Sinonimi

Questi travagliatissimi anni saranno raccontati nei libri di storia tra qualche decennio; non invidio coloro che si ritroveranno a dover tirare le fila di una storia fatta e disfatta a tal modo. L’unico supporto potrebbe essere dato dal tempo che livella ogni cosa, ma la puzza di marcio, be’ quella è difficile da mandare via e l’olezzo mi sa tanto che rimarrà per sempre. Però era un’altra la considerazione che avevo in mente; prendete le parole che si usano ( e abusano ) dire: bancomat, ad esempio. Il bancomat, così come recita il dizionario finanziario, è un 

Sistema di sportelli automatici (ATM), di uso a livello nazionale e regolato da una convenzione interbancaria gestita dall’ABI (Cogeban). Esso consente ai portatori della carta Bancomat di prelevare contante presso qualsivoglia sportello automatico installato dalle banche aderenti al sistema…

Di fatto già adesso ci racconta invece, come sinonimo, di uomini scaltri, di politici corrotti, di soldi pubblici finiti nella gola profonda della politica. Oltre il danno, la beffa. Ogni volta che andrò ad uno sportello bancomat, mi verranno in mente Lusi, il Trota e compagnia bella. A sfogliare il dizionario dei sinonimi, tra poco, ci sarà da ammattire!

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Questo vento agita anche me

Il vento, trastullo dei poeti. Capaci di sortire, in suo onore, ogni specie di romanticheria – il vento che scompiglia i tuoi capelli mi agita l’anima; come le fronde degli alberi scomposte dal vento così i miei pensieri volano per raggiungerti; il vento asciuga le tue lacrime di ieri e ti regala un sorriso; muove il vento l’onda dei ricordi ed è mare in tempesta… basta, non me ne fate scrivere più che mi sta venendo la nausea! :-D Insomma, il vento. Di maestrale, oggi. Rinforzato. Con un calo della temperatura che da trenta – domenica - è passata a dieci di oggi. ( Durata poco l’estate, visto che è già autunno! :-( ) Insomma, il vento. Non lo sopporto, mi infastisce e mi agita come nella canzone! Altro che trastullo!

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Minnie è un travestito!

Qualche tempo fa, il figlio più grande ha casualmente chiesto lavoro in una ludoteca e quelli, con altrettanta casualità, hanno accettato che facesse un giro di prova. Da cosa è nata cosa e adesso si ritrova a fare il baby sitter, per un tempo limitato e per un limitato numero di giorni alla settimana. In questa ludoteca, come è oramai abitudine, sono soliti organizzare feste di compleanno prezzolate per i piccoli frequentatori. Nel servizio offrono, oltre le sale capienti e i giochi, anche la presenza di alcuni personaggi della Disney. Qualche sera fa i piccoli si sono trovati al cospetto di una Minnie, che più che Minnie pareva Hulk travestito. Manco a dirlo: era mio figlio che, indossati gli aderentissimi vestiti della topolina, nonchè il testone gigante e le ciabattine gialle, faceva la parte di. Però i bambini, invece che apprezzare sono apparsi lievemente spaventati: Minnie era alta un metro e 85, aveva muscoli niente male, e incombeva come un Golem sulle loro candide aspettative! :-)  Ad ogni suo incedere nugoli di piccini si levavano di corsa per andare a nascondersi nei più remoti anfratti; quando dal fondo della sala un maschietto si è avvicinato felice e, abbracciate le gambone di Minnie ha esclamato: Minnie, ti amo! Oh, la sindrome della Bella e della Bestia ha colpito ancora! :-D

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Un finanziamento – più o meno pubblico – e una sigaretta non si rifiutano mai a nessuno!

Ditemi di grazia perchè non si dovrebbe trovare il modo affinchè ” il manifesto ” possa continuare a raccontarci quelle verità scomodissime che gli altri giornali non dicono. Anche Lavitola è riuscito ad inchiostrare pagine inutili dell’ Avanti, per tantissimo tempo, grazie ai finanziamenti pubblici. Non fosse altro, chiuso ” il manifesto “, ditemi quale altro giornale potrà fornirci prime pagine così strepitose :-D

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ehi, ma’…

Mi avresti chiamata di sabato chiedendomi una dritta per il pranzo del giorno dopo. Lo facevi sempre e sempre sbuffavo disponendomi poi ad ascoltare, quello che comunque proponevi tu. Perchè il tuo dire spesso chiedeva delle conferme che in cuor tuo avevano già le risposte, ma era il tuo modo di condividere le ansie, l’insofferenza, il tuo modo di dirmi: Sei mia figlia e ti voglio bene così. Non passa sai, nonostante il tempo, la solitudine. Non si colma il vuoto grande che hai lasciato. Non sei andata in un mondo migliore, non sei andata a “ vivere ” altrove. La tua vita eravamo noi e nonostante tutto avresti voluto vivere in eterno per fare quello che ti mancava, quello che intraprendevi da combattente. Ci incontriamo spesso in sogno, ma non basta. Vorrei averti qui adesso, per ritornare a vedere il tuo sorriso misurato, accarezzare la tua testa piccola, di bambina. Mi manchi sempre, ma’…

( Auguri mamme, alle presenti, alle assenti, a quelle in nuce, a quelle tra poco… AUGURI!   :-D )

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Giunco e giunco fanno la scopa!

< ‘SSore’ > mi sento chiamare nel corridoio. Mi giro e vedo il signor G. e S. il suo collega, che sorridendo mi fanno cenno di fermarmi. Mado’ pure questi mi chiamano ‘ssore’, penso tra me e me medesima! :-( Mi fermo e mi accingo all’ascolto. Il signor G. sorridendo aggiunge, indicando se stesso e l’amico < Sciunk e sciunk fecn la scaup! > :-D Eh?!? Non ho capito una beneamata. Allora, sempre lui, mi chiarisce il concetto < Giunco e giunco fanno la scopa, si dice così di due persone che vanno d’accordo! > E in effetti i due collaborano spesso tra loro, cosa che non succede spesso tra bidelli! Anche la stazza dei due è uniformemente stabile tra il nano e la small. :-D Dall’alto del mio uno e sessanta ringrazio per il detto e G. aggiunge < Non si finisce mai di insegnare! > Dì tu! :-P

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Il sesso degli angeli – reloaded

Della complessità della preadolescenza te ne rendi conto solo quando la vivi giorno per giorno, non perchè sei una brufolosa fanciulla di pochi anni, bensì perchè ti ritrovi a vivere tra quelli che si affacciano alla vita sociale nel momento in cui ne parli. Quello che maggiormente ” impegna ” i preadolescenti – ce la mettono tutta e non si rendono conto neppure in che marasma vanno a buttarsi, ma tant’è! – è la sessualità – non parlo d’amore perchè ritengo siano troppo acerbi per un sentimento così pieno e complesso. Allora come i pollini scoppiano i brufoli e le pulsioni, gli ormoni impazziscono e via dicendo. Naturalmente non voglio esporvi un trattatello sulla preadolescenza, ma solo considerare qualcosa a cui non pensa mai nessuno e che comunque impegna il pensiero e le azioni delle persone coinvolte: la sessualità dei preadolescenti disabili.  Il desiderio di noi genitori è quello di fermare il tempo nel momento in cui i nostri figli cominciano a sbocciare: vorremmo evitare che un qualsiasi ” bruto ” faccia di nostra figlia una donna – un giunco che manifesta appetiti sessuali degni di Messalina non è propriamente quello che ci si aspetta dall’angelo tirato su a latte e biscotti! Non vorremmo mai che il soave bambino riccioluto,  spigato come un asparago proprio ieri, abbia tra i suoi siti preferiti un elenco interminabile di posticini con signorine slave capaci di svezzare qualsiasi caprettino in men che non si dica! Immaginate cosa non vorrebbero i genitori di ragazzi disabili, già terribilmente impegnati ad affrontare altre battaglie; si ritrovano tra capo e collo la preadolescenza con tutto il codazzo di problemi testè esposti. Però tra i ragazzi ” normodotati ” e gli altri la sessualità viene percepita sì, allo stesso modo, ma si manifesta con modalità differenti. Se dalla parte dei ” normali “ trovi una ritrosia che sconfina a volte nello sgarbo – figli ciarlieri fino a poco fa, che si chiudono a riccio e pare che non abbiano altro per la testa che la comunicazione coatta su feisbuk – da parte dei preadolescenti disabili c’è una consapevolezza disinibita del sesso, privi come sono delle remore che governano il nostro vivere ” perbene “. Allora ti capita di assistere, come ieri, alla primissima volta che la tua bimba di prima ha indossato il reggiseno. E che questo sicuramente le darà noia, così che in continuazione si ” aggiusta “. E non lo fa chiedendoti di andare in bagno, ma smanetta – e non poco – mentre leggo un brano. Sicchè devo continuamente riprenderla, perchè così si distrae. E poi vuole emulare la mia scollatura e tira la maglietta in modo che possa lasciarle scoperte quella parte che per lei costituisce l’uguaglianza, l’essere come le altre. Dovrò dirle che non si fa così, almeno non si fa in pubblico. Dovrò insinuare nella sua testolina il senso del peccato, brutta faccenda. Sulla sessualità dei disabili adulti ne avevo parlato tempo fa in questo postSi tratta pur sempre di sessualità applicata agli angeli.

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