I padroni della vita

Si regola la propria vita sulle scelte consapevoli, fatte da ognuno sulla base delle proprie convinzioni, dell’educazione, dell’etica e della morale. Si vive consapevolmente dunque e così si dovrebbe poter morire, se alla fine di una vita vissuta sulla propria pelle, nella propria pelle, si palesa il bisogno di concludere quella vita ragionata e vissuta da persona con una dignità, con una identità, scegliendo con consapevolezza anche di terminare dignitosamente. E invece ti accorgi che la tua vita da persona libera non esiste, perchè c’è sempre qualcuno che, al di sopra delle parti, ti indica una condotta di vita più vicina ad un concetto religioso che ad altro, ti assoggetta a leggi e restrizioni che pretendono di regolare la tua vita dalla nascita fino al momento della fine. E la legge si fa aguzzina perchè tratta del mantenerti in una condizione di vita che vita non è, che non assomiglia per niente alla dignità a cui tutti aspiriamo e che per costituzione è un nostro diritto. Non so se i presunti padroni della vita di ognuno di noi, quelli che si sono permessi di assumersi il ruolo di garanti della vita ad ogni costo, si siano mai trovati nelle condizioni di accogliere tra le braccia il desiderio di una persona amatissima di porre fine ad una sofferenza inumana e senza scampo, non so se essi stessi, trovandosi in simili circostanze, avrebbero la forza di continuare. Ognuno dovrebbe poter scegliere e non dare ” orientamenti “. Si tratta di scelte di vita, anche al termine della vita. 

 

 

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12 thoughts on “I padroni della vita

  1. Lilla ... 13 luglio 2011 / 22:45

    non sono ancora andata a leggere il link che hai postato ma mi domando: perchè, invece di interessarsi a come vogliamo o dobbiamo morire … non si preoccupano di come facciamo a vivere o sopravvivere??
    a nessuno frega niente se viviamo in una baracca e senza un lavoro … se non ce la facciamo a pagare il mutuo o l’affitto … se abbiamo o meno i soldi per comprarci da mangiare … se ci ammaliamo e non abbiamo i mezzi per curarci … se invecchiamo e non abbiamo la possibilità di pagare qualcuno che ci assista … però, religiosi, politici e compagnia cantante, si arrogano il diritto di dirci come dobbiamo morire … ma che se ne andassero tutti affanciullo!

    • mizaar 14 luglio 2011 / 12:33

      il link è un articolo di repubblica, con vari commenti della politica, sul ddl sul testamento biologico. come dicevi tu, per assurdo una persona stenta a vivere per una vita intera, poi magari rimane ferita e va in coma per un incidente qualsiasi e lo stato le assicura la sopravvivenza eterna! a ‘sto punto andrebbe consigliata come ricetta salva povertà! che sto mondo va proprio per conto suo, c’è poco da fare! 😦

  2. cirano 14 luglio 2011 / 10:34

    lo “stato” vuole farti nascere e non vuole farti morire……………insomma solo soffrire per tutta la tua esistenza.

    • mizaar 14 luglio 2011 / 12:29

      a dire il vero interferiscono anche sulla tua salute prenascita, in considerazione delle varie alzate di scudo contro l’aborto terapeutico, la fivet e via chiacchierando. quanto a morire mi sembra, il ddl appena approvato dalle camere, un assurdo. tu puoi dare indicazioni orientative su come debba essere la tua eventuale fine. e da una parte c’è una spesa sanitaria che va sempre più assottigliandosi con conseguenze, a livello di assistenza negli ospedali, disastrose. dall’altra parte vogliono tenerti in vita per qualche millennio, se dovesse servire. in una occasione pubblica ho sentito, tempo fa, peppino englaro parlare di sua figlia. non mi è sembrato un padre snaturato o privo d’amore per quella ragazza che non era neppure più un essere umano, ma solo un vegetale. come sempre sono solo le questioni di poltrana che li inducono ad alzare certe bandiere!

  3. Giusymar 14 luglio 2011 / 19:27

    Per fortuna prima di postare, ho letto il commento di Lilla, l’avrei scritto esattamente così!
    In tutto…che tristezza.

    • mizaar 14 luglio 2011 / 20:06

      già, mia cara, è veramente triste pensarci come involucri politici…

  4. Alessandro 15 luglio 2011 / 00:14

    Per dirla alla Spinoza: “Riassunto della legge sul biotestamento: la tua vita comincerà a interessare allo Stato solo quando cesserà di interessare a te”.

    Io ancora ricordo un dibattito in cui, alle obiezioni di chi reclamava un po’ di dignità per tutti quelli (atei,agnostici, ecc) che volevano decidere, l’unica replica era: “la tua vita non appartiene a te, ma a qualcun’altro”. Bon, allora a che indirizzo giro la bolletta del gas?

    A.

    • mizaar 15 luglio 2011 / 09:15

      santo spinoza! 😀
      fammi sapere l’indirizzo, alessandro. dove mandare anche la bolletta della luce e del telefono, te ne sarei grata!! 😀

  5. Cle 17 luglio 2011 / 14:22

    Hai toccato un tema molto delicato e a me molto caro, cara Mizaar.
    E nonostante ci abbia riflettuto tanto, nonostante sia atea ed appartenente a quella “zona” della politica che sembra farsi portavoce della necessità di una regolamentanzione della eutanasia (=non più vietarla categoricamente) da giurista mi trovo sempre a fare un passo indietro, ad arrestarmi al di qua della linea gialla.
    Purtroppo so bene che una volta riconosciuto un diritto, il passo verso l’abuso è un attimo, pur con tutte le cautele possibili. Diceva bene il mio prof di procedura civile, l’unico modo per limitare l’abuso del diritto è togliere il diritto… e se lo togli, lo togli a tutti i cittadini.
    Potremmo discutere ore su chi sia il padrone della vita, delle vite, se sia giusta la pena di morte, se sia perseguibile il tentato suicidio o se dopo averlo tentato tu ti debba per forza sottoporre a cure obbligatorie e trovarci perfettamente d’accordo, ma i rischi sono tanti… un conto è staccare la spina (dolorosamente) perché non ci sono più speranze nè dignità nell’esistenza, altro conto è staccarla (dolosamente) perché il nonnetto che non controlla più le finzioni corporali ha scocciato.
    Eppure gli si fa un “piacere” perché non è un’esistenza dignitosa, ma cosa ne sappiamo di quello che quel cervello, quel cuore stanno ancora sognando o sperando di poter dire?
    Libertà…
    la libertà piena e senza vincoli forse ce l’hai a viver da solo nella foresta… eppure… non sei libero di fregartene delle bestie! Ma l’uomo è animale sociale, e vivere nella foresta significa non esser liberi di essere quello che si è insieme agli altri, che sono costantemente il nostro limite. Sembra una banalità, ma è una verità sacrosanta.
    Non posso decidere della mia morte perché se mi venisse riconosciuto probabilmente qualcuno usurperebbe quella decisione al mio posto.
    Essere a favore dell’eutanasia, non comporta certezza che, lì in quel momento quella stessa persona desideri morire.
    Ho visto un bellissimo film tempo fa, ne esiste anche il libro, e mi ha aperto un mondo. Consiglio a tutti di legggerlo: LO SCAFANDRO E LA FARFALLA. Non dico il finale, perché il bello sta nel vedere la storia fino alla fine e scoprire cosa può succedere.
    Scusa mi sono dilungata!
    Ma l’ho detto in apertura… mi sta a cuore!!!!!!

    • mizaar 18 luglio 2011 / 21:36

      cara cle, sono d’accordo sui limiti che lo stare con gli altri ti vengono imposti. è chiaro che nessuno vorrebbe una legge per l’eliminazione coatta del vecchietto incontinente. però, credimi, – te lo dico per esperienza – quando hai tra le braccia la persona che ami che ti chiede la fine di un’esistenza che a quel punto è diventata un inferno in terra, qualche dubbio ti viene. è da escludere, a mio parere, l’accanirsi su una vita che è ormai spenta da tempo, se non per quelle attività spontanee – per intenderci il caso della englaro. se possibile sceglierò che non ci si accanisca su di me, con pratiche che considero contro natura. sono favorevole anche al “suicidio terapeutico” se dovessi ravvisare in questa una scelta che mi fa sentire un essere con una dignità. sono punti di vista.. ho sentito parlare del libro che mi consigli ma non l’ho mai letto. ne prendo nota e lo metterò tra le mie prossime letture, grazie! 😀

    • fab 20 luglio 2011 / 00:30

      concordo con Cle. Ricordo, quando ci fu il caso Eluana, quanto mi sia sentita “in bilico”..

      • mizaar 20 luglio 2011 / 19:59

        ogni parere, fab, è condivisibile. ma bisognerebbe dare l’opportunità ad ognuno di noi di scegliere realmente, con un testamento che metta in chiaro quello che tu desideri veramente per te stessa…

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