Tempo reale

 
Paese di terra terra di cani
Paese di terra e di polvere
Paese di pecore e pescecani
E fuoco sotto la cenere
Dentro le stanze del Potere l’Autorità
va a tavola con l’anarchia
Mentre il ritratto della Verità si sta squagliando
e la vernice va via
E il Pubblico spera che tutto ritorni com’era
che sia solo un fatto di tecnologia
E sotto gli occhi della Fraternità
la Libertà con un chiodo tortura la Democrazia

Paese di terra terra di fumo
paese di figli di donne di strada
E dove se rubi non muore nessuno
E dove il crimine paga
C’è un segno di gesso per terra
e la gente che sta a guardare
Qualcuno che accusa qualcuno
Però lo ha visto solamente passare
E nessuno ricorda la faccia del boia
è un ricordo spiacevole
E resta soltanto quel segno di gesso per terra
Però non c’è nessun colpevole

Paese di zucchero, terra di miele
Paese di terra di acqua e di grano
Paese di crescita in tempo reale
E piani urbanistici sotto al vulcano
Paese di ricchi e di esuberi
e tasse pagate dai poveri
E pane che cresce sugli alberi
e macchine in fila nel sole
Paese di banche, di treni di aerei di navi
che esplodono
Ancora in cerca d’autore
Paese di uomini tutti d’un pezzo
Che tutti hanno un prezzo
e niente c’ha valore

Paese di terra terra di sale
e valle senza più lacrime
Giardino d’Europa, stella e stivale
Papaveri e vipere e papere
dov’è finita la tua dolcezza famosa tanto tempo fa
E’ chiusa a chiave dentro la tristezza
dei buchi neri delle tue città
Chissà se davvero esisteva una volta o se era una favola
o se tornerà
E però se potessi rinascere ancora
Preferirei non rinascere qua

( Francesco De Gregori )
 
 
 
 

7 risposte a "Tempo reale"

  1. Signora 1 maggio 2008 / 09:11

    grande Francesco… a me piace ricordare la sua Viva l’Italia
     
    Viva l’Italia, l’Italia liberata, l’Italia del valzer, l’Italia del caffè. L’Italia derubata e colpita al cuore, viva l’Italia, l’Italia che non muore. Viva l’Italia, presa a tradimento, l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento, l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura, viva l’Italia, l’Italia che non ha paura. Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare, l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare, l’Italia metà giardino e metà galera, viva l’Italia, l’Italia tutta intera. Viva l’Italia, l’Italia che lavora, l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora, l’Italia metà dovere e metà fortuna, viva l’Italia, l’Italia sulla luna. Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre, l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre, l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l’Italia, l’Italia che resiste.

  2. Maggie 1 maggio 2008 / 11:01

    Credo che abbiamo molta affinità sui cantautori…
     
    La Signora dei sogni ti ha regalato Viva l’Italia, io ti regalo "Il 56":
     
    A guardare nei ricordi sembra ancora ieriche salivo su una sedia per guardare i trenida dietro alla finestra un cortile grande, un bambino, un bambino.
    Mio fratello che studiava lingue misteriosein ginocchio su una sedia coi capelli cortieravamo forse solo nel ’56, un bambino, un bambinoE tutto mi sembrava andasse bene, e tutto mi sembrava andasse benetra me e le mie parole, tra me e le mie parole, e la mia anima.Il Natale allora sì che era una festa veracominciavo ad aspettarlo quattro mesi primai regali mi duravano una settimana, un bambino, un bambino.Mi ricordo le fotografie dei carri armatiio passavo i pomeriggi a ritagliarlea incollarle sopra pezzi di cartone, un bambino, un bambinoE tutto mi sembrava andasse bene, e tutto mi sembrava andasse benetra me e le mie parole, tra me e le mie parole, e la mia anima.
    Buon Primo Maggio mia cara!

  3. Mauro 1 maggio 2008 / 11:31

    Terra distesa nel mare che in ogni canzone ci parli d’amore Terra di grano e di fiori, di sole, di vino, di spine e di allori Terra che resti nel cuore di chi per un sogno ti deve lasciare Ogni paese ha una festa, una banda che suona, una piazza, un caffè Terra di santi e poeti de’ troppi mafiosi e pochissimi preti Terra di mille stranieri che trovano amore e non partono più Terra rimasta ind’ ‘o core d’a ggente che parte pe’ terre luntane Ma in ogni posto del mondo dovunque tu vada, da solo non sei Sentirai una radio che suona lontana Canterà una vecchia canzone italiana Rivedrai un balcone affacciato sul mare Una canzone non chiede di più Ti porta dove vuoi tu Ma che cos’è una canzone è una storia che nasce da ogni emozione E ci accompagna la vita da quando si nasce a quando è finita Voce di popoli stanchi dà forza ad una idea che non muore più E in ogni casa del mondo arriva volando dipinta di blu Sentirai una radio che suona lontana Canterà una vecchia canzone italiana Rivedrai in un attimo il tuo primo amore Passano gli anni e la vita però Una canzone no Sentirai una vecchia canzone italiana Canterà da una radio che suona lontana Rivedrai un balcone affacciato sul mare Una canzone non chiede di più ti porta dove vuoi tu Passano gli anni e la vita però Una canzone no
     

  4. Mauro 1 maggio 2008 / 11:32

    eheheehehe

  5. M.G.F.gabrybabelle 1 maggio 2008 / 11:56

    Bellissima Virgy,l’avevo dimenticata,Buon I° maggio anche a te(bello essere in giro ed avere il modem portatile per rimanere sempre in contatto con il mondo web :-)
    Il lavoroI piccoli animalifanno tutti un mestiere:fanno il fabbro e l’artiere,son sarti e manovali.Il ragno tessitorerifabbrica la telache somiglia a una velasu un mare di splendore.La rana che si lisciaall’orlo del fossatosta in guardia dall’agguatoche le tende la biscia.Lo scarabeo al cantiererotola una pallina:così come camminasomiglia a un carrettiere.E, se senti uno scricchio,è un passo nel fogliame;se senti un falegnameche batte e pialla, è il picchio.C’è tutto un gran fervorec’è tutto un gran da fare:perché chi vuol mangiarebisogna che lavori.
    Giuseppe Porto
    quasi quasi me lo riporto su blogspot–>QUI<–
    T’ho letto su un blog dentro una testata giornlistica online,è possibile??
    un abbraccio gabrybabelle

  6. ludovico angelo 1 maggio 2008 / 16:05

    …MA A NOI PIACE PENSARLO ANCORA DIETRO AL MOTOREMENTRE FA CORRER VIA LA MACCHINA A VAPORE E CHE CI GIUNGA UN GIORNOANCORA LA NOTIZIA DI UNA LOCOMOTIVA , COME UNA COSA VIVA LANCIATA A BOMBA CONTRO L’INGIUSTIZIA …

  7. ariel 1 maggio 2008 / 17:58

    …io ti porto una giornata di sole…come tante…;-)…

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