Il prete bello

Siamo in una società di grandi estremi. Da una parte si tollerano e si favoriscono comportamenti molto volgari, qualsiasi tipo di arroganza verbale, atteggiamenti egocentrici e di nessuna tolleranza, una furbizia portata al parossismo. Dall’altra, la chiesa cattolica in netta controtendenza rispetto a quello che era stato il messaggio del Concilio Vaticano II, si chiude al mondo, rispolverando questioni teologiche che poco hanno a che vedere con quello che stiamo vivendo giorno per giorno. Appare un qualche spiraglio nelle parole del Papa, quando si dichiara costernato e pregante, per una o l’altra causa o problema, o evento terreno e/o divino – dipende da come ci si approccia alle questioni. Questa è una chiesa che non apprezzo;  è quella che vive gli insegnamenti del Cristo solo nelle parole, senza che seguano i fatti. Non sempre però tutti i figli della chiesa vanno per la via segnata dall’ufficialità. In fondo Gesù stesso scantonava dalle istituzionalizzazioni prediligendo la compagnia non degli altri Rabbi, ma di un’accozzaglia di gente umile, di prostitute, di migranti. Qualcuno che crede ancora ai Vangeli in senso pieno, e li applica, c’è: Don Andrea Gallo della Comunità di San Benedetto al Porto a Genova. Ascoltarlo parlare con l’enfasi mai sopita del giovane pieno di energia, lui che di anni ne ha ottantatrè, ascoltarlo mentre cita il sempre beneamato Don Lorenzo Milani, mentre cita Antonio Gramsci, mentre parla parla parla, senza fine, di come si dovrebbe vivere il sacerdozio, di come il sacerdote – il presbitero, come preferisce essere chiamato – si debba prodigare per gli altri e non assistere dall’alto di una cattedra, ti fa riconciliare con la chiesa. E, alla fine, vederlo andare via mentre sventola una lunga striscia rossa, con il sorriso e la consapevolezza di avere tanti domani ancora da vivere come Don Gallo, commuove. E’ lui il prete bello.


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16 thoughts on “Il prete bello

    • mizaar 4 aprile 2011 / 21:00

      per nostra fortuna, fab, ci sono! 🙂
      ho letto ogni intervento di quelli che tu mi hai indicato. ce ne fossero di più presbiteri così, non asserviti, con lo scopo preciso per cui hanno avuto la vocazione di farsi ordinare sacerdoti!

  1. Maggie May...be 4 aprile 2011 / 20:46

    Questo me lo sono perso, venerdì ero a fare il tifo per i miei amici a una gara di ballo, ma ho l’impresisone che noi due guardiamo gli stessi programmi in tivù 🙂

    Andrò a vedermi il video, anche se dubito che le parole di una brava persona mi possano riconciliare con la Chiesa. Però mi fa piacere sapere che in tivù non vanno solo ragazze siliconate con un Q.I. inferiore alla taglia del loro reggiseno ma anche persone che hanno qualcosa da dire e sanno come dirlo.

    • mizaar 4 aprile 2011 / 21:07

      solitamente nei programmi che entrambe vediamo, di siliconate e teste vuote ne passano pochine e sempre sono sollecitate a riflettere e non solo a dare aria al silicone! non mi interessa il rapporto con la chiesa, ma solo con questa chiesa! 🙂

  2. micmonta 4 aprile 2011 / 21:47

    Certo che ci sono, solo che li tengono ben nascosti 🙂
    Guai a mettere una persona che segua la volontà di Gesù ai vertici della Chiesa !

    Anche io ne conosco uno, fa 80 anni quest’anno. Da giovane, pensa un po’, fu pure scomunicato e poi “punito” con un cambio di parrocchia per le sue idee troppo liberali. Dalla città fu trasferito su un paese di collina dove da allora e tuttora, tutti i suoi fedeli si trasferiscono in massa tutte le domeniche svuotando la città (tiè !), e dove ha ri-costruito negli anni una comunità dove la gente è davvero molto legata fra di loro e fa tante attività sociali. Li ho conosciuti 4 anni fa e ne sono davvero rimasto colpito.
    Tuttoggi, quello che guadagna lo spende tutto nella parrocchia, ed il valore dei soldi guadagnati lo ha ben conosciuto da giovane: faceva l’operaio !

    • mizaar 5 aprile 2011 / 17:16

      un sacerdote che ha seguito le orme di don milani! in toscana, dove vive ancora una tradizione operaia e di sinistra, di persone così ce n’è tante. qui in puglia c’è stato don tonino bello, ma con poco seguito, ti assicuro.

  3. unpodimondo 4 aprile 2011 / 22:22

    L’intervista l’ho vista anch’io ed è riconciliante con la Chiesa. Don Gallo lo seguo da tempo come seguo Alex Zanotelli, il nostro Don Santoro del quartiere delle Piagge di Firenze e come in passato ho seguito altri preti di frontiera (Don Milani, L’Abbé Pierre e Ernesto Balducci). E’ questa la Chiesa che mi piace e che non ha niente a che vedere col Vaticano (che è tutta un’altra cosa).
    Diceva Frei Betto quando veniva in Italia a parlare della Teologia della Liberazione: “voi siete molto vicini al Papa, mentre noi in America Latina siamo molto vicini a Dio.”

    • mizaar 5 aprile 2011 / 17:18

      quando più si è lontani dalle istituzioni meglio si comprende il divino!

  4. micmonta 4 aprile 2011 / 22:57

    A proposito di preti et simili… chissà cosa ne pensa Don Gallo di De Mattei, che oggi ne ha sparata un’altra delle sue… mi son divertito a scriverne un po’…

    • mizaar 5 aprile 2011 / 17:19

      non ne ho sentito. vengo a leggerti!

    • mizaar 5 aprile 2011 / 17:20

      sì, per fortuna qualcuno che ci aiuta a credere davvero! 🙂

  5. gabrybabelle 6 aprile 2011 / 21:25

    🙂 😛

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