Ultimi elenchi

Pensavo ieri sera, mentre i ragazzi della scuola d’arte drammatica ” Paolo Grassi ” di Milano elencavano le cose di cui siamo fatti, pensavo ai nomi detti e alle immagini che scorrevano. Pensavo al ricordo che ogni persona elencata portava dentro di me, pensavo a quelle caratteristiche descritte in breve, come l’attimo colto da una macchina fotografica, e annuivo nel ricordo e mi dicevo, quante belle persone sono passate, di quante belle teste può gloriarsi quest’Italia senza ricordi e senza memoria. Pensavo poi a Mario Monicelli che a novantacinque anni ha potuto e voluto scegliere, con la sua intelligenza, la lucidità di una persona che sa quello che succede, il momento per volare via, gesto estremo, privo di coraggio, fatto di consapevolezza, chè il coraggio ci va, invece, a vivere attaccati ad una medicina. Anche lui nell’elenco di quelle belle persone che sono passate e che voglio ricordare.

 

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13 thoughts on “Ultimi elenchi

  1. Sonja A. 30 novembre 2010 / 20:51

    Da bravo regista anche della propria vita l’ultimo coup de théâtre, il grande Monicelli l’ha riservato per sé.
    Rimane il ricordo di un grandissimo personaggio che ha firmato alcuni dei miei films del cuore.
    Non credo ci sarà qualcuno in grado di raccoglierne la pesante eredità, in tutta la sua interezza.

  2. Susanna 30 novembre 2010 / 20:57

    Bè sono pochi quelli in grado di morire in modo originale a 95 anni. Mario Monicelli se n’è andato via con uno sberleffo alla morte, castrata dall’impossibilità di falciarlo a suo piacimento.

  3. mizaar 30 novembre 2010 / 21:01

    a distanza di anni si possono valutare i momenti storici e coloro che hanno fatto le vicende dei nostri tempi, adesso immagino sia prematuro. siamo troppo coinvolti nella critica ad un sistema per valutarlo nella giusta misura. come si dice ? ” ai posteri l’ardua sentenza “. tuttavia coloro che, come monicelli, sono stati maestri di un genere così particolare come la commedia all’italiana, non possono ritornare. perchè sono diversi i tempi sociali in cui si sviluppò quel tipo di cinema, diverse le persone e le menti. altri tempi, altra gente di sicuro.

    • Dream 30 novembre 2010 / 21:16

      credo sia riduttivo tutto quello che potremmo qui dire a proposito di Monicelli, così come lo sarebbe se dovessimo disquisire proprio su tutte le persone citate ieri sera nell’elenco dei ragazzi del Paolo Grassi.
      Io preferisco non pensare a lui per il modo in cui se ne è andato, che come direbbe lui ‘sono solo fatti suoi’, ma per il modo in cui è vissuto.
      Non ultima quella sua intervista andata in onda nel mezzo della discussa trasmissione di Santoro nella quale con estremo realismo ha fotografato il presente e soprattutto l’incapacità effettiva di molti di volerlo cambiare.
      Grazie per aver trovato il coraggio di dirlo in faccia a tutti.

      ps. credo che anche tu, come me, abbia fatto la ‘spunta’ delle persone… non ce ne siamo perse nemmeno una! :-S

      • fab 30 novembre 2010 / 21:27

        condivido il pensiero di Ross (almeno fino a prima del post scritum che non ho compreso)

      • mizaar 1 dicembre 2010 / 20:40

        fab non ha capito l’ultima parte, ross, ma io sì! 🙂
        aver ascoltato quell’elenco, cara fab, e aver ” riconosciuto ” tutti coloro che di quell’elenco facevano parte fa parte della nostra bella età, del nostro vissuto. e ti dirò ross, non mi è dispiaciuto neanche un po’ aver avuto la possibilità di ricordare la fascia di anna maria ortese, gli occhiali da sole di pasolini, la pipa di lama, il sorriso di berlinguer…

  4. Lilla ... 30 novembre 2010 / 21:49

    un personaggio unico e irripetibile …

  5. mizaar 1 dicembre 2010 / 20:42

    grazie giusy, ce n’erano tante ma quella coperta rossa mi ha colpito in modo particolare. sembra quasi una protezione, un guscio, una casa, per il suo ultimo viaggio

  6. mizaar 1 dicembre 2010 / 20:50

    così la morte privatissima di questa bella persona, la scelta privatissima di non esserci più, sono diventate motivo di strumentalizzazioni – le ennesime! – in quel contesto di avvoltoi che è diventato il parlamento italiano. tutti vi si sono buttati a capofitto, chi da una parte chi dall’altra per estrinsecare il proprio pensiero, la propria bandiera, il proprio osceno esibizionismo. non è più lecito morire, meno che mai vivere decentemente. le scelte di vita e di morte le deve decidere un ignorante qualsiasi, che pontifica dall’alto della sua ottusità incrollabile cosa è meglio per tutti noi. e basta con queste pagliacciate!

  7. duhangst 2 dicembre 2010 / 11:08

    E’ piaciuto anche a me qull’elenco, moltissimo così come la citazione al Tiziano Terzani.

    • mizaar 2 dicembre 2010 / 17:42

      ho conosciuto terzani leggendo ” l’ultimo giro di giostra “. poi ho letto tutti gli altri suoi libri. che persona bella ed intelligente era! 😀

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