Controra

Click clack, il rumore legnoso dei Dr. School’s. Battevano pigri sul selciato assolato della controra. Nella luce spietata del primo pomeriggio, era l’unico rumore che in quel momento sembrava creato dal nulla. Un duello rusticano tra l’afa e il rumore di mondo in sottotono, una magia sonnacchiosa fatta a uomini, animali e cose. Tutto era fermo in un primordiale calore vigilato dalle persiane appannate, dal verde a striscie proiettato sulle marmette a disegni geometrici. Spenzolavo dal letto alla controra, insonne, costretta lì dall’ordine imperioso: Dormi! In canottiera bianca, i piedi a toccare il fresco del pavimento, spiavo il tempo del  passaggio quando la controra sarebbe stata una pausa troppo lunga, già un ricordo che si allungava nel gelato al limone comprato dal Toscanino.

Il concetto di controra risulta sconosciuto a chi non è nato e vissuto in Meridione. Nel lunghi pomeriggi levantini il caldo impediva qualsiasi attività e dunque l’unica scelta possibile era assopirsi nei luoghi più freschi della casa, con le persiane accostate, ad aspettare le ore più miti, già quasi pomeriggio inoltrato. Inutile dire che la controra, adesso, non è più una regola. Il mondo moderno, la vita frenetica ha abolito la controra, appannaggio degli anziani e dei bambini piccoli. Il ricordo contrastava con la mia sortita, alla controra, per andare dalla parrucchiera, oggi pomeriggio. Neanch’io ho più il rispetto per le tradizioni! 

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17 thoughts on “Controra

  1. fab 5 agosto 2011 / 21:49

    dico solo che hai molto coraggio ad andare dalla parrucchiera con quel caldo! (poi ti si tengono i capelli???)

    • mizaar 6 agosto 2011 / 21:36

      per fortuna la parrucchiera ha il condizionatore e quando entra lì saluto la famiglia e il mondo intero! 😀
      difatti sono entrata alle 15 e 30 e ne sono uscita alle 18 e 30. una vita!

  2. Lilla ... 6 agosto 2011 / 09:18

    La controra e’ l’equivalente della pennichella … Il sonno dei ‘giusti’ nelle ore più calde subito dopo il pranzo??? Il nome e’ diverso ma la tradizione … E’ simile! 🙂

    • mizaar 6 agosto 2011 / 21:37

      sì sì è quella, la pennica! 😀

  3. Sonja A. 9 agosto 2011 / 15:24

    Rimango una strenua osservante di queste sanissime regole, e quando posso le metto in pratica. Infatti dalla parrucchiera ci vado rigorosamente di mattina e possibilmente presto, e dopo pranzo mi metto a letto a guardare la tv a mo’ di cetaceo spiaggiato ben sapendo che prima o poi mi coglierà il sonno e dunque mi ripresento al mondo, mai prima delle 18. 😉
    Peccato solo che quest’anno me ne concederò solo brevi spizzichi e nei giorni festivi.

    • mizaar 12 agosto 2011 / 20:26

      difatti, cara sonja, non sempre è possibile concedersi una sana pennica! 😀

  4. maumozio 11 agosto 2011 / 18:56

    hai aperto un varco nella mia memoria: ricordo quel silenzio irreale, come se tutta la città per un paio d’ore si fosse fermata, come uno sperduto paese messicano nel momento della siesta, ricordo le persiane abbassate così che il sole non potesse entrare e io che ci sgusciavo sotto per andare a giocare sul balcone.

    • mizaar 12 agosto 2011 / 21:00

      non esiste più nemmeno la controra! 😦
      proprio questo pensiero mi ha fatto venire il ricordo. e insieme m’è venuto ala memoria il film della wertmuller ” i basilischi ” girato a minervino murge e ad altamura, un affresco mirabile del nostro sud di una volta – non che fosse granchè, il nostro sud, nessun rimpianto, ma c’erano delle cose che forse vale ricordare ancora.
      ( sembra, questo post, il contraltare del tuo di qualche giorno fa. quel bambino al balcone, con le gambe penzoloni, riesco a vederlo )

      • maumozio 14 agosto 2011 / 18:56

        siamo sempre gemelli separati alla nascita!

      • mizaar 17 agosto 2011 / 19:33

        sì, meno male che la gemellanza non s’è scombinata! 😀

  5. Cle 12 agosto 2011 / 07:51

    Le controre più belle le ho passate in campagna sotto l’albero del noce!
    Quanto mi manca!

    • mizaar 12 agosto 2011 / 21:02

      sarebbe mancato anche a me! i noci sono alberi maestosi e bellissimi e i ricordi più belli sono quelli delle ore trascorse, da bambini, in campagna dai nonni 😀

  6. paperi si nasce 15 agosto 2011 / 19:42

    Che disdetta, da bambini mal sopportavamo la imposizione della dormitina pomeridiana. Da grandi… dobbiamo lavorare e non ci è più consentita!
    Anche a me, comunque, hai risvegliato antichi e piacevoli ricordi!

  7. paperi si nasce 15 agosto 2011 / 19:50

    Se mi posso permettere, vorrei azzardare una distinzione fra la pennica o pennichella evocata da Lilla e la controra. La pennichella secondo me è un atto individuale: io mi faccio una pennichella, lo decido io, teoricamente posso farlo a qualunque ora del giorno.
    La controra è un periodo della giornata, e la cosa assume un valore quasi istituzionale. La controra è il tempo dedicato al riposo dopo pranzo. Tu puoi farti o no una pennichella, nella controra, ma in quella fase della giornata tutti rispettano – col silenzio, con il rallentamento delle attività – questo momento dedicato al… risparmio energetico e alla meditazione.
    Questo credo evidenzi ancora di più il legame della “controra” alla cultura del Sud…

    • mizaar 17 agosto 2011 / 19:37

      come ti ha già detto cle, hai fatto davvero una analisi portentosa! la controra è una scuola di pensiero, una scelta filosofica, il riposo sociologico e culturale… 😀 la controra è il sud! 😀 😀

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