L’altra sera sono entrata in una cartolottomaticatabaccheria – non saprei definirla in altro modo – per cercare una rivista di cui avevo visto la pubblicità. Saranno state le sette di sera e il posto era stranamente affollato – strano per me, evidentemente. Gente che comprava sigarette e gente che giocava al lotto, e gente che giocava alle slot machine – riparate in una specie d’alcova, lontane da sguardi indiscreti – e gente che aspettava di giocare alle slot machine – in coda! – e gente che giocava a gratta e vinci, e gente che monitorava i risultati di non so cosa su un video. Insomma a fronte di qualche sparuto compratore di nicotina, di una sola potenziale compratrice di riviste, io, c’erano almeno una decina di persone che dedicavano tutta la loro morbosa attenzione alla cattura del momento che avrebbe potuto cambiare le loro vite, il momento in cui il fato – direi una botta di k…w. piuttosto!
– avrebbe permesso un cambiamento, se non radicale, ma discretamente parziale delle loro esistenze. Per visionare le riviste avrò detto: Mi scusi! almeno una decina di volte e ogni volta un muro umano ondeggiava di qua e di là per permettermi di visionare il parco giornali. Avranno pensato: Che scocciatrice, disturbare noi poveri giocatori! L’Italia reale è questa, ormai. Si tenta la fortuna poichè non si è in grado di far fortuna in altra maniera, lavorando, ad esempio. Con uno stato che si permette di gestire, come un biscazziere, le giocate degli italiani e l’ipocrisia di ammonirli con un : Gioca senza esagerare!

















Ti consola sapere che non ho mai giocato in vita mia oltre che a tombola a Natale quando tutti eravamo ospiti a casa di mia nonna? Tanti, tantissimi anni fa, ahimè!
Ciao e buon weekend. Un abbraccio.
osvaldo sei in buona compagnia… ahi per lo stato che ci guadagna e ci specula!
non gioco nemmeno io…..tu dici tentano la fortuna….io dico si sputtanano un gran mucchio di soldi con cui potrebbero mangiarci una settimana in un giorno…..certo lo Stato gode….perchè ci guadagna, ma tutte le cose siamo noi a decidere come usarle, anche i coltelli più comuni servono….ma possono anche uccidere, tutto dipende da noi!
ma la gente è davvero disperata per fare quello che fa, non si capisce neppure che sono soldi buttati al vento. quante probabilità puoi avere di vincere, sulle tantissime giocate che fai?
e, non so dalle tue parti ma, dalle mie, la maggior parte delle persone che giocano alle slot machine, sono signore di una certa età … la mattina alle 7, quando mi fermo dal tabaccaio a prendere (ahimè) le sigarette, le tre slot machine che sono lì dentro, sono già occupate …
idem. tutto il mondo è paese, ste’!!
baciuz!
Ecco, è quel: ‘Gioca senza esagerare’ stampigliato sul retro dei ‘gratta’ o annunciato in tv alla fine della pubblicità di un poker on line, che mi fa ribollire il sangue.
, mentre ultimamente mi astengo, perchè ‘sento’ che non è il momento.
E’ come se una mano amichevole ti trattiene (quella dello Stato) mentre sei a un passo dal precipizio, ma se solo insisti a volterti buttare, molla la presa e t’aiuta pure con una spintarella.
Le stesse scritte ipocrite che leggi sui pacchetti di sigarette, o sulle etichette dei liquori: ‘Noi ti abbiamo avvisato, se poi tu vuoi darci dentro, son caSSi tuoi.’
Da quando i giornali si trovano pure al supermercato, ho smesso di frequentare la mia rivendita abituale di riviste e tabacchi: da una parte mi spiace, perchè due ciattelle con la C. le scambiavo più che volentieri, ma ultimamente (come nel tuo caso) era impossibile condividere un esiguo spazio di pochi metri quadrati con chi attendeva le uscite del ’10 e lotto’ e ‘win for life’ (un’estrazione ogni 5′ e 15′, i monitor servono a quello), i giocatori in fila, i tabagisti al banco e la sottoscritta sempre in lotta contro il tempo che dal fondo alzava disperata il braccio mostrando rivista e monete contate per attirare l’attenzione della proprietaria e guadagnare tempo. Mia zia che ha un negozio di alimentari+salietabacchi+ricevitoriaLis+westernunion, ha messo in un angoletto 3 slot machines. e dice che non c’è un solo momento durante l’orario di apertura, nel quale rimangono in stand by senza giocatore..
Io gioco ogni tanto qualche ‘grattino’, che mi vada bene o male, più di quel tot non spendo e non è una cosa frequente. Mi devo sentire ispirata. L’ultima volta con un solo ‘gratta’ mi sono portata a casa 250€ (ne ho investiti 20, di solito non vado mai oltre la singola giocata da 5) che ho prontamente investito nei libri di scuola per Bab
Un abbraccio bimba, sono diventata pigrissima e twit dipendente, ma come vedi ogni tanto rispunto :*
è un piacere rivederti, sonja carissima!
l’unica cosa vinta, nella mia vita, è stato un secondo premio di una lotteria allestita dal gestore del supermercato dove vado abitualmente, un cesto con i tipici prodotti di natale. fatto molto!!!
Eh, va così… Povera Italia…
il seme del gioco penso sia insito nell’animo degli italiani. mi vengono in mente le varie commedie di eduardo, in particolare ” non ti pago! ” e quell’esilarante giuramento dello zio di ninnillo in ” natale in casa cupiello “: ” giuro sul direttore del banco lotto… ” così importante, il direttore, da essere testimone indiretto di un giuramento solenne!
A quanto pare chi commenta qui è, come lo sono pure io, immune dalle tentazioni del gioco.
Ormai a me di giocare non va nemmeno a scacchi o dama, dove serve metterci un pò di proprio, le carte ed altri giochi quasi esclusivamente di fortuna li ho abbandonati da tantissimo, quelli basati esclusivamente sulla casualità non mi hanno mai tentato, nemmeno quando mi dicevano che, conoscendo giocatori e squadre, avrei dovuto giocare a totocalcio.
L’esperienza di entrare in una tabaccheria (per me si trattava di pagare il bollo auto) e far i conti con la ressa di giocatori da gratta e vinci e enalotto o altri giochi che nemmneo conosco, l’ho fatta pure io. Dico solo che, meno male che è passato di moda lo scrivere tradizionale, così ci si può risparmiare i francobolli e le buste, un disturbo in meno per il sempre più numeroso esercito di giocatori, per i quali il gioco sta diventando una vera e propria malattia moderna.
L’ipocrisia dello Stato non occore che anch’io la additi, è così vergognosa ed evidente!
Ciao cara Virginia, un abbraccio e serena giornata a te!
Mi ero scordato, la mia casella di spam è sempre ben fornita di inviti a casinò, di offerte di bounus per giocare e cose di questo genere!
quel tipo di spam non manca mai!
buona serata sergio!
Mia nonna (all’epoca in cui esistevano solo il lotto e il totocalcio) diceva: “Chi dal botteghin del lotto si aspetta il soccorso, gli cresce il pelo più dell’orso!”
Gli unici giochi che faccio io sono quelli completamente gratuiti che organizzano su internet radio, tv e siti simili… quelli in cui al massimo vinci un DVD, un libro, i biglietti per uno spettacolo e così via… Giro ben alla larga dai giochi in cui devo comprare qualcosa o pagare per giocare…
Davanti alla mia abitazione ho la casa del popolo e le slot machine sono sempre in funzione, prese d’assalto da pensionati ed extracomunitari a tutte le ore del giorno: proprio da chi ha meno soldi e dovrebbe essere più cauto! A suo tempo, in un circolo che frequentavo per trascorsi sportivi, ho assistito ad un dibattito sul fatto se fosse eticamente giusto mettere le slot machine nei circoli Arci! Alla fine l’ha avuta vinta il business perchè i bilanci dei circoli sono sempre in rosso e le slot machine portano tante entrate (sia in termini di soldi che di consumazioni al bar).
neanche le case del popolo sono più quelle di una volta, accipicchia!
Ma poi il bombardamento continuo di spot televisivi che rimandano a siti di scommesse e giochi on line… i casino virtuali accumulano migliaia di accessi al giorno, ma pure quelli reali. A Natale e a Capodanno sono andata a Caserta dai miei zii e nel tragitto siamo passati davanti a un Casino/Bingo enorme, ma ti dico enorme. Ebbene, il parcheggio era stracolmo di auto! Persino in giorni come quelli, in cui ti aspetti che uno stia a casa con la famiglia e non seduto a un tavolo sperando che un perfetto estraneo chiami un numero qualsiasi. Era una scena desolante, davvero.