Requiem

Mi chiedevo se le ragazze di Barletta avessero idea di chi fosse Steve Jobs. Se avessero avuto voglia di applicare alla lettera, oggi e in futuro, quello che il visionario Steve disse: Siate folli, siate affamati. Folli nella vita, affamati di vita, di curiosità, di desiderio di essere. Quello che nessuno di loro sarà più; cinque bare poggiate per terra in un pomeriggio d’ottobre assolato e caldo come d’estate e un’icona sulla prima pagina di Apple, il visionario e le operaie in nero a 3 euro e 95, usciti di scena. Mai più affamati, mai più folli. La vita è un viaggio troppo breve per chi ha voglia di viverla.

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13 thoughts on “Requiem

  1. arielisolabellaariel 6 ottobre 2011 / 20:21

    il sogno americano non si e’realizzato in quel laboratorio di Barletta..questo e’certo anche se la morte non fa distinzioni.Nessuno e’morto serenamente ma forse uno ha vissuto meglio…….

  2. fab 6 ottobre 2011 / 20:39

    quelle che chiamano “morti bianche” sono ancora più crudeli e sofferte…morire per 3 euro e 95 centesimi è assurdo, atroce, ma terribilmente reale e, nel nostro paese, fateci caso, sta diventando USUALE.
    Povere donne..povere famiglie

  3. Maggie May...be 6 ottobre 2011 / 21:02

    Credo che sia solo il dolore che ci può rendere davvero “folli” e “affamati”.
    “La vita, che buffa cosa, ma se lo dici nessuno ride”.

  4. Lilla ... 6 ottobre 2011 / 22:06

    La morte e’ sempre triste, ma non fa distinzioni … E’ la Vita che fa la differenza …

  5. cirano 6 ottobre 2011 / 22:31

    parole sante sorella….io piango le donne pugliesi ridotte in schiavitù….siamo nell’800 altro che nell’era dell’Iphone.

  6. duhangst 7 ottobre 2011 / 08:18

    Non mi vengono le parole per quelle povere ragazze.

  7. kalissa2010 7 ottobre 2011 / 08:31

    La morte mi rattrista sempre.
    La morte delle ragazze mi fa anche arrabbiare…
    La morte di S.J. mi fa preoccupare, soprattutto in un momento come questo…
    Se ne lui ne L.P. uomini dotati di grandi risorse economiche, hanno potuto sconfiggere il male, la CURA mi sembra davvero ancora tanto lontana. E chi sta male? Vedrà in queste morti illustri lo sgretolarsi di una speranza?
    Le ragazze sono morte per colpa di chi pensa che l’edilizia sia solo un enorme salvadanaio senza regole di staticità e sicurezza.
    Questo mi rende furiosa.

  8. unpodimondo 7 ottobre 2011 / 11:57

    Su “E”, il mensile di Emergency, ogni mese ci sono ben due pagine con la lista dei morti sul lavoro del mese precedente: ogni mese la lista è sempre più lunga e i caratteri si fanno più piccoli per contenere tutti quei morti in due pagine… La mattina pensi di andare a lavorare per mantenere la tua famiglia e invece vai al fronte… è quasi una guerra!
    Quanto vale una vita in confronto ai profitti dei padroni? Caro Steve Jobs,siamo affamati, ma di giustizia… contro questa economia e questa finanza che schiacciano le vite delle persone in nome del profitto a qualsiasi costo!

  9. mizaar 7 ottobre 2011 / 19:55

    laboratori come quelli di barletta qui ce ne sono centinaia. tutti sanno che ci sono e nessuno – sindacati, sindaci, presidenti della repubblica – ne parla o ne ha parlato in passato. senonchè capita una disgrazia qualsiasi, i nomi vanno ad elencarsi in quelle pagine ricordate da marco, tutti si indignano e tuonano contro il lavoro nero, contro i padroncini, contro i luoghi di lavoro non a norma…. il giorno successivo è tutto uguale! succede così perchè questa è l’economia reale del nostro paese, fatta di persone che se sono assunte da un datore di lavoro corretto, chiedono di lavorare part time per percepire qualche euro in più in busta paga – se il ” padrone ” non paga i contributi per intero quelli vanno a beneficio, ma non sempre, del lavoratore. chè con quello che ti viene in tasca a fine mese non ci arrivi. gli scantinati, i garage, i piccoli locali del borgo ottocentesco di trani sono laboratori dove tra il fetore del cuoio di pessima qualità, se non della plastica, e delle colle dai vapori tossici, si accalcano ragazzi e donne e chiunque abbia la necessità di fare un lavoro qualsiasi. si fanno quelle scarpe che, vendute nei mercati, fanno la ricchezza di chi le rivende per dieci volte almeno il prezzo di partenza. e negli appartamenti dei genitori dei miei alunni sapete quante mamme lavorano a cottimo cucendo tomaie, o producendo etichette a cinque centesimi l’una? kali la palazzina è crollata perchè hanno demolito un arco e un muro di supporto che reggeva quelle tre case costruite con i tufi, una sorretta dall’altra senza soluzione di continuità. sentivo al tigì regionale, stamani, che i tecnici del comune erano anadati una settimana fa a fare un sopralluogo e avevano ingiunto alla ditta subappaltatrice di mettere in sicurezza lo stabile da demolire- già peraltro semidiroccato – senza però pensare che nella palazzina confinante c’erano già vistose crepe. potevano far sgomberare lo stabile che sarebbe poi crollato, ma perchè allarmare la gente più di tanto? ” mest peppin ” doveva mettere in sicurezza entro una settimana e intanto ci sono cinque ragazze morte che esigono delle risposte a quei tanti perchè che si affollano nella mente delle persone che riflettono. qualcuno ha detto che il laboratorio, tra tutte le anomalie del caso, non era a norma perchè privo delle uscite di sicurezza, come se questo particolare fosse determinante per la salvezza delle ragazze. adesso si rimpallano le colpe, le negligenze e intanto si muore. per quattro euro l’ora – ma pensandoci bene sarebbero morte lo stesso anche a cento euro l’ora. è vero marco, siamo affamati di giustizia, e di serenità e di possibilità per i nostri figli, per tutte quelle ragazze piene di vita e di amore, private della vita stessa che pesano sulla coscienza di chi sa e fa finta di non sapere.

    • fab 7 ottobre 2011 / 20:42

      il tragico è proprio questo: si continuerà a morire e a piangere chi si sarebbe potuto salvare..

  10. Sonja A. 8 ottobre 2011 / 11:18

    Nei giorni scorsi mi trovavo in Germania per lavoro e diletto, ed ho appreso dal web della tragica morte di queste povere donne e dell’uscita di scena di Steve Jobs.
    La la cosa sconvolgente è che i destini di queste persone, seppur indirettamente erano comunque legati da un comune denominatore: come Jobs era consapevole che la sua malattia non gli avrebbe dato scampo, così c’era chi già sapeva che quella costruzione sarebbe crollata, ma non ha detto o fatto nulla per scongiurare il peggio.
    Morire per il silenzio di qualcuno e per una ‘paga’ che fa rizzare i capelli se si pensa che stavolta non si tratta di sfruttatori cinesi, è agghiacciante e lascia un senso di rabbia che non si può placare. A volte viene proprio voglia di prendere a sprangate tutto quello che capita sottomano, perchè la vita sarà anche bella o straordinaria, ma spesso riserva bocconi troppo amari da ingerire e fardelli altrettanto pesanti da sopportare.
    Non credo più nella giustizia, perchè visti gli ultimi accadimenti i ladri di polli scontano l’ergastolo e i criminali se ne stanno beatamente in panciolle.
    Confido nella giustizia divina anche se il Vangelo parla sempre di perdono e indulgenze, e dedo che chi ne paga il prezzo sono povere vittime innocenti.
    Jobs era una persona che non ha comunque ceduto alle lusinghe della fama e del successo , e il fatto che abbia sofferto per i tagli al personale sentendosi quasi colpevole, lo rendono comunque un uomo straordinario. Mi mancherà.

  11. paperi si nasce 9 ottobre 2011 / 23:08

    L’altro giorno, seppure conscio che avrei ripetuto cose già dette da altri, stavo scrivendo un post su Steve Jobs. Poi ho visto il tuo post, e ho pensato che non c’era più spazio per niente, avevi detto quello che c’era da dire, sintetizzando le parole visionarie di Jobs con la triste realtà del nostro Paese, ancora fermo in tanti aspetti all’ottocento.

    Avvenimenti come quello di Barletta sono sconvolgenti, e fanno rabbia, ma fa tanta rabbia anche il coro delle verginelle che si mostrano stupite nello scoprire, quando ci scappa il morto, le tante storture del nostro mondo.
    Se la morte delle ragazze di Barletta servirà almeno a fare cambiare le cose, sarà stato un sacrificio “utile”. Ma io sono sinceramente scettico.

    • mizaar 10 ottobre 2011 / 18:03

      pare che lo scetticismo venga dato aggratis, ultimamente! dimmi tu, papero, se c’è qualcuno che creda in qualcosa, ora come ora. un branco di ” san tommaso ” in cerca di verità inesistenti, ecco che siamo!

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