Cesare Pavese

 
Il 9 settembre 1908 nasce in un paesino delle Langhe, in provincia di Cuneo, Cesare Pavese, uno dei più importanti scrittori italiani del ‘900. Presto la famiglia si trasferisce a Torino, ma le colline del suo paese natale rimangono un elemento fondamentale nella narrativa di Pavese. Timido ed introverso, votato alla solitudine, studia prima presso i gesuiti e poi al liceo D’Azeglio, dove viene iniziato alla politica antifascista e dove conosce Leone Ginzburg e Norberto Bobbio. Dopo la laurea comincia una intensa attività di traduttore e di insegnate di lingua inglese, e pubblica le prime raccolte di poesie. Condannato a tre anni di confino per antifascismo, dopo la guerra riprende la sua attività letteraria con la casa editrice Einaudi. La casa in collina (1948) e La luna ed i falò (1949) sono le opere di narrativa che lo hanno reso famoso. Pavese è lontano da ogni rappresentazione realistica, la sua poetica è caratterizzata dalla necessità di focalizzare il fondo mitico ed irrazionale che è patrimonio di ogni individuo e che ne determina la personalità ed il destino. Nonostante i sucessi letterari l’angoscia lo assale. Si uccide in un albergo di Torino il 27 agosto 1950. Aveva solo 42 anni.
 
 
 
Se non avessi ascoltato per caso alla radio, nel settembre dei miei quattordici anni, una trasmissione che raccontava di Cesare Pavese, se non avessi poi letto, presa dalla curiosità per questo autore morto suicida ad agosto, in un albergo vicino alla stazione di una Torino resa deserta dal caldo e dalle ferie, tutto quello che riuscì a scrivere in vita, primo fra tutte le opere il suo bellissimo e pensato diaro, " Il mestiere di vivere ", se non avessi fatto questo, con qualche buona probabilità sarei stata una persona diversa.
Chè Pavese mi ha segnata come fanno certi maestri di vita, nella vita reale. Le parole percepite sono vere quanto le parole ascoltate, indicano strade, portano ad operare scelte.  
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12 thoughts on “Cesare Pavese

  1. ariel 9 settembre 2010 / 12:08

    ho letto tutto quello che di lui e’stato pubblicato…non sempre mi ha fatto bene ma penso…voglio credere di averlo capitoConsiglio le sue lettere ………..Lui e’tutto li’dentro.un bacio cara Virgy!

  2. Signora 9 settembre 2010 / 14:19

    Sicuramente ha avuto una grande influenza su menti fertili (e mi pecco di rientrarci), ma non solo lui. Vasta è la schiera di autori del neorealismo italiano che ci hanno messo di fronte alla realtà e ci hanno fatto crescere quasi di botto… per nominarne alcuni Fenoglio, Vittorini, Alvaro e Brancati. Ma credo che la nostra crescita accelerata sia stata un bene e mi dispiace tu non sai quanto che i ragazzi di oggi non abbiano simili maestri…

  3. Signora 9 settembre 2010 / 14:22

    anche se non è del tutto vero… anche oggi ci sono validi autori, è solo che i ragazzi di oggi hanno perso il vizio di leggere :-S

  4. Signora 9 settembre 2010 / 14:23

    ODIO WLS! E’ ASSODATO!

  5. fab 9 settembre 2010 / 15:18

    condivido Ross

  6. Virginia 9 settembre 2010 / 18:00

    i ragazzi d’oggi non leggono quello che noi si leggeva, o solo una minima parte legge i " classici " e gli altri si arrabattano con i vampiri.comunque sia, benvenuta lettura! perchè se uno inizia a leggere, anche sciocchezze, poi per curiosità dà mano a cose più toste.ross, vedo e leggo poche cose interessanti…i validi autori mi sembrano un po’ pochini – almeno tra le giovani leve!ariel, non sempre ha fatto bene anche a me!:-)

  7. sergio 10 settembre 2010 / 06:33

    di certo un autore non per tutti—"il mestiere di vivere" sarà eternemente contemporaneo perchè sebbene mutino i mezzi a disposizione dell’uomo permangono sempre le stesse domande sul senso del vivere—

  8. signoraIN 10 settembre 2010 / 13:13

    Rocco ha giusto quest’età…che dici gli faccio trovare Pavese tra i suoi libri di Fantasy???Ben ritrovata :-))

  9. mara 11 settembre 2010 / 12:57

    Vorrei spezzare una lancia a favore dei più giovani: dove se non a scuola dovrebbe essere instillato l’amore per la letteratura e quantomeno la conoscenza sommaria del più vasto numero di autori?Ed invece, tre anni su TUTTI i canti di Dante, e poi al massimo si arriva a Foscolo… i più fortunati a Pirandello!

  10. Virginia 14 settembre 2010 / 07:26

    mara, sono d’accordo solo in parte con te. quello che ho letto, gli autori che mi hanno incuriosita negli anni, non sono stati frutto di un indirizzo scolastico, ma scelte personali, curiosità mie.

  11. Virginia 14 settembre 2010 / 07:26

    fortunatamente ho avuto una prof di italiano, durante gli ultimi anni di scuola superiore, che per amore personale ci ha fatto studiare i " contemporanei ". devo ringraziare la sua intelligenza se montale, quasimodo, ungaretti, ma anche autori " minori " come brancati, hanno accompagnato le mie letture in quegli anni – in mancanza di soldi da spendere per i libri " in più ", leggevo " anche " i libri di scuola!!:-D

  12. Signora 14 settembre 2010 / 08:17

    e anche io come Virgy, ho avuto una prof che nel bienno ci faceva leggere Levi e Vittorini, e in quinta, quando tutti si sollazzavano (!?!?) col Paradiso dantesco, il nostro prof ci ‘dettava’ tutti gli Ossi di Seppia, xkè non avevamo alcun testo dove reperire almeno un paio di poesie di Montale :-S

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