for the roses

Pensieri diversi

 
Pensavo che le " belle " iniziative leghiste per un Natale padano senza immigrati, e tutti i discorsi e le polemiche che da qualche anno popolano le cronache, contrarie all’accoglienza, hanno creato nelle persone che vengono a cercare una nuova vita qui da noi, una forma di introversione culturale, specie nei ragazzi, che fa impressione!
Quello che è successo stamattina in classe, ne è l’esempio lampante. Si parlava di diversità e di come la diversità sia un meccanismo di scambio, di osmosi tra diversi modi di pensare, di vivere. Un arricchimento biunivoco per tutti coloro che vivono a contatto con chiunque altro diverso da sè. Ho proposto ai ragazzi, visto che in classe c’è B. una ragazzina albanese, di fare un cartellone con parole albanesi tradotte in italiano, così che ogni compagno potesse apprendere qualcosa della lingua dell’amica, in uno scambio di cultura molto elementare. B. è arrossita e s’è rifiutata categoricamente di collaborare, anzi mi ha detto che lei di albanese non ricordava nulla!
Anche le altre amichette mi hanno confermato il rifiuto di B, fuori della scuola, di veicolare informazioni sulla sua lingua e sulla sua cultura.
B. vuole far dimenticare al mondo di essere una figlia di immigrati. Durante l’ora di religione, lei che è musulmana, rimane ugualmente in classe a fare altri compiti. Questo è l’atteggiamento che hanno tutti i ragazzi di religione diversa dalla cattolica nella mia scuola. Abbiamo omologato la diversità inculcando la paura e il timore del diverso. Un pessimo messaggio per chi, un giorno, andrà a votare contro se stesso.
 
 
 
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20 pensieri su “Pensieri diversi

  1. che peccato però…..abbiamo perso ancora una volta …..ci ritroviamo sempre più con qualche differenza/ricchezza di meno solo perchè ci facciamo governare la vita dalle paure.sembra di sentire i cori della scuola d’infanzia come nella danza di Matisse "giro giro tondo cade il mondo cade la terra tutti giù per terra" ….ancora una volta……buon fine settimana Virginia :) :) :) da chiara

  2. ..tu sei andata addirittura oltre, hai pensato al suo votoIo mi fermo semplicemente alla sua vitasenza Storia,la suae me ne dispiaccio Molto.

  3. Post riflessivo…. e penso ai miei figli, ai tuoi, agli altri figli… Mah…. vedo solo tanta tristezza… come il mio ultimo post. Dove sono finiti i colori?…. dove?

  4. mi sembra di giocare a ‘regina, reginella quanti passi devo fare …’ e la regina diceva ‘un passo da formica’ e tu avanzavi di pocchissimo … o ‘un passo da gambero’ e tu dovevi tornar indietro di un passo … questo nostro strano e incasinato mondo fa passi da gigante nel campo della tecnologia … e fa passi da formica se non addirittura da gambero, in ‘civiltà’ ed in ‘umanità’ … m domando se i nostri ‘vecchi’ costretti ad emigrare ‘per fare fortuna’, abbiano mai rinnegato di essere italiani …

  5. Io ho abitato in Germania per 5 mesi qualche anno fa; gli italiani presenti a Lipisia per motivi di studio o di lavoro si trovavano tutti i giovedì sera in una birreria artigianale in piazza, aperta da italiani, in cui si mangiava la pizza più buona della città. Nesusno rinnegava le proprie origini, anche se a volte la paura c’era. Nell’ex Germania dell’est ci sono due possibili atteggiamenti verso gli stranieri: chi ama vederli nelle loro città dopo tanti anni di isolamento e chi invece li odia (in genere giovani appartenenti a gruppi neo-nazi); ciò nonostante le culture si mescolavano senza grandi problemi e tutti ne uscivamo arricchiti!

  6. penso che voi insegnanti avrete un compito non facile ma sono sicura che insegnanti come voi che si pongono il problema e amano i ragazzi riescano a trovare la strada per aiutarli ad integrarsi ci vorrà tempo ma quando si accorgeranno che non tutti li vedono come diversi impareranno a fare le loro scelte ciao buona domenica Io vivo a contatto con molta gente di culture diverse cinesi equadoregni albanesi rumeni arabi marocchini senegalesi ti posso assicurare che hanno imparato a conoscermi con difficoltà e tempo ma ora di me si fidano e questa per me è una grossa vincita ciao

  7. Siamo, ancora una volta, all’isolamento della scuola…è triste , ma è così. La Scuola, nell’ottica dell’intercultura, dell’uguaglianza, del rispetto,dell’accoglienza, dell’educazione, si prodiga (giustamente) in mille modi per perseguire obiettivi di convivenza, obiettivi basilari anche per il più incolto degli uomini, e poi vede vanificare il lavoro attentamente intrapreso perchè fuori il linguaggio di alcuni, di tanti(che si dichiarano "colti"…), è completamente opposto.B. non sta rinnegando la sua origine o la sua cultura, nè la sua religione(i musulmani non lo farebbero mai); B si rifiuta di collaborare a quel compito perchè desidera, spera che noi italiani scordiamo che lei è un’immigrata perchè B. sa (avverte, sente, legge, ascolta) che in Italia, specie in alcune regioni, c’è una POTENTE minoranza di persone della società in cui vive adesso che non la gradisce. E B. si sta solo difendendo da chi (non a scuola, naturalmente) l’attacca di continuo.Pensieri diversi, linguaggi diversi…purtroppola Scuola deve continuare nel suo compito di piena accoglienza ed integrazione, non potrebbe chiamarsi Scuola se facesse il contrario. Ciao

  8. povera piccola, mi dispiace per lei costretta a vergognarsi per paura della sua origine, è molto triste, ma del resto sentendo in giro quello che sente, non ci vuole la palla di vetro per comprenderla, solo che è doloroso percè chi non vuole ricordare il suo passato non ha un buon futuro si diceCiao Virginia, una buona domenica

  9. è di oggi la notizia di fini che ha dato dello " stronzo " a chi si adopera per la discriminazione, davanti ad una scolaresca multietnica. http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/fini-parla/fini-stranieri/fini-stranieri.htmlma fini ha firmato una legge, con bossi, di fatto discriminante, qualche tempo fa. a chi dare credito, al fini attuale o a quello di qualche anno fa? e, tra l’altro, sembra l’unico rimasto a dire " cose di sinistra "

  10. e’vero…ho un’amica albanese Lady ..mamma di una compagna di classe di mia figlia parla malvolentieri del suo paese…ho cercato di farmi insegnare qualche parola ma mi guarda stupita quando le domando come si dice..?..sua figlia e’italiana dice con orgoglio ed io sorrido con simpatia ma dentro vorrei spiegarle…mah…e’cosi’difficile…

  11. molti credono che integrazione significhi rinnegare le radici e le proprie tradizioni….rispettare e riconoscersi nelle "diversità" non è certo facile, e spetterebbe alla scuola iniziare il percorso.Ma anche qui, occorre apertura mentale e sensibilità e spesso gli operatori sono imbrigliati da leggi e regole assurde.Così come è assurdo insegnare a scuola "religione cattolica" per questo basterebbe il catechismo…almeno credo

  12. Per quanto racconti del rifiuto " di origini " ….o meglio vergogna delle origini , è sognificativo dei tempi che stiamo vivendo …..Ci si deve attaccare per forza ai comunisti come Fini ……trai pochi rimasti a difendere queste istituzioni …..Scalcinate …..ma sempre fondamento di una Italia civile ……..Non so ancora per quanto …..lele

  13. ..Alcune personeitaliane o stranierepensano che dimenticare la propria storia aiuti..Devo andare a riprendere le foto della Mia famigliaquella a cui appartenevoNe sento il bisogno..Mia figlia ha visto pochi giorni fala fotografia di mio nonnoLe ho parlato di lui sul Carsocon la baionetta e fucileLe ho anche detto che non gli avevo mai chiestose avesse ucciso da soldato un soldato.Un pezzo della mia storia con la mia famiglia..Un pezzo di Storiala prima guerra mondialecombattuta con baionette e fucileSe ci pensoun corpo a corpo violentodisumano.La nostra Storia é la Storia del mondoDovremmo raccontarcela Tutti un po’ di più.:)Luisa

  14. credi bene, fab!in realtà quello che spaventa maggiormente, non tanto gli adulti che son capaci di difendere se stessi, ma i ragazzi, è la sensazione di non essere parte di un gruppo di uguali. i ragazzi che formano la nostra classe hanno, a mio parere, una grande opportunità: quella di convivere ogni giorno con un differente modo di essere adolescente, quella del confronto con le difficoltà di relazione di uno come loro, il mio alunno autistico a. ogni giorno si misurano con le stereotipie di a. con il suo buffo modo di stare in classe, con i suoi meravigliosi sorrisi, con i momenti tenerissimi in cui si avvicina ad ognuno di loro e li abbraccia baciandoli. sono fortunati per questa opportunità, così come lo siamo noi adulti che gli stiamo intorno!tutti abbiamo bisogno di persone che ci facciano sentire accolti e desiderati, nessuno escluso! chissà se quelli della lega pensano di essere dei supermen!

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