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La grande festa

Qual è la ragione che spinge le donne a farsi cultrici della memoria della famiglia di sangue e di quella, allargata, degli amici e amiche che attraversano la vita di tutti? Pensavo:  le donne raccontano le storie andate ai bambini, ai famigli, se scrivono di ” mestiere “ ai lettori, facendo della memoria personale una favola collettiva, la testimonianza di una vita, di più vite. Gli uomini scrivono di altrettanto e diventano sedicenti storici, il lavoro viene valutato con un metro diverso e cattedratico. Le donne affabulano, gli uomini fanno la Storia. Così è la vita. Ma ritengo che a noi donne piaccia continuare quella tradizione che deriva dallo stare intorno ad un fuoco, al desco famigliare. Le donne sono capaci di raccontare e di ascoltare. Come ieri sera. Chi raccontava era Dacia Maraini a colloquio con Maddalena Tulanti – seconda anteprima ai Dialoghi di Trani - chi l’ascoltava un parterre composto in forte prevalenza da donne. Il libro in oggetto La grande festa, un racconto lungo della memoria di una donna che ha molto amato e molto conosciuto, il discorso mai interrotto con le persone della sua vita. morte ormai, persone che appartengono alla memoria personale dell’autrice, una memoria che si fa pubblica nel momento stesso in cui la si legge. La Maraini è una donna molto pacata e dolce, gli occhi azzurri, ridenti, in pendant con le sciarpe e gli accessori, strategicamente abbinati per far meglio risaltare i colori che le derivano dalla genetica famigliare. Una donna che ringrazia ogni volta che le si pone una domanda, che trova ogni domanda interessante. Vederla nuovamente è stato come reincontrare una vecchia amica. Nell’attesa del suo arrivo ai Dialoghi, ho acquistato il libro iniziandolo a leggere. Ne scriverò in seguito, ma già dalle prime pagine ho avuto l’impressione di conoscere quelle sensazioni. Sono parole di donna, quelle che fanno la Storia del mondo.

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9 pensieri su “La grande festa

  1. La storia la fanno le persone, donne e uomini, che pensano un pò oltre se stesse!
    E’ nel raccontarla che ci può essere forse una differenza, in quanto, parlo in linea generale e senza aver pretese che le mie affermazioni valgano in ogni caso, gli uomini riescono ad esser più oggettivi, più limitati ai fatti, mentre le donne tendono a cogliere anche tanti aspetti di contorno, che non sempre, a lungo andare, potranno conferire maggior interesse e leggibilità alla storia raccontata.
    Se poi si tratta di un racconto o un romanzo, qui ognuno ha i suoi gusti, sempre da rispettare!
    Un abbraccio cara Virginia, sempre stimolanti i tuoi post!

    • non sono in totale accordo con te, sergio. so bene che la storia è fatta da uomini e donne, su questo non ci piove. però gli uomini da sempre, si sono arrogati il diritto di raccontarla e di pensare di essere gli unici artefici di una storia – e di una società, sicuramente – ampiamente volta al maschile. ora, che tu e io e paolo, ci raccontiamo, per un senso di ritrovata comunione tra i sessi, che la storia la facciamo tutti – e ci mettiamo anche i bambini e gli animali, a questo punto, se pensi a tutti gli asinelli e i cavalli che hanno tirato su per le montagne, fin nelle trincee, i cannoni che servivano a sparare gli austriaci :-D – mi sta benissino, ma alla fine è sempre un uomo a raccontarla.

      • Mia cara Virginia, è un argomento interessante questo e non voglio lasciar cadere la tua stimolante provocazione, che ammetto ha sicure fondamente di verità.
        Parliamo di storia, che abbraccia secoli e non solo gli ultimi tempi, nei quali tante cose sono cambiate, anche nel riconoscimento dell’importante ruolo della donna, non certo secondario o subordinato, rispetto a quello dell’uomo.
        Certo che il più della storia è raccontata da uomini, ma allora era un compito ad essi demandato, credo anche con il benestare esplicito od implicito delle donne.
        Però io parlavo del raccontare di oggi, e pure del far storia di questi tempi, che non è più una prerogativa esclusiva o prevalente del sesso maschile.
        Ci sono stati e ci sono (ora un pò meno) grandi uomini, ma anche grandi donne nel mondo, vedi ad esempio Aung San Suu Kyi, per la quale io ho un’ammirazione grande, ma anche nel piccolo, ad esempio, delle brave sindaco donna, che un pò la storia la fanno pure loro, perchè non dobbiamo considerare storia solo quella che poi sarà riportata nei libri che studieranno in futuro gli allievi delle generazioni che verranno!
        Ma si potrebbe dire tanto altro, per un verso o per l’altro, l’importante è non farsi condizionare, come oggi è possibile, da luoghi comuni dei quali possiamo far tranquillamente a meno!
        Un abbraccio mia cara amica, ciao!

      • lungi da me l’idea di ricorrere a luoghi comuni! anche se non concordiamo possiamo continuare a parlare, non poniamo veti all’umano chiacchiericcio! :-D

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