Nuotando, nuotando…

Quando si sta in acqua come noi – me and Bobby Mcgee 😀 – e
si fa finta di nuotare, si ha tempo e modo di fare chiacchiere. Come stiamo in acqua? Senz’altro con la testa fuori dell’acqua e lo stile del nuoto è quello che comunemente viene definito ” a papera “. Un sollazzo. Stamani soffiava vento da terra e abbiamo arrancato non poco per non finire in Grecia. Intanto si parlava. Raccontavo alla mia M. storie della mia famiglia. E mi sono resa conto che quel che viene vissuto da ognuno di noi, finisce per essere dimenticato se delle stesse storie non c’è una ripetizione continua, fatta a più persone. Meglio sarebbe scriverne. M’è venuto in mente il nonno che diceva della sua guerra d’Africa a chiunque gli si avvicinasse. Se avessi prestato più attenzione ai suoi racconti, adesso avrei potuto scriverne. Mai perdere la memoria della vita delle persone che abbiamo amato, sarà come farle vivere ancora. 

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15 thoughts on “Nuotando, nuotando…

  1. Giusymar 20 luglio 2011 / 21:48

    Che meraviglia di post!!!!!!!!
    Sì, bisognerebbe appuntarsi queste meravigliose vite vissute. Una volta riuscivano veramente a fare cose pazzesche..
    I miei nonni a fine anni 40 vendettero quel poco che avevano per comprare i biglietti per andare in America. Arrivati al porto di Genova non trovarono la nave…era stata una truffa!
    Dovettero ritornare a Padova senza nulla, si dovettero fare aiutare da parenti amici che avevano poco più di loro…
    Peccato che mia nonna fosse morta prima prima che io nascessi…e mio nonno, beh mio nonno era davvero “strano”…difficile farsi raccontare qualcosa…ma adesso come mi piacerebbe poter leggere di quelle avventure!

    • mizaar 25 luglio 2011 / 21:22

      grazie giusy! ogni famiglia ha una sua storia, fatta di cose ordinarie, ma anche di avventure e disavventure come quelle dei tuoi nonni. se ci fossero ancora!

  2. Lilla ... 20 luglio 2011 / 22:32

    sai, proprio ieri parlavo di una cosa simile con una collega … raccontavamo episodi vissuti dai nostri nonni e dai nostri genitori … storie che hanno riempito la mia vita di bambina e che ancora oggi ricordo bene perchè le avrò sentite centinaia di volte … stasera, ripensando a quella conversazione, riflettevo che ci rendiamo conto di essere diventati adulti … proprio quando iniziamo a veder andar via le persone che hanno costituito la nostra memoria storica, le nostre origini … quando ne ho l’opportunità cerco di raccontare a mia figlia ed ai miei nipoti quelle storie proprio per far tramandare parte delle nostre radici … ma sentirle da me, non è come averle sentite da chi le ha vissute …

    • mizaar 25 luglio 2011 / 21:23

      e fai benissimo, cara! racconta, racconta tutto – anche perchè sai farlo così bene! 🙂

  3. bottepiccola 21 luglio 2011 / 09:17

    Hai proprio ragione,sarebbe bello avere una sorta di “muro dei ricordi” da aggiornare costantemente con continui dettagli che ci tornano alla mente sulle persone che noi amiamo e nn ci sono più..Non è giusto dimenticare nulla di loro,nemmeno i particolari più insignificanti 🙂

    • mizaar 25 luglio 2011 / 21:24

      mai dimenticare. chi non ha seminato una qualche memoria sarà morto due volte!

  4. sys 22 luglio 2011 / 10:07

    anche il mio è stato in africa.
    e pure in russia.
    e però quando se ne è andato avevo 4 anni e non sapevo ancora scrivere…
    bisognerebbe davvero imparare ad usare le orecchie. per ascoltarsi e ascoltare. anche il vicino di casa potrebbe sorprenderci. (alle volte)
    buon fine settimana!

    • mizaar 25 luglio 2011 / 21:27

      la mia vicina di casa non mi sorprende mai! racconta e racconta e a volte mi perdo…:-(

  5. Flavia 23 luglio 2011 / 10:36

    Quasi vicina alla boa e con i piedi che non toccavano più il fresco fondale sabbioso parlavamo con la mia amica di politica locale, quando ad un certo punto ho esclamato “Ma sai che non ricordo se so nuotare!”. Però i racconti dei nonni, quando li ricordi, magari ricordi anche dove eri seduta quando li ascoltavi, chiudi gli occhi e rivivi insieme a loro! I miei nonni son giovani per parlarmi di guerra. Mi parlano d’amore, di corse per acchiappare le farfalle…

    • mizaar 25 luglio 2011 / 21:30

      anche l’amore e le farfalle sono la vita, come la guerra, la fame, i pidocchi e i bombardamenti. l’importante è sapere dove mettere la memoria quando chiudi gli occhi ( se chiudo i miei, ricordo il nonno che raccontava mentre portava in spalla mio fratello piccino. la mia mano era sicura nella sua e arrivati in campagna mangiavamo pane e cipolla, mentre la sua lingua andava! 😀 )

  6. Chit 25 luglio 2011 / 14:38

    Quando si parla di un ricordo lo si fa perché in qualche modo si pensa quel racconto possa essere d’aiuto a qualcuno invece, molto più semplicemente, forse è solo un “fissare” ancora meglio nella nostra mente quegli accadimenti e farli un po’ più nostri perché li sentiamo particolarmente cari.
    Un abbraccio e buon ammollo 😀
    .

    • mizaar 25 luglio 2011 / 21:08

      claudio sicuramente è anche questo, ma la ripetizione, il veicolare da persona a persona un ricordo personale, lo fa diventare una condivisione collettiva, un atto sociale. in fondo tutti i vissuti sono importanti, anche se non sono mai stati sotto i riflettori

      • mizaar 25 luglio 2011 / 21:31

        grazie per l’ammollo, farò una ” nuotata ” anche per te! 😀

    • mizaar 29 luglio 2011 / 19:50

      è peccato pensarci solamente, sai quante cose belle si perdono?

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