Una delle Sostegno mi ha chiesto, stamani, il cognome del figlio – il ” piccino ” – che l’è capitato di conoscere durante l’ultimo convegno scuola famiglia. L’ho guardata stranita per la domanda, sicché lei si è affrettata a precisare che le serviva saperlo per via di sua figlia. Poi mi ha spiegato che il … Continua a leggere »
Archivi autore: mizaar
Dilemmi domenicali
E’ l’ambiente a fare la persona oppure è la persona che modifica l’ambiente per le proprie esigenze? Ci stavo pensando, poco fa, mentre preparavo la crema pasticciera. Mi dicevo: se avessi scelto di stare a Firenze, dopo gli studi, dove allora avresti desiderato vivere, come sarebbe andata la tua vita? Saresti stata in grado di … Continua a leggere »
A ferro e fuoco
In qualsiasi situazione sociale, tendenzialmente, cerchiamo di ricreare il microcosmo al quale, per indole e pensiero, siamo estremamente attaccati. E’ così anche quando siamo nel chiuso di un salotto al cospetto di un gruppo sociale ristretto dove a prevalere è il pensiero comune – o se il pensiero di solo uno fosse divergente faremmo di … Continua a leggere »
Equilibrio
La conduzione quotidiana del camion vita è sempre una questione che richiede grande perizia nella guida. Attrezzarsi alla bisogna è frutto di ponderati studi e sperticate sperimentazioni – se ti va bene! Mi chiedo: esiste una scuola dove perfezionare le abilità di guida? E se esiste, ci sarebbe la possibilità su richiesta, di avere un … Continua a leggere »
Petizioni
L’espressione del comune senso dell’orrore è data dal commento di ieri, fatto da mio padre, dove aver ascoltato in televisione della strage compiuta a Milano, dall’uomo di origine ghanese. Lui diceva: Come se non ce ne fosse a sufficienza. Con tutti i ” marocchini ” in giro, è normale che avvengano queste cose! Gli ho … Continua a leggere »
Rubriche
Succede che ti accorgi, quando cambi il telefono cellulare, di avere in rubrica tanti, troppi contatti. Per mia fortuna questo telefonino è di quelli intelligenti e prima che spostassi la Sim mi ha copiato nomi e numeri, ma non so per quale stranissimo mistero li ha raddoppiati. Sto scolmando ed eliminando, neanche fossi la Grande … Continua a leggere »
Genova
Avevo undici anni quell’estate, quando zio F. uscì di casa nel primo pomeriggio per andare al lavoro. Tornò verso sera, composto in una bara, tornò alla disperazione di una donna, la mia carissima zia A. madre sola, da allora, di sei figli. Ogni volta che sento di una tragedia sul lavoro penso a quel giorno … Continua a leggere »
Andreotti Giulio, detto Belzebù
Nascevo e lui era già ministro delle Finanze. Crescevo e lui presiedeva il suo primo governo. Crescevo e lui continuava ad essere onnipresente e onnifacente – nel bene e nel male, ma più che altro nel male, dal mio punto di vista. Crescevo e lui si sbarazzava degli odiati amici grazie al terrorismo. Continuavo a … Continua a leggere »
Ei fu, siccome immobile…
Fossi stata a scuola, stamattina, magari compresente con Italiano, avrei cominciato a declamarla – e saremmo stati in due. E ogni volta, sempre più col passare degli anni, i pulzelli strabiliano nel sentire un’ode dedicata a Napoleone Buonaparte, recitata a memoria. Il cinque maggio? Un’ode? Napoleone? L’ultima generazione, la nostra, che ha imparato a memoria … Continua a leggere »
IMU
Rimugino, come al solito, e quando lo faccio mi sembra di avere sulla testa la tipica nuvoletta colma di numble numble ma anche di fulmini e saette che stanno ad esprimere pensieri colmi di disappunto e mi fermo al disappunto per non dire altre sgradevolezze. Allora c’è questa cosa dell’IMU. Accendo la radio al mattino … Continua a leggere »