Quanto saremo obbedienti il 17 marzo?

Parte da ” Prossima fermata Italia ” e viene veicolata da Stefano Catone una proposta che trovo davvero bella:

Il 17 marzo va celebrato, certo, ma la giornata di festa avrà senso solo se sarà una giornata dedicata ai cittadini italiani, alle loro istituzioni, al loro desiderio di ritrovarsi in un Paese finalmente orgoglioso di se stesso. Una giornata dedicata non tanto ai 150 anni precedenti, quanto ai prossimi, quelli che ci attendono.

Il civismo, allora, deve essere protagonista. Non la spinta ad indignarsi, per la quale siamo perennemente mobilitati, a sinistra ma anche a destra, ogni giorno dell’anno. Nessuno escluso.

La vera novità è l’obbedienza civile: in un paese di disobbedienti cronici, di scalcinati secessionisti, di furbetti e anche, purtroppo, di mafiosi… L’Italia è uno straordinario contenitore di occasioni e potenzialità che ancora aspettano di essere interpretate e rappresentate: se si rompe il contenitore, andranno definitivamente disperse.

Il giorno della rivoluzione civica è proprio quel 17 marzo che celebra il 150° anniversario di un Paese, che ha 150 anni, appunto, ma non sembra ‘sentirli’.

L’appuntamento va celebrato con mille azioni da segnalare e da condividere, da mettere in pratica nelle città e nelle province italiane. A cominciare dalla richiesta di uno scontrino che non si rilascia mai, dalla visita a un museo dimenticato, fino al taglio di uno spreco, alla denuncia di una situazione di degrado, alla regolarizzazione di alcune situazioni di precariato che forse potrebbero essere sanate, pensando alla patria e ai suoi figli, soprattutto.

Facciamo insieme qualcosa che riporti tutte le nostre priorità ad un unico comune denominatore: l’obbedienza civile in azioni collettive e ( forse ) rivoluzionarie.


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13 thoughts on “Quanto saremo obbedienti il 17 marzo?

  1. Farnocchia 12 marzo 2011 / 13:31

    Dalle iniziative che ho letto in giro ho come la sensazione che si è puntato troppo nel rispolverare e guardare al passato piuttosto che mettere il cittadino di oggi la centro. Lo so che bisogna conoscere il passato per capire il presenta ma oggi come oggi penso che bisognerebbe lavorare molto più su quello che siamo per costruire un futuro migliore.

    ps: tanto per far capire il senso del 17 marzo..è festa ma ai lavoratori vale come giorno di ferie, quindi non verranno retribuiti. Mio padre sta pensando seriamente di andare comunque al lavoro e timbrare!ahahah

    • mizaar 12 marzo 2011 / 18:49

      penso che sia anche questa una forma di obbedienza civile, avere rispetto per se stessi lavorando. ho letto sul blog di unpodimondo la questione della festa a livello sindacale e politico. le solite magagne fatte, probabilmente, per salvare capre e cavoli. a questo punto non so neppure come sarà ” valutata ” per noi docenti a scuola. festività soppressa? giorno di ferie? boh…

  2. Charlie68g 12 marzo 2011 / 14:11

    io il 17 lavorerò, mentre i miei colleghi saranno tutti in ferie 😦
    Ma lavorerò con dentro di me il pensiero di sentirmi orgoglioso di essere italiano 🙂

    • mizaar 12 marzo 2011 / 18:52

      e noi penseremo tutti a charlie italiano che sta lavorando come tanti altri! 😀
      ma poi considera che tante altre italiane, come me, continueranno a fare quel doppio lavoro che fanno d’abitudine, la casalinga, come per i rimanenti giorni dell’anno. cambiando l’ordine delle feste il risultato non cambia! 😀

      • Charlie68g 13 marzo 2011 / 00:08

        sono casalingo pure io
        ma quando esci di casa alla mattina alle sette e rientri alle nove di sera, hai ben poca voglia di fare 😦

  3. ariel 12 marzo 2011 / 17:19

    qui a Torino e’un delirio….faro’ala mia parte !!!^_^

    • mizaar 12 marzo 2011 / 18:53

      sventola un po’ di bandiere anche per noi, ragazza! 😀
      però dev’essere un bel vedere torino sventolante!

  4. fab 13 marzo 2011 / 10:09

    Mi piace questa idea.
    Io sono fiera del mio Paese, dei miei connazionali.. i politici, tutti, non facciamo più eccezioni perchè non ne meritano, vanno spediti al Polo per dar veramente il passo al nuovo.

    • mizaar 16 marzo 2011 / 20:05

      stamattina al supermercato, una signora chiede al ragazzo del banco gastronomia di metterle da parte un qualcosa per domani. quello le risponde che domani è festa. la signora ribadisce che allora passa nel pomeriggio di domani a prendere ciò che le serve. il tipo, con pazienza, le ridice che il giorno dopo è festa e il negozio è chiuso per tutta la giornata. la signora cade dalle nuvole tricolori e chiede di che festa si tratta. intervengo dicendole che è festa nazionale, e le spiego che è 150 anni che l’italia è così come la vive lei (!!!! ) unita! ah, il commento. anche questa è italia. ma la signora, ce la dobbiamo tenere o la mandiamo al polo con i politici?

  5. laura 15 marzo 2011 / 13:35

    mi sono chiesta cosa posso fare.vediamo:
    non getto lo scontrino per terra,non parcheggio in zone vietate, faccio(con grande sacrificio, la raccolta differenziata(a casa e sul lavoro raccogliendo i proventi della società responsabile della raccolta per una società di beneficenza) sono un cittadino modello? no! come me tanti! e allora rialzati italia ed esporrò il tricolote al balcone!

    • mizaar 16 marzo 2011 / 20:07

      faccio come te laura, e sto in piedi da tanto tempo! e ho anche il tricolore al mio balcone! 😀 ciao cittadina italiana!!

  6. paperi si nasce 20 marzo 2011 / 15:29

    Gente, ma lo sapete che era un bel po’ che non dicevamo e leggevamo queste parole… “fiero”, “orgoglioso”, “cittadino”, “patria”, addirittura “patriota” e “patriottismo”…
    Speriamo di non dimenticarle di nuovo domani… all’italiana!

    • mizaar 21 marzo 2011 / 17:05

      guarda che la bandiera è sempre al mio balcone! 😀

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