< Che si fa stasera? > diceva qualcuno.
< Si va all’Universale > e l’andarci metteva d’accordo tutti.
C’era sempre una rassegna da vedere, qualcosa di cui discutere dopo. Erano gli anni 70 e l’Unversale, vecchio cinema popolare in Via Pisana, di là d’Arno, con i sedili in legno, senza popcorn e senza neppure tanti fronzoli tecnologici, s’era riciclato come cinema d’essai.
Passavano davanti ai nostri occhi vecchie pellicole in bianco e nero americane, oppure l’opera omnia del cinema polacco del dopoguerra, tutto Fellini, tutto Jodorowsky, pellicole inimmaginabili, cose pescate chissà dove.
S’andava per amor di cinema, per stare insieme, perchè il cinema per un mese, ogni sera un film diverso, costava in abbonamento una sciocchezza.
S’andava per vedere quelli che con noi c’entravano ben poco, i popolani del Pignone, che i commenti li facevano a voce alta, ed erano ben disposti a far capire a tutti se quello che vedevano gli era garbato oppure no.
Il cinema, chiuso nell’89, è divenuto un film – un documentario per dir meglio - in uscita nelle sale da oggi.
Se andrò a vederlo? Accipicchia!
Se andrò a vederlo? Accipicchia!
Intanto se qualcuno ha voglia di farsene un’idea, compare in una scena del film " Berlinguer ti voglio bene " di Benigni. ll suo primo film, l’unico film che non è riuscito a trattenermi in sala fino alla fine. Capita anche a quelle armate delle migliori intenzioni

















Che cosa bella e irripetibile, i cinema d’essai…
mi fai venire in mente quando frequentavo il circolo Lumière, tra la cui programmazione c’era anche una serie di film tedeschi in lingua originale… ha ragione Federico… irripetibile… oggi avrebbero tutt’altro sapore :S
cosa trovi di diverso tra i film di allora e gli attuali ?non in campo strettamente tecnologico intendo
a milano esistono ancora e c’è grande voglia di qualità nel cinemama dobbiamo farci spaziomolto romantico tutto questo
Nostalgia canaglia…(e qui Al Bano non c’entra un piffero…).
fabi, trovo diverse le storie. soprattutto nel cinema italiano, si sono perse le traccia di quei bei sceneggiatori di una volta. per una volta tanto condivido il pensiero di carabba quando dice che il cinema italiano è " due camere e tinello, con uso di mia cugina ":-))
L’Universale (senza la parola "Cinema" davanti) è stato riaperto una decina d’anni fa, come disco-pub.Inizialmente si rivolgeva ad una platea di universitari, preferibilmente con la puzza sotto il naso, come era nato il disco pub stesso. Serata top la domenica sera, non entravi con le scarpe da tennis o con la maglietta. D’obbligo scarpe "normali" e quanto meno la camicia. Un posto odioso.Questa patina finto-chic s’è pian piano offuscata, fino a toccare l’apice del degrado nei primi mesi del 2007. Era diventato nè più nè meno il tipico locale fiorentino dedito a turisti/studenti stranieri oltre che italiani. E gli stranieri, soprattutto quello in versione turista, ci va giù peso con litrate d’alcool, e di conseguenza l’ Universale era diventato spesso teatro di quelle scene che l’abuso smodato di certe bevande spesso porta con sè: tapinamenti alle ragazze, spesso straniere, spesso seminude, spessissimo ubriache fradice più degli uomini, e quando dico "tampinamenti" uso un espressione soft rispetto alla realtà, oltre che le classiche vomitate direttamente fuori dal locale e le risse.Si arrivò ad un periodo dove per qualche settimana, i "risultati" delle serate dell’ Universale finivano puntualmente sulla cronaca locale dei quotidiani fiorentini. Dopo l’ennesima scena di degrado formato maxi che tenne sveglio l’intero quartiere, con tanto di ovvie lamentele del vicinato, alla fine un bel giorno il proprietario disse basta, e chiuse qualche mese.Poi credo che sia riuscito a riaprire di lì a poco, ma non sono al corrente della situazione attuale.Di più nin so, altri tempi, ahimè, altro che Cinema d’Essai.Quanto a Berlinguer TVB di Benigni, lo so, è fatto a modo suo, ma devi superare questa cosa via: torna in sala, e finisci il film !;-)
scrivendo dell’universale ho pensato a te, micaluzzo, che di sicuro dovevi conoscerlo. adesso è definitivamente chiuso, dopo la parentesi ( vergognosa ) di cui mi racconti. chè in quel cinema e fuori si sono fatti discorsi bellissimi sul cinema, e il luogo, per quanto scaciato, era una specie di tempio consacrato all’arte delle immagini in movimento. epperò no, non rivedrò berlinguer, già adesso benigni non è che lo sopporti granchè…:-)))
dalla tua ultima risposta alla nostra ‘Primula rossa’ che ogni tanto ricompare, devo dire che traggo una grande consolazione: allora non sono la sola a non sopportare molto Benigni!
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