Un sistema basato su un intreccio di relazioni umane che mira ad evidenziare le capacità fisiche e mentali di coloro che prendono parte a quel sistema, un sistema così, proprio perchè composto da persone, donne e uomini, tende a cannibalizzare se stesso e ad involvere in qualcosa che poco ha a che vedere con le donne e con gli uomini. Alle Olimpiadi, modello principe della partecipazione delle donne e degli uomini per la partecipazione, vengono messe in evidenza le pecche e i peccati di un sistema che non funziona, a mio parere, perchè disumanizzato oramai da prestazioni ed ansie che nulla hanno più di umano. La vicenda dell’umano, umanissimo, Alex Schwazer di cui tutti parlano e sparlano a piacimento mostra una pecca (dis)umana: alle Olimpiadi non si butta la spugna, visto che anche tua madre ti dice di andare avanti per le tue potenzialità, anche se rileva la tua ansia e le tue angosce quotidiane – una madre che assomiglia tanto a quelle che infornano i propri figli, sin dalla nascita, nel sistema pubblicitario o nel cinema per apparire fin dalla più tenera età! Da madre – umana – ritengo che sia indispensabile lasciare in pace un ragazzo alla sua vita di normale banalità, è necessario spegnere i riflettori. Chè in fondo il senso era quello dell’esserci – ma lo è ancora? Vale sempre, dunque, il motto: l’importante è partecipare?

Hai detto tutto quello che volevo dire io. Proprio questa mattina ho letto di un’atleta turca che è caduta ma si è rialzata e ha continuato a correre, oppure leggevo che ad una cinese avevano nascosto la morte dei nonni (erano morti da 1 anno) e il cancro della madre (ora in via di guarigione, ma malata da ben 8 anni). L’importante è vincere. Carichi di responsabilità e aspettative…Queste Olimpiadi dimostrano quanto umani siano quell’ammasso di muscoli. Odio i processi mediatici, ieri ero al bar ad ora di pranzo con Studio Aperto a tutto volume, ho preso solo una Coca e sono uscita disgustata.
meglio non entrare nei bar dove si vede studio aperto!
su diversi giornali e in rete, in questi giorni, hanno mandato in continuazione foto in cui si vedono le torture a cui sottopongono le piccoline per la ginnastica artistica e altre mirabolanti discipline del genere! – arrivano fino a lussare gli arti delle bambine!! da mamma non avrei mai permesso una cosa del genere, neppure di fronte alla prospettiva di avere una campionessa in casa. le olimpiadi e le gare a livello mondiale, sono oramai diventate un veicolo di disumanizzazione; le prestazioni sono altissime, così i tempi di esecuzione, e le votazioni dei giudici – ad insindacabile giudizio: de che? – sono l’immagine di quello che lo sport non è più: qualcosa fatto a misura d’uomo e non a misura di robot!
Cara Virginia, in questo tuo post c’è molto in comune con quello che ho fatto io, partendo da tutt’altra situazione ed a un livello di competizioni molto differente, però in comune c’è la somma ipocrisia che in nome dei risultati (delle medaglia) tutto è sacrificabile.
Mi ha fatto rabbia e pietà nello stesso tempo, quella pubblica immolazione di un ragazzo che dovrebbe esser lasciato in pace a vivere la vita di un qualsiasi ragazzo della sua età.
Anche se uno qualsiasi non potrà comunque rimanere, però Carolina mi pare abbia detto le parole giuste e non la vedo scaricarlo, come faranno sicuramente gli sponsor e la pubblicità.
Io l’ho anche visto di persona ed è quel bravo ragazzo che ogni madre vorrebbe vedere in un proprio figlio!
Purtroppo non finirà qua, quelle lacrime sono comunque immagini troppo ghiotte per le tv e comunque rimane sempre il rpoblema emerso, del quale queste sue volontarie e secondo me non necessarie interviste, saranno sigla e colonna sonora.
Ciao cara Virginia, qui è un pò meno caldo, spero lo stesso anche a Trani!
vedrai, sergio, che appena torna dalle ferie, bruno vespa ci farà un plastico!
concordo con il tuo parere e sono sicura del fatto che sia proprio un bravo ragazzo. come mamma mi ha fatto davvero una enorme impressione la ” gogna ” mediatica, come l’ha chiamata vittorio zucconi stamani su repubblica, a cui alex è stato sottoposto!
Facile condannare….ma quando tutti pretendono e chiedono sempre di più, capita che i meno forti si lascino prendere dalla paura di deludere…la famiglia e tutti gli altri e cedano a questi mezzi illeciti pur di far per forza bella figura. Quello che si è visto in tv è un ragazzo in piena crisi emotiva e nervosa….è giusto, mi chiedo, che per lo sport, i ragazzi si debbano ridurre così?????
Fà bene la Pellegrini, sicuramente di carattere più forte, che ha detto chiaramente HO BISOGNO DI UNA PAUSA!!!! E ne ha tutto il diritto!
sono d’accordo, silvia. quando la corda viene tirata alla lunga si spezza e questi ragazzi sono sempre dalla parte dei tirati. sentivo stamattina alla radio l’opinione di una ascoltatrice che mi è garbata molto: in sintesi biasimava le critiche che sono state mosse al ragazzo da parte di alcuni politici o uomini dello sport, indignati dal fatto. l’ascoltatrice commentava con fastidio l’abitudine alla critica che tutti manifestano, il fatto che il ragazzo sia stato costretto a lasciare l’arma – altra bella cavolata: possibile che per fare sport in italia, a livello agonistico, bisogna essere carabinieri o finanzieri? – mentre tra quelli che criticavano di cui nessuno stinco di santo, a nessuno è mai venuto in mente di consegnare la tessera di partito o dimettersi da una carica pubblica al primo ammanco – e di ammanchi quelli ne hanno fatti parecchi! si parla e si parla per il gusto di dare aria alla bocca!
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
sottoscrivo in pieno quanto affermi. Come siamo cambiati, noi genitori, da centro di sicurezza e affetti, siamo passati ad essere gli aguzzini dei nostri ragazzi con la pretesa di organizzare il loro tempo con palestre, scuole etc… non li lasciamo più giocare, od anche oziare..
P.S. la Pellegrini mi sta indigesta!
L’importante è partecipare? Si, certamente e lo dimostra il fatto che sti poveri cristi vivono una sorta di paranoia atletica. Guai a non primeggiare. Centinaia di vasche quotidiane, miglia e miglia di corsa, sforzi sovrumani di ogni tipo, il corpo che suda l’anima e cosa vuoi che sia una pastiglia o una puntura se con un buon piazzamento puoi diventare testimonial di qualsiasi cosa?
Vedo spesso i genitori di bimbetti di sette otto anni fare il tifo per i loro pargoli. Noto che attraverso questa loro attività scaricano le ansie quotidiane addosso ai figli. Molti sognano il campione, la gloria i soldi. L’importante è partecipare. Per avere un assaggio? No, per avere l’opportunità di portarsi la torta a casa, non importa come.
partecipare per il bello di esserci, non certo per massacrarsi in quel modo osceno! la colpa, alla fine , è sempre di quel disgraziatissimo genitore che al sentore di una qualche potenzialità del figlio – insinuata nella sua mente obnubilata di scemenza da parte di un altro disgraziatissimo individuo che va sotto il nome di istruttore o allenatore o mister o quello che è – accetta il sacrifico del vitello d’oro, con tutto quello che ne consegue. quanti danni facciamo, eh?
Vivo (quasi) sulla mia pelle (due colleghe ‘strette’) delle situazioni simili … Due madri, due figli (un maschio e una femmina) … Il primo gioca a calcio a livello ‘primavera’ (non so bene cosa sia, lo so, dovrei essere preparata perché ne sento parlare TUTTI i giorni ma, il cervello – per mia fortuna – spesso si mette in stand-by) … Si allena tutti i giorni, è passato per varie squadre, è bravino e, ad essere sincera, credo sia la sua passione … Ma la madre passa giornate al telefono col ‘Mr.’, con il fisioterapista, con la mamma di qualche altro giocatore per scambiare pareri e opinioni … E mi domamdo: ‘quanto’ G. gioca per se stesso e quanto per la madre??? …
La seconda, ha messo la figlia a dieta, le ha comprato vestiti nuovi e l’ha portata a fare un book fotografico per farle fare dei provini … Per carità, è una bellissima ragazza … Ma … Anche per lei, la domanda è la stessa … ‘quanto’ la madre punta sulla figlia e sulla sua immagine??!
Quando stanno insieme e parlano dei loro ragazzi … A volte, mi si accappona la pelle …
e non si può neppure dir loro che i figli sono e rimarranno nel limbo di quei milioni che non emergeranno mai, non sia mai!!! sarebbero capaci di azzannarti gli annessi e i connessi, ingurgitandoti, poi, in sol boccone! iniziò quella sciagurata di cornelia, la madre dei gracchi, ed è stata tutta una strada lastricata di madri combattive. quante ne combiniamo, eh?
1500 euro una fiala di eritropoietina? Ha preso una doppia incul…
carissimo, ogni tanto ricompari!
oh sì, è stato proprio uno sciocco a lasciarsi incantare dalle fole! ( tutto bene? ti posso trovare da qualche parte, in rete? )
Come sportivo dilettante sono rimasto allibito da tutti i vostri commenti… Per un Alex Schwazer dopato e piangente ci sono centinaia di esempi di sportivi che hanno vissuto lo sport in modo pulito e come mezzo di riscatto personale. Due esempi su tutti: la grande Josefa Idem (http://it.wikipedia.org/wiki/Josefa_Idem) che tutti conoscete e la mitica Wilma Rudolph (http://it.wikipedia.org/wiki/Wilma_Rudolph) la cui biografia andrebbe fatta leggere a tutti i ragazzi che praticano sport… povera, nera, ventesima di ventidue figli, zoppa per la poliomelite, che con enormi sacrifici e cure ha vinto la malattia e ha conquistato 3 medaglie d’oro nell’atletica alle Olimpiadi di Roma 1960 e una di bronzo a Melbourne 1956….
Detto questo faccio 3 considerazioni:
1) Lo sport, a qualsiasi livello e a qualsiasi età, è una passione, prima per misurarsi con i propri limiti e poi con i propri amici/avversari. L’allenamento è lo strumento con cui ci si confronta con se stessi e forse in molti casi è più appassionante della gara stessa. Passare ore in palestra, sui campi di atletica o in piscina è nella stragrande maggioranza dei casi un piacere e superare (in modo pulito) un proprio limite è una soddisfazione. Quando io vado ad allenarmi è uno dei momenti più rilassanti e piacevoli della giornata, anche se a volte mi macino 20 o 30 km a piedi col solleone o con la pioggia e il gelo. Mia figlia, nei suoi trascorsi di ginnasta dilettante e di ballerina di danza sportiva, ha passato un sacco delle sue giornate in palestre e palazzetti dello sport… Noi non l’abbiamo mai forzata eppure quelle ore passate a faticare, a farsi tirare le gambe e i muscoli, a provare e riprovare gli stessi esercizi all’infinito li ricorda con molto piacere… Anche adesso balla in due compagnie e si allena 4 o 5 volte a settimana, incastrando gli allenamenti con lo studio, senza che nessuno glielo imponga. A volte seguirla in qua e là è un tour de force eppure i risultati scolastici sono ottimi, la ragazza è serena e si vede ad occhio nudo che queste attività non sono un peso ma un modo per sentirsi realizzata… Guardate allo sport anche in questa ottica, per favore!
2) Il doping (a qualsiasi livello) è barare due volte: prima contro le regole e contro gli altri atleti che giocano pulito e poi (soprattutto) contro se stessi perchè è il sintomo di una persona che non riesce ad accettare i propri limiti. Conosco persone che si dopano (o si doperebbero se avessero abbastanza soldi) anche per gare in cui al massimo si vince un prosciutto. Detto questo sono persone che barerebbero anche fuori dallo sport: in famiglia, nel lavoro, con gli amici, anche a giocare a briscola….
3) Conoscendo un po’ l’ambiente, la storia di Alex Schwazer non mi convince per niente: una persona a quel livello è seguita da uno staff di persone fra medici, allenatori, preparatori atletici, massaggiatori, psicologi dello sport e così via che è impossibile che lui sia andato da solo a comprare l’EPO in Turchia, che l’abbia messa nel frigo di casa, che se la sia dosata e iniettata da solo… La mia idea è che lui non abbia deciso di fare da solo ma che sia stato abbandonato e lasciato solo quando è stato scoperto… Domandatevi anche cosa sarebbe successo se non fosse stato scoperto… E’ probabile che questo suo atteggiamento serva a coprire qualcuno o qualcos’altro… Infine un’ultima nota per le mamme apprensive che si sono lasciate intenerire dalle lacrime di Schwazer: tenete conto che non stiamo parlando di un adolescente di 14 o 15 anni ma di un uomo di 28 anni, professionista e ben pagato per quello che fino ad adesso è stato il suo lavoro. Alla sua età molti di noi erano già sposati e magari con prole….
marco, grazie per il tuo contro/commento! tutto giusto, tutto assolutamente condivisibile se solo non ci fosse stato ( a mio parere, parere non di una sportiva, sia ben chiaro! ) l’accanimento che ne hanno fatto, in tutte le salse. penso che ogni atleta sappia quali sono i rischi che si corrono a doparsi – oltre che, naturalmente, la scorrettezza nel farlo – ma la cosa deve finire lì, come se schwazer fosse stato, in tutta la storia delle olimpiadi l’unico ad avere fatto quello che ha fatto. che ci fossero anche dei complici ne sono certa anch’io. e ancora di più mi convinco del “plagio ” operato su una persona instabile a livello mentale. quando le aspettative del mondo nei tuoi confronti sono così elevate, ritengo che non hai più la possibilità di fare le cose che fai con serenità. hai fatto l’esempio di tua figlia, ma lei sarebbe così propensa a ” lavorare ” con così tanta passione se solo sapesse di un vostro atteggiamento di genitori più “interessato” all’apparire che all’essere – un divertimento, per lei, per fortuna?
Forse più semplicemente ormai per lui non era più uno sport, e di sportivo ormai la sua attività aveva ben poco. Credo che alla fine il significato più puro di sport non tolleri manco 1 euro di giro d’affari intorno. Viva il dilettantismo da questo punto di vista.
Quanto alla gogna mediatica, mi piacerebbe vedere un politico ammettere una volta le proprie colpe in una conferenza stampa senza arrampicarsi sugli specchi o senza incolpare qualcun altro…
se dovesse esserci una qualsiasi ammissione di colpa da parte di un qualsivoglia politico vuol dire che siamo alle soglie dell’apocalisse!