Petali di rosa

Il petalo di rosa, metafora del clitoride mutilato e segno di speranza per un futuro in cui nessuna bambina, ragazza e donna dovrà più subire mutilazioni dei genitali, è il simbolo della campagna END FGM che AIDOS, Associazione italiana donne per lo sviluppo, e Amnesty International Sezione Italiana condurranno in occasione dei 16 giorni di mobilitazione sulla violenza contro le donne, tra il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, e il 10 dicembre 2010, Giornata internazionale dei diritti umani.

 

END FGM è una campagna europea promossa da Amnesty International Irlanda e realizzata in collaborazione con organizzazioni non governative di 13 paesi dell’Unione europea. La campagna punta a raccogliere 8000 firme al giorno, tante quante sono le bambine che in media rischiano di subire mutilazioni dei genitali femminili nel mondo, pari a 3 milioni l’anno, per chiamare la Commissione e il Parlamento europeo a definire una strategia complessiva sulle mutilazioni dei genitali femminili (Mgf).

Sono 130 milioni nel mondo le donne che hanno subito Mgf. Tale pratica tradizionale, diffusa in 28 paesi dell’Africa subsahariana e in alcuni paesi asiatici e del Medio Oriente, riguarda anche all’incirca 500.000 donne e ragazze oggi residenti in Europa. Si stima che siano 180.000 le bambine residenti in Europa che rischiano di subire la pratica.

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8 thoughts on “Petali di rosa

  1. lucianaele 26 novembre 2010 / 08:39

    Finalmente ti ho ritrovata!!!!!
    Buona giornata e un abbraccio,
    Luciana.

    • mizaar 26 novembre 2010 / 18:45

      luciana, bentrovata! anche tu hai saltato il fosso? 🙂

    • mizaar 26 novembre 2010 / 18:44

      naturalmente anch’io! 😀

  2. parolesenzasuono 26 novembre 2010 / 13:59

    ti dico solo che la mai tesi di laurea era intitolata “Aspetti del mutamento social ein Algeria: il ruolo della donna” e lì, tra le altre cose, toccavo il tema del peso della tradizione sulla sessualità delel donne—

    • mizaar 26 novembre 2010 / 18:44

      la mai tesi di laurea? ahi ahi, racconta…

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