozzarella di bufala?!

      • paperi si nasce 12 novembre 2011 / 16:14

        Da me si chiamava bagnino, da non confondere con uomo nerboruto e abbronzato addetto al salvataggio in mare…

      • mizaar 12 novembre 2011 / 20:31

        e il bagnino come lo chiamate? ❓

      • paperi si nasce 12 novembre 2011 / 16:17

        Stavo per completare la tua ricetta con la fogliolina di basilico al posto di quella di fico, ma poi mi sono reso conto che avrei sicuramente indotto uno spiacevole equivoco dimensionale…

      • mizaar 12 novembre 2011 / 20:30

        sono felice per la tua arguzia in fatto di foglie, soprattutto sono felice per le proporzioni!!! 😀 😀

    • paperi si nasce 13 novembre 2011 / 23:23

      Il bagnino lo chiamiamo bagnino. Ma non c’è rischio di ambiguità, dai… Sono due “oggetti” diversi e mai coesistenti…

  10. Fabio 7 novembre 2011 / 22:10

    Io ho già tutto… datemi soldi, almeno 250€ a cranio… e come rinfresco, tutti a fare una piadinata con carne alla griglia!

    • mizaar 10 novembre 2011 / 18:01

      fabio, scommetto che dobbialmo anche farti un regalone! 😀
      senti a zia, lascia perdere… poi ti tocca lavarli, anche, i piatti che hai di corredo! 😀

  11. fab 10 novembre 2011 / 17:05

    eppure mi pare che la vasca per la passata avesse ben tre manici rettangolari di cui uno, più grande , con il quale veniva appeso ..anzi, ne sono certa…(sono andata in cantina a controllare).

  12. Maggie May...be 10 novembre 2011 / 19:09

    Da quando vivo da sola mi sto godendo il corredo del mio babbo fatto di asciugamani di lino e strofinacci rifiniti all’uncinetto dalla mia nonna. La mia mamma invece aveva le lenzuola di canapa fatte a mano dalla sua nonna. Me le ricordo quelle lenzuola, ruvide ma fresche in estate e calde in inverno; un tuffo al cuore ogni volta che ci ripenso.

    Anche in Romagna sempre più spesso la lista nozze si fa in agenzia viaggio, credo sia perchè la maggior parte delle coppie che si sposano vivono insieme già da tempo e non hanno più bisogno di pentolame, stoviglie, elettrodomestici vari etc. Oppure gli sposi chiedono direttamente la busta coi soldi ad amici e parenti per poi investirli come meglio credono.

    • mizaar 10 novembre 2011 / 19:45

      l’insana pratica dei soldi da regalare in busta vive e vegeta da sempre qui in puglia, mia cara, soprattutto tra i parenti – zii cugini nonni e affini. gli amici, effettivamente, ” devolvono ” in regali tecnologici oppure crocieristici. fino a circa trent’anni fa, nei paesi dell’interno, venivano allestiti, fuori della sala di ricevimento, due tavoli presieduti da persone fidate. era il luogo dove ogni famiglia, prima di accedere al banchetto, lasciava l’obolo. i tavoli erano due, uno per i parenti di lui, l’altro per quelli di lei. le buste venivano aperte in presenza di tutti e ” coram populo ” si contavano i soldi. non erano gradite somme di denaro minime soprattutto per non fare cattive figure di fronte al ” populo “.
      il denaro accumulato serviva a pagare il ricevimento di nozze e anche il viaggio di nozze. stessa cosa succede adesso, ad esclusione della dichiarazione dei redditi! 😀 il pranzo di nozze varia da un minimo di 100 euro ad un massimo di 250 euro a testa. ogni invitato deve calcolare la stessa cifra – riferita ” discretamente “, prima delle nozze, a tutti gli invitati – con un bonus. sicchè gli sposi recuperano le spese e gli avanza una discreta sommetta da utilizzare alla bisogna. sposarsi da queste parti è un affare!! 😀

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