Nella buona e nella cattiva sorte

Tutti i matrimoni nascono sotto l’auspicio di una unione che debba valere e rinsaldarsi ” nella buona e nella cattiva sorte “. Vale anche per i due protagonisti del film ” Una sconfinata giovinezza “.  Lino e Chicca, due persone mature nell’aspetto e nei sentimenti, si trovano a dover fare i conti con la cattiva sorte che tocca a lui, giornalista sportivo, affetto da una demenza precoce devastante. Lei gli resterà accanto, così come si fa con i propri figli, con il compagno che ci assomiglia.

E’ un film quieto e straziante, quest’ultimo di Pupi Avati. Tocca dentro e fa pensare. Ti dice quanto l’essere al mondo ti può esporre a qualsiasi tempesta, alla quale non puoi sottrarti se il tuo cuore è abitato dall’affetto. Bravi i protagonisti, odiosi i parenti di lei.

( Appunto personale: lei, Francesca Neri, nel film è una docente di filologia romanza. Moltissimi anni fa m’ero fissata con l’idea che, se mi fossi iscritta all’università, avrei studiato filologia romanza. Ora capisco che una tale scelta è praticabile solo in una realtà fittizia. Quante possibilità di campare dà la filologia romanza? Però volete mettere la soddisfazione? Che cosa insegni? Filologia romanza!!! Ahhhhhhhhhhhhh )

Locandina Una sconfinata giovinezza

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21 thoughts on “Nella buona e nella cattiva sorte

  1. arielisolabella 11 ottobre 2010 / 10:38

    non andro’a vederlo…ho preferito “innocenti bugie” per un innocente evasione dai miei turbabenti scazzi e dintorni….il tema e’troppo …la quotidianita’mi offre continui spunti sul dolore della malattia ed il suo mefitico e tossico veleno…passo!!baciotti cara Virgy….^_^

    • mizaar 11 ottobre 2010 / 20:40

      in effetti, ariel, non è un film leggero. da riservarsi per tempi migliori!:-)

  2. Sonja A. 11 ottobre 2010 / 11:09

    Non è per me il momento più propizio per una simile proiezione, ma non voglio mancare se non altro, perchè sono sempre stata una grandissima fan di Fabrizio Bentivoglio e finora non me ne sono persa uno. Nel riso e nel pianto.
    Un abbraccissimo festaiolo, oggi per me è giorno di ferie il mio lunedì sarà domani 😉

      • Sonja A. 11 ottobre 2010 / 20:43

        Anche bono, direi… 😉

      • mizaar 11 ottobre 2010 / 20:46

        ah sì, sicuramente, anche se negli ultimi tempi s’è un po’ appesantito!

  3. parolesenzasuono 11 ottobre 2010 / 12:28

    “nella buona e cattiva sorte” è una formula di cui ci si dimentica spesso, presi come si è nelle mille faccende del quotidiano—

    mi ha fatto riflettere rileggere le parole in una intervista a Sandra Mondaini la quale affermava che sin da ragazza sognava la figura del “marito”—

    in effetti i costumi sono mutati così tato negli ultimi decenni—

    un tempo ci si sposava “per sempre”, si sapeva che nel bene e nel male quello/a sarebbe stato il compagno/a della vita—

    ora il precariato ha invaso anche la coppia e gli affetti più profondi—

    non a caso tempo fa leggere la frase “l’amore è eterno finchè dura” mi ha fatto riflettere—

    e non parlo di casi estremi come la malattia di cui parla la pellicola che citi—

    parlo del fatto che la coppia c’è sinchè si affrontano assieme le prove che la vita ci pone lungo il nostro percorso: i figli, la salute, il lavoro—

    penso che si sia passati da un eccesso all’altro, considerando oggi la separazione /divorzio una maniera pronta all’uso per non affrontare davvero i problemi di coppia (inevitabili)—

    certo, ogni caso è a sè, vero anche che forse dovremmo domandarci nuovamente cosa ci ha fatto scegliere di fare una promessa tanto importante, a volte—

    • silykot 11 ottobre 2010 / 14:41

      Bisogna considerare quanto, come e in che direzione cambiano, col passare del tempo, i due elementi di una coppia. A volte si prendono strade talmente differenti che diventa improponibile restare insieme; altre volte ci si accorge che non era proprio lui/lei quello che stavamo cercando e allora ci si dà una seconda possibilità.

      • mizaar 11 ottobre 2010 / 21:14

        sily, meno male che esistono le seconde possibilità altrimenti saremmo perduti!:-D

    • mizaar 11 ottobre 2010 / 21:09

      sergio, tu poni un altro problema che è quello della concezione di un rapporto di coppia più ” disinvolto ” rispetto a quello che si costruiva una volta.
      il fatto è che molto spesso, nei tempi andati, era la donna ad essere sottomessa in situazioni per lei spiacevoli – la dipendenza economica, l’accettare il tradimento del marito come un fatto inevitabile… le donne mantenevano in vita matrimoni falliti, perchè non potevano fare altrimenti, non potevano neppure cercare conforto nella famiglia d’origine, una donna divorziata allora equivaleva ad una poco di buono – la colpa era sempre delle donne! ora che molte donne sono emancipate hanno un peso e un ruolo differente all’interno della coppia, decidono se farsi ricattare sentimentalmente oppure se recidere un legame che si fa stretto. ma è vero anche che tutti abbiamo meno tolleranza a sopportare le peculiarità dell’altro, sicuramente dissimili da quelle che sono le nostre. tendiamo invariabilmente ad essere delusi in tempi brevi, se le aspettative che ci eravamo posti, non sono pienamente soddisfatte. è vero i figli cementificano un rapporto, ma non è sempre così. a volte sono loro a fare le spese di un fallimento d’amore. è tutto molto più complicato di quel che non si pensi, di sicuro anche tu convieni.
      il film partiva dal mostrare una coppia solida dell’amore vicendevole che si erano dati per anni, per arrivare all’estremo, a quella tragedia che tutto annienta. è l’espressione di un amore che è tale.

  4. Lilla ... 11 ottobre 2010 / 19:21

    credo che il punto sia Amore o non Amore … e non ‘matrimonio’ o ‘non matrimonio’ …
    si può rimanere accanto ad un compagno/a per tutta la Vita ed anche oltre … quando c’è l’Amore, quello vero, quello con la ‘A’ maiuscola … niente e nessuno lo può fermare … nemmeno la morte, figuriamoci la malattia … anzi, prendersi cura dell’altro, ce lo fa amare ancora di più … 🙂

    • mizaar 11 ottobre 2010 / 21:12

      lilla, su questo non ci piove!:-D
      ho usato una formula che stava bene in quel contesto, poichè quella del film è una coppia solida dal punto di vista affettivo e comunque sposata.
      non cambia nulla anche se il rapporto non è “santificato”. l’importante è che ci sia l’Amore!!:-D
      ( fortunato quell’uomo!! 😀 )

      • Lilla ... 11 ottobre 2010 / 21:43

        si cara, l’avevo capito … 🙂
        (… ;-))

  5. Sonja A. 11 ottobre 2010 / 20:48

    Eheheheh allora per associazione di…’maniglie’ ci si ricollega al post precedente 😉

    • mizaar 11 ottobre 2010 / 21:13

      sì sì è proprio così! però nel film non c’è neppure una scena osè! 😦

  6. fab 11 ottobre 2010 / 21:53

    Credo che nella vita di coppia conti l’amore, l’amicizia, la complicità, il rispetto..il resto viene da solo

    • mizaar 12 ottobre 2010 / 06:34

      fab, è quello che ci si augura sempre, in un rapporto… un miscuglio così, q.b. 🙂

  7. duhangst 12 ottobre 2010 / 08:38

    Infatti che cos’è filologia romanza? o_O

    • mizaar 12 ottobre 2010 / 17:23

      la filologia romanza, du’, è qualcosa che serve ad elevarti di qualche gradino più su rispetto ai comuni mortali! so di tentativi maldestri, da parte di un certo personaggio, di iscriversi all’università della terza età di roma, per intraprendere siffatti studi. il fine ultimo è quello di essere più alto di sarkò!:-D

  8. maumozio 12 ottobre 2010 / 18:10

    OT
    come metto il link per fare il collegamento che mi chiedi?

    • mizaar 12 ottobre 2010 / 18:31

      bacheca – widget – cerca una voce che va sotto il titolo di ” meta ” lì trovi il login

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