Perchè, alla fine, siamo sempre noi donne a dover partorire, con la più antica maledizione del mondo a carico…

 
Quasi come un prolungamento dell’ultimo post, mi viene da fare qualche considerazione sull’aborto – dopo aver letto questo resoconto incredibile e doloroso.
Se una donna decide di abortire non lo fa mai a cuor leggero.
Se decide per un aborto perchè il bambino che porta in grembo è gravemente malformato, allora abortire non è una scelta possibilista – sì o no – ma diventa obbligatoria.
Non si mette al mondo un essere che non avrà vita, perchè quello che le persone gravemente disabili soffrono – e con loro i famigliari – sono cose incomprensibili per chi non le vive in prima persona.
Pontificare dall’alto di pulpiti dottrinali, opporsi per presunte crisi di coscienza è da delinquenti. Far sì che una donna si debba trovare di fronte i muri per fare quello che non si augurerebbe mai di fare, è da delinquenti.
Come nel post precedente gli uomini dovrebbero provare a partorire loro. Con dolore. Ad abortire. Con dolore.
 
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14 thoughts on “Perchè, alla fine, siamo sempre noi donne a dover partorire, con la più antica maledizione del mondo a carico…

  1. Lilla 14 aprile 2010 / 19:37

    che vergogna … che schifo … che tristezza …

  2. Paola 14 aprile 2010 / 19:38

    La vita è una questione di culo…ho preso una piccolissima frase del racconto che ho appena letto.oggi per me è stata l’ennesima giornata no. Ho chiuso la pratica delle carte. Quello che ho nel cuore me lo tengo per me, è mio, intimo, e nessuno, dico nessuno può lontanamente immaginare quello che si prova. E se mi avessero detto, con il bambino ancora dentro di me… Signora, l’amniocentesi è positiva, c’è qualcosa che non va, sarebbe stato comunque tremendo.Decisione difficile… partorire a 5 mesi non è una passeggiata, io a quasi 18 settimane ho rischiato di morire per un non distacco della placenta e molto altro. Come non è una passeggiata abortire con le tre pillole…In ogni caso, per noi donne è devastante…Nel profilo del mio blog da due anni ho questa frase di Oriana Fallaci…Esser donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai. Ecco. Che sia da monito a molti.un bacio a te…

  3. fab 14 aprile 2010 / 20:21

    se le leggi fossero fatte da persone pensanti, se le donne in parlamento fossero capaci di articolare pensieri costruttivi e non solo sgambettare e mostrare indumenti intimi…forse queste cose non accadrebbero.se noi fossimo capaci di rispettare noi stesse e di amarci..forse ci scrolleremo di dosso qualche dolore..non tutti, ma almeno qualcuno

  4. signoraIN 14 aprile 2010 / 21:02

    Ho sempre pensato fosse un’esperienza dura da affrontare, leggerne il racconto mi ha fatto condividere il dolore fisico e psicologico. Un esperienza che lascia ferite profonde, vissuta in un clima di isolamento e di ostilità diventa straziante.Difficile non sentirsi…più fortunate per non averla dovuta provare in prima persona.

  5. Signora 14 aprile 2010 / 21:23

    Se come dice il racconto, e ribadisce Paola, la vita è veramente una questione di culo, di fronte a queste testimonianze mi sento ultra fortunata (e le mie ‘misure’ lo dimostrano …)Resta il problema di fondo, che nel caso di questa legge 194, è ancora più amplificato: le donne in primis si disinteressano della politica. La politica vera, aulica nel suo termine se vogliamo, quella che vede i problemi e cerca di risolverli, indipendentemente dallo stato sociale, dalle bandiere di partito. Durante le ultime votazioni regionali ho incontrato al seggio un assessore donna dei nuovi ‘municipi’ cittadini che hanno sostituito le delegazioni cittadine. Una distinta signora, della mia età. Era una donna di sinistra, non saprei dire di che partito. Tra le varie cose, mi ha raccontato che non molto tempo fa ha tentato di fare una manifestazione proprio per la 194 ed ha cercato solidarietà e partecipazione negli altri assessori donne del Comune di Genova. Non l’ha avuta. Al contrario, un assessore donna del Pdl le ha chiesto ‘scusa, ma che cos’è questa legge 194?’.Credo che questo spieghi molte cose. A me personalmente dà la nausea e a volte, mi fa vergognare di essere una donna.

  6. ventodeldeserto 15 aprile 2010 / 07:43

    buongiorno, mi chiamo Ivana.ho seguito paola, mio contatto da tanto tempo,a lei sono molto legata, esprime sempre con molta chiarezza i suoi pensieri.Come del resto tutte le donne che son qui….Anche io penso che la vita spesso, troppo spesso, sia una questione di culo…Scegliere di abortire è sempre un tragico momento incancellabile, dove nessuno può avere diritto di replica.Non ci sono giudici ne giudicati…..Quello che mi lascia di stucco è ciò che scrive La Signora dei Sogni….che un assessore e Donna , non sappia cosa sia la legge 194…..ed è vero che tutto questo spiega molte cose….Scusa l’intrusione ….ma è stato un piacere leggerti…..la speranza che qualcosa cambi la porto con me.vento

  7. ariel 15 aprile 2010 / 08:27

    e’tremendo…

  8. Du 15 aprile 2010 / 08:53

    Non ci sono parole..

  9. Silykot 15 aprile 2010 / 09:43

    In che mondo viviamo, Virgy?

  10. Virginia 15 aprile 2010 / 16:44

    ho un ricordo preciso, netto, dei giorni in cui ero in ospedale per partorire il mio primo figlio. c’erano delle donne in attesa in una delle sale che affacciavano sul corridoio. io che aspettavo ansiosa il momento che sembrava non dovesse arrivare mai, camminavo e guardavo. chiesi ad una infermiera come mai fossero lì – nessun pancione, aria quasi colpevole, una mestizia tangibile… lei, quasi con disprezzo mi chiarì che erano lì per abortire… siamo noi donne le vere nemiche di noi stesse. sempre pronte a giudicare per non essere giudicate, sempre pronte a disprezzare la nostra stessa immagine, indifferenti che il mondo intorno sia volto al maschile ora più che mai, pronte ad essere usate e contente di esserlo… voi non immaginate quante volte mi dico di essere fortunata per avere avuto dei figli maschi! non perchè non desiderassi una figlia bella, da educare nel rispetto di se stessa, ma perchè non mi piace questo mondo dove si fatica ad essere donne intelligenti…

  11. Virginia 15 aprile 2010 / 16:45

    nessuna intrusione ivana, sei la benvenuta! quando vuoi noi tutte, noi che hai letto, siamo qui!:-DD

  12. Virginia 15 aprile 2010 / 16:46

    ross, perchè non l’hai menata?

  13. Signora 15 aprile 2010 / 18:26

    oh poverina no! non era lei da menare, ma quella del Pdl che non ho avuto il dis-piacere di conoscere :-)

  14. Sonja 20 aprile 2010 / 18:38

    Ciao cara, giungo in ritardo per ovvii motivi, ma anche qui purtroppo ho anch’io la mia testimonianza…Riprendo quel: "La vita è una questione di culo" guardando la foto del mio primogenito che a Settembre avrebbe compiuto 14 anni.La mia era stata una gravidanza invidiabile: mai una nausea, un capogiro, un fastidio.Ogni mese mi sottoponevo alle analisi di routine e alle visite di controllo: il bimbo cresceva bene, sano ed era pure bello vivacetto.Avevamo già preparato la cameretta con il lettino azzurro, tutto il corredino e ogni qualvolta mi capitava di passare davanti alla vetrina di qualche negozio di articolo x l’infanzia acquistavo giocattoli e ninnolini da mettere sulle mensole…Era il primo figlio, già le cose con mio marito iniziavano a non andare bene, ma io speravo che l’arrivo di quel fagottino avrebbe portato finalmente la gioia nella nostra casa, tanto l’avevo desiderato….Ero alla 38ma settimana e alle cinque della mattina di quel 24 Settembre di 14 anni fa, il mio piccolino aveva compiuto la ‘capriola’ e si era messo con la testolina in giù.Ricordo che mi ero svegliata di soprassalto x il gran ‘trambusto’ e ancora x un pò non smise di muoversi, ma d’altronde era il suo sport preferito tenermi sveglia…Quella mattina mi ero alzata e avevo sbrigato le solite incombenze domestiche per poi uscire a fare la spesa e al supermercato ho avvertito una fitta fortissima alla quale è seguita come una sensazione di ‘strappo’.A fatica sono rientrata a casa in preda alle prime contrazioni e ho chiesto al mio allora consorte di accompagnarmi in ospedale, xk non ero tranquilla.All’accettazione del pronto soccorso senza peraltro avermi visitata volevano mandarmi a casa, xk sostenevano che alla 38ma settimana poteva trattarsi di una banale addominalgia!Mi sono impuntata fino ad ottenere di poter salire al piano x effettuare almeno un monitoraggio e lì la situazione è immediatamente precipitata: non si avvertiva più il battito.Alchè mi hanno spostata nella sala adiacente x un ecografia, in seguito ancora al monitoraggio e nessuno mi diceva nulla, ho chiesto spiegazioni e il medico di guardia si è voltato rabbioso urlandomi in faccia:"Ma non l’ha ancora capito che è morto?".Da quel momento sono stata seguita in modo alquanto sommario senza un briciolo di umanità: mi hanno lasciata in una stanzetta provvisoria in balia delle contrazioni sempre più frequenti e dolorose senza dirmi assolutamente nulla finchè non ho rotto le acque che erano di un inquietante colore verde, e l’infermiera interpellata x darmi un minimo di assistenza pareva mi guardasse con moto di rimprovero, xk avevo bagnato il letto.Sempre lì mi sono stati fatti un prelievo e un cardiogramma, poi sono stata spostata in uno stanzino della sala travaglio, xk pareva che tutti i bimbi della provincia avessero deciso di nascere nello stesso giorno e purtroppo quando è giunto il mio momento (ho partorito spontaneamente) il dolore della consapevolezza di non poter mai stringere fra le braccia la mia creatura era più forte delle contrazioni, a ciò si è sommato il pessimo trattamento al quale sono stata sottoposta, avevo bisogno di conforto ed ho trovato tanta freddezza…si sa che bisognava fare in fretta, xk dopo di me ce n’erano delle altre e dovevo liberare la sala, il mio passaggio era stato una parentesi inutile in quella giornata così congestionata….Me ne sarei forse fatta una ragione di questa perdita se avesse avuto dei problemi, ma dopo l’autopsia sono stata liquidata con un: "Era solo il distacco della placenta, signora il bimbo è sanissimo, 3 kg e 100 gr di peso x 50 cm di lunghezza. Se la può consolare la casistica parla della percentuale di una donna su 1000, stavolta è capitato a lei. Riprovi, sarà più fortunata".In quel momento penso che avrei potuto uccidere…..

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