Comune denominatore

            Respirando
            la polvere dell’auto che ti porta via,
            mi domando
            perché più ti allontani e più mi sento mia.
            Respirando
            il primo dei ricordi che veloce appare
            sto fumando
            mentre entri nel cervello e mi raggiungi il cuore.

            Proprio in fondo al cuore,
            senza pudore
            per cancellare
            anche il più antico amore.
            Respirandoti,
            io corro sulla strada senza più frenare,
            respirandoti,
            sorpasso sulla destra e vedo un gran bagliore
            Lontano una sirena e poi nessun rumore.
            Lasciarti è fra i dolori quel che fa più male.
            Fra tanta gente nera una cosa bella tu al funerale.

            Respirando
            pensieri un po’ nascosti mentre prendi il sole
            ti stai accorgendo
            "che un uomo vale un altro" sempre no, non vale.
            Respirando più forte
            ti avvicini al mare.
            Stai piangendo.
            Ti entro nel cervello e ti raggiungo il cuore.

            Proprio in fondo al cuore
            senza pudore
            per cancellare
            anche il più nuovo amore.
            Respirandomi
            ti vesti e sorridendo corri e poi sei fuori
            Respirandomi
            tu metti in moto l’auto e accarezzi i fiori
            Lontano una sirena e poi nessun rumore.
            Dolore e una gran gioia che addolcisce il male.
            Fra tanta gente nera una cosa bella tu a me uguale,
            tu a me uguale.

            Respirandoci,
            guardiamo le campagne che addormenta il sole.
            Respirandoci,
            le fresche valli, i boschi e le nascoste viole.
            le isole lontane, macchie verdi e il mare,
            i canti delle genti nuove all’imbrunire,
            i canti delle genti nuove all’imbrunire,
            i canti delle genti nuove all’imbrunire. ( Respirando – Mogol, Battisti )

lo lavoro al bar
d’un albergo a ore
porto su il caffè
a chi fa l’amore.
Vanno su e giù
coppie tutte eguali,
non le vedo più
manco con gli occhiali…
Ma sono rimasto là come un cretino
vedendo quei due arrivare un mattino:
puliti, educati, sembravano finti
sembravano proprio due santi dipinti !
M’ han chiesto una stanza
gli ho fatto vedere
la meno schifosa,
la numero tre !
E ho messo nel letto i lenzuoli più nuovi
poi, come San Pietro,
gli ho dato le chiavi
gli ho dato le chiavi di quel paradiso
e ho chiuso la stanza, sul loro sorriso !
lo lavoro al bar
di un albergo a ore
porto su il caffè a chi fa l’amore.
Vanno su e giù
coppie tutte eguali
non le vedo più
manco con gli occhiali !
Ma sono rimasto là come un cretino
aprendo la porta
in quel grigio mattino,
se n’erano andati,
in silenzio perfetto,
lasciando soltanto i due corpi nel letto .
Lo so, che non c’entro, però non è giusto,
morire a vent’anni e poi, proprio qui !
Me Ii hanno incartati nei bianchi lenzuoli
e l’ultimo viaggio l’ han fatto da soli:
né fiori né gente, soltanto un furgone,
ma là dove stanno, staranno benone !
lo lavoro al bar
d’un albergo ad ore
portò su il caffè
a chi fa l’amore…
lo sarò un cretino
ma chissà perché
non mi va di dare a nessuno
la chiave del tre ! ( Albergo ad ore – Paoli, Pagani )

Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accesi forse per noi lì
ed infine, in breve, la sua situazione uguale quasi a tanti nostri films:
come in un libro scritto male, lui s’ era ucciso per Natale,
ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio:
povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto… ( Incontro – Guccini )

SUICIDIO Nella sfera amorosa, il desiderio di suicidio è frequente: basta un niente per destarlo.

Al benchè mimimo dolore, io ho voglia di suicidarmi: quando lo si medita, il suicidio per amore non ha problemi di motivazione, non fà preferenze… non penso all’opprimente scenario, alle triviali conseguenze della morte: so a malapena come mi suiciderò. (R. Barthes)

 

5 risposte a "Comune denominatore"

  1. Lilla 13 giugno 2007 / 12:45

    uhmmmm …. mumble ….. mumble … (sto riflettendo!) …. e … non sono convinta che sia proprio così:
    SUICIDIO Nella sfera amorosa, il desiderio di suicidio è frequente: basta un niente per destarlo
    piuttosto credo sia più corretto dire che …
    OMICIDIO Nella sfera amorosa, il desiderio di omicidio è frequente: basta un niente per destarlo … anche solo un capello!
    ;-)))

  2. criticadellainragionevolepurezza 13 giugno 2007 / 15:49

    complimenti un very banalblog
    porta tutto da me sentirai che si resira altro che polvere

  3. Mauro 13 giugno 2007 / 20:46

    lo so che mi sono perso Trani….
    ma ricordo che praticamente dopo una telefonata allarmatissima di mio fratello sono dovuto scappare dalla Puglia, ero a Castel del Monte, per tornare a casa perché mia madre stava male…
    mi rifarò quanto prima!

  4. Federico 16 giugno 2007 / 14:38

    non avevo mai collegato che tre delle canzoni che amo di più si riferissero al suicidio… Mi devo preoccupare?
     
    Grazie per averle citate, comunque!
     
    F.

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