Sottani

Segno del tempo che passa sono gli anziani seduti davanti ai sottani. In questo periodo dell’anno si stempera il caldo della casa mettendosi seduti fuori della porta. E se c’è si commercia qualche frutto, che l’anziano contadino porta dalla propria terra, al mattino presto, fatto salvo quel poco per consumo personale, si vende il resto per ricavare qualche soldo. E la strada, il marciapiedi, diventano il salotto buono, il posto dove ricevere le visite dei figli, dei nipoti. E’ segno del tempo perchè tra poco quegli anziani non ci saranno più, non ci saranno più i cestini di fioroni  scuralli  fuori delle porte, non più quei due, moglie e marito, una vita iniseme, che si borbottano addosso per abitudine, per affetto. Quanto altro durerà? Si indovinano le vite vissute con parsimonia, quasi in punta di piedi, quando ti affacci e bussi un attimo per comprare qualche frutto, nella pia illusione che sia più naturale di quello che compri al supermercato. Si intravede un letto con la coperta di seta bordò, i pavimenti di pietra, in certi casi, tirati a lucido, l’odore aspro dei frutti raccolti quasi acerbi, < Sennò ce li rubano, signo’ > la cassetta messa in un canto vicino alla cucina economica. Il contadino pesa il chilo di frutta sulla stadera < Un chilo abbondante! >. Quanto altro durerà?

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27 thoughts on “Sottani

  1. giusymar 5 luglio 2011 / 21:55

    In Veneto dalle mie zie, si usa ancora sedersi alla porta.
    La trovo una delizia.
    Si chiacchiera, ci si raacconta. nessuno è solo.
    Quì in Piemonte ti prenderebbero per pazzo.
    E poi non ci piace che ci classifichino come freddi…vuoi altro..
    Foto bellissima!

    • mizaar 6 luglio 2011 / 20:26

      la foto, cara giusy, l’ho ” pescata ” in rete. mi riprometto di farti conoscere i miei concittadini verdurai a breve! 😀

  2. Rocco R. 5 luglio 2011 / 22:04

    Secondo me verrano “sostituiti” da anziani con tablet e similia.

  3. siignoraingiallo 6 luglio 2011 / 00:01

    Qui da noi non c’è questa usanza, ne abbiamo un’altra che ha attecchito nelle generazioni a seguire, io sono la generazione di mezzo e osservo che il “virus” si è già esteso ai nipoti.
    Si tratta del “baratto”. Chi ha eccedenze dell’orto o prodotti genuini garantiti (uova, marmellate casalinghe, piatti della cucina bergamasca e altro ancora..) li scambia o ne fa dono a qualcuno che prontamente ricambia con la stessa generosità.
    Un po perchè è bello, un po perchè è buono…credo che la giostra continuerà a girare ancora per un altro pò 🙂

    • mizaar 6 luglio 2011 / 20:28

      sai che è una bella iniziativa? da noi c’è sempre una specie di reticenza ad accettare qualcosa in cambio di altro. semmai regaliamo, ma non barattiamo 😀

  4. ariel 6 luglio 2011 / 00:03

    si usa anche dalle mie parti…usci panchine limitrofe diventano sinedri di vecchiette sopratutto ….chiaccherine pensose e curiose….io da ragazza mi fermavo nei miei giri da vagabonda per un saluto una caramella….ehhh gia’…bei tempi ..ora son sempre meno purtroppo…..

    • mizaar 6 luglio 2011 / 20:30

      a torino?!? però ariel, un saluto, una caramella non negarteli! 🙂

  5. silykot 6 luglio 2011 / 09:06

    Mi hai fatto ripensare a Terlizzi e al pianterreno di mia nonna, con quel marciapiedi stretto stretto dove, non so come, lei riusciva a far stare la sua sedia. Ed era una sedia più bassa delle altre della cucina…. era la sedia “per fuori”!
    🙂

    • mizaar 6 luglio 2011 / 20:33

      e sai perchè era più bassa? – spesso si facevano tagliare le gamba alla sedie di proposito – quando la sedia è messa sotto al marciapiedi, se non c’è posto sopra, i piedi vengono sistemati con comodo sullo stesso, e le gambe risultano a 90 gradi, una posizione comodissima per trascorrere qualche ora seduta e non stancarsi! 🙂
      terlizzi, come sai, non è distantissima da qui! 😀

  6. unpodimondo 6 luglio 2011 / 12:42

    Dalle mie parti gli anziani con le seggioline sulle strade sono scomparsi alla fine degli anni ’70 e con loro anche i contadini che ti vendevano le eccedenze del loro orto…

    Mi ha invece colpito una notizia che ho appreso da una mia amica originaria di Ischia: secondo il suo racconto ad Ischia gli anziani che vendono il kg di frutta o il cesto di insalata dell’orto vengono regolarmente multati dai vigili urbani…

    A questo punto meglio il baratto! In effetti basta vedere il successo di zerorelativo.it!

    • mizaar 6 luglio 2011 / 20:37

      qui, per fortuna non sono ancora arrivati a multare i vecchini, ma l’altro giorno c’era un vigile che stava multando un venditore ambulante marocchino. lo fanno, le multe, quando c’è qualcuno che denuncia la persona che commercia, altrimenti lasciano correre. nel caso del venditore marocchino era nei pressi di un supermercato e la multa probabilmente non è stata casuale!

  7. Lilla ... 6 luglio 2011 / 12:45

    Quest’anno ad Ischia abbiamo conosciuto una signorina di 79 anni che girava sulla spiaggia con un cesto di vimini su un braccio ed un secchio di plastica sull’altro, con sacchetti di plastica su una spalla e bilancia sull’altra … Cristina, questo e’ il suo nome, vende limoni e arance da quando aveva 6 anni e, la cesta di vimini (che contiene fino ad 8 kg), l’accompagna da allora … Se la fece fare proprio per questa ‘attività’ e la pago’ in due rate!! Una donna, una storia, un personaggio stupendi! 🙂

    • mizaar 6 luglio 2011 / 20:38

      da scriverci una storia! che belle queste donne del nostro sud 😀

  8. kalissa2010 6 luglio 2011 / 20:30

    Quanto altro durerà?
    Lo spazio di un respiro.
    Quello dei due dignitosi anziani.
    A meno che, qualche giovane non raccolga la tradizione, reinventandola, come sta succedendo qui.
    Ma, ovviamente, non sarà mai la stessa cosa.

    • mizaar 6 luglio 2011 / 20:41

      è vero, kali, non sarà lo stesso. perchè i giovani che usano questo tipo di commercio lo fanno per ripiego e comunque vogliono guadagnarci quello che vale la loro fatica. questi anziani lo fanno perchè i frutti non vadano sprecati, anche se si tratta di poco. il punto di partenza è diverso così come quello d’arrivo. è senz’altro un’altra generazione.

  9. fab 6 luglio 2011 / 22:44

    nelle sere d’estate, sui marciapiedi ci sono ancora piccoli gruppetti di vicini che, scendono le sedie da casa e passano il tempo chiacchierando tra loro ..spaccati di un tempo che forse tra poco non sarà più…o forse…chissà..

    • mizaar 7 luglio 2011 / 19:09

      è un trascinare il tempo che non so per quanto ancora avrà possibilità d’essere. se ci sono loro è segno che la città vive. è triste vedere i locali, nelle strade della città vecchia, adattati a mille bar, piuttosto che a mille abitazioni.

  10. Cle 7 luglio 2011 / 07:53

    Che bello questo post!
    e quanti ricordi del mio paesello!
    Anche a Bari qualchuno indugiava a sedersi per strada, ma erano davvero rari, un po’ perché è un’abitudine “tipica” di chi non vive in condominio, un po’ perché il traffico, le auto in circolo, quelle parcheggiate e la ristrettezza dei marciapiedi non lo consentono!
    Però anche a Bari ho sempre provato simpatia per quei vecchietti che nonostante tutto lo facevano, anche se bloccavano il traffico!
    Qui a Triggiano, dovev vivo ora, scopro con piacere che si fa ancora, e anche al mattino qualcuno a vendere i sui frutti c’è sempre.
    E’ anche l’immagine di una vita in cui bastavano poche cose, in cui non ci si vergognava a passare la serata in famiglia e a casa, non ci si vergognava a racimolare qualche soldo e a mostrare di averne bisogno.
    Grazie per questi bei ricordi!

    • mizaar 7 luglio 2011 / 19:11

      grazie a te, cle! 🙂
      sei a triggiano?!? quindi abbastanza vicina da qui! chissà perchè ti facevo a taranto 🙂

      • Cle 9 luglio 2011 / 12:48

        😉 vivo a Triggiano da un anno ma sono della provincia di Taranto, di san marzano! 🙂

  11. paperi si nasce 8 luglio 2011 / 23:17

    Quante immagini e quanti ricordi… E la consapevolezza che le mie figlie a malapena hanno intravisto qualcosa del genere, e le generazioni successive neanche sapranno cosa sono!

    • mizaar 9 luglio 2011 / 09:07

      per questo ne ho scritto. spero di poter fare loro delle foto…

  12. Maggie May...be 10 luglio 2011 / 12:14

    Davanti al palazzo dove vivo ci sono alcune sedie da giardino e la sera quando io rientro dal lavoro trovo le signore sedute lì a chiacchierare e a badare i bambini che giocano nel cortile. E mi piace molto.

    • mizaar 11 luglio 2011 / 20:13

      fermati anche tu, qualche volta. sentirai quante storie e come ti vorranno bene! 😀

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